Scopri Infinity+
Corporate
living26 gennaio 2026

Dove mangiare e bere a Cortina: dieci indirizzi da non perdere

Più viva che mai grazie alle Olimpiadi invernali, Cortina è il place-to-be del 2026: ecco locali e ristoranti da provare per vivere l’atmosfera alpina
Condividi:

Di Barbara Giglioli

Bar del Posta - Credits: Courtesy Press OfficeBar del Posta - Credits: Courtesy Press Office

Adrenalina, emozione, il rumore delle cose belle che iniziano. Sì, perché nell’aria lo si percepisce già. Mancano infatti pochi passi al grande debutto olimpico e Cortina si prepara come sa fare meglio: accogliendo, seducendo, mettendo in scena il suo talento più naturale. Tra una discesa perfetta (da fare o da seguire durante le gare) e un après-ski che si allunga fino a sera, la tavola diventa il vero campo di gara. Qui si mangia (e si beve) ad alta quota, ma con uno sguardo internazionale: tradizione alpina, eleganza contemporanea e un’idea di ospitalità che sa essere glamour senza perdere autenticità. Ecco dieci indirizzi da segnare per un’esperienza di gusto indimenticabile.

Alajmo Cortina, località Ronco 123

Alta cucina che incontra la montagna con leggerezza e precisione. L’indirizzo più “in quota” della galassia Alajmo gioca sull’equilibrio tra memoria e visione contemporanea, in un ambiente che dialoga con il paesaggio senza mai sovrastarlo. La cucina si ispira ai profumi del bosco e all’aria sottile, ma non rinuncia a incursioni più ampie, con piatti eleganti e sorprendenti. Per chi vuole vivere Cortina in versione couture.

Alajmo Cortina - Credits: Courtesy Press OfficeAlajmo Cortina - Credits: Courtesy Press Office

SanBrite & El Brite de Larieto, località Alvera, 200/e e località Larieto

Due indirizzi, un’unica anima. Quella di Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini, che a Cortina hanno costruito uno dei progetti gastronomici più coerenti delle Dolomiti. Qui la montagna non fa da cornice: è materia viva, ritmo quotidiano, sistema che nutre la cucina e il pensiero. Da un lato l’esperienza più compiuta e contemporanea, dall’altro il cuore agricolo immerso nel bosco, dove tutto nasce. In entrambi i casi, il piatto è solo l’ultimo atto di un racconto che parte dalla terra e arriva in tavola con grazia e rispetto. Si esce con la sensazione di aver toccato la Cortina più autentica, quella che non ha bisogno di luci per brillare.

El Brite de Larieto - Credits: Courtesy Press OfficeEl Brite de Larieto - Credits: Courtesy Press Office

Tivoli, località Lacedel 34

Un classico che non ha mai smesso di evolversi. Graziano Prest ha il merito di aver tenuto alta la bandiera dell’alta cucina anche negli anni più complessi di inizio millennio: è qui dal 2002 e da allora la stella Michelin accompagna con continuità il suo percorso. La proposta dialoga con il territorio in modo raffinato, spaziando dalle Dolomiti alla laguna, sempre con mano elegante. L’atmosfera è discreta, il servizio impeccabile, l’esperienza pensata per chi ama la grande ristorazione senza eccessi.

Tivoli - Credits: Courtesy Press OfficeTivoli - Credits: Courtesy Press Office

Baita Resch, località Son dei Prade 1

La montagna accogliente, quella che ti fa sentire subito a casa. Panorama ampio, calore umano e una cucina che coccola senza banalità. Dalle paste fatte in casa ai piatti di selvaggina, fino ai dessert che raccontano una vera vocazione per la pasticceria. Ideale dopo una giornata sugli sci, quando il tempo rallenta.

Baita Piè Tofana, località Rumerlo

Affacciata sulle piste delle Tofane, Baita Piè Tofana custodisce una storia olimpica che oggi torna attualissima: fu ristoro per i cronometristi dei Giochi del 1956 e, negli anni, simbolo della movida ampezzana. Dal 2021, con l’arrivo di Michel Oberhammer, ha cambiato passo grazie a un restyling raffinato. In cucina c’è Federico Rovacchi, che firma una proposta elegante e giocosa, in dialogo continuo con la montagna. Tra camino, sale intime e una cantina di grande livello, è una delle esperienze più scenografiche di Cortina.

Baita Piè Tofana - Credits: Courtesy Press OfficeBaita Piè Tofana - Credits: Courtesy Press Office

Bar del Posta, piazza Roma 14

Iconico per definizione, l’american bar dell’Hotel De La Poste (per tutti semplicemente “il Posta”) è il punto di riferimento dell’aperitivo ampezzano. Si trova nell’albergo più antico di Cortina, con una storia che risale al 1804. Dietro al banco c’è Filippo Borghi, barman di esperienza che firma una carta di cocktail impeccabili, tra cui spicca il “Ra Schirata”, realizzato con il Cortina Mountain Gin. Tra eleganza senza tempo e atmosfera conviviale, è una tappa obbligata.

Zelda Cocktail Club, via XXIX Maggio 28

Piccolo, magnetico, irriverente. Un indirizzo che mescola spirito internazionale e voglia di festa, tra drink curati e serate che lasciano il segno. Perfetto per chi ama l’après-ski con un twist fashion.

Zelda Cocktail Club - Credits: Courtesy Press OfficeZelda Cocktail Club - Credits: Courtesy Press Office

La Suite, piazza Angelo Di Bona 6

Centrale, trasversale, sempre animata. Qui si incontrano mondi diversi davanti a un calice o a un cocktail, in un flusso continuo che racconta il lato più informale e vitale della città.

La Suite - Credits: Courtesy Press OfficeLa Suite - Credits: Courtesy Press Office

Enoteca Baita Fraina, Largo Poste 17

Per chi ama il vino e sa prendersi il tempo giusto. Un rifugio elegante dove scegliere grandi etichette e abbinarle a stuzzichini curati, in un ambiente che profuma di legno e tradizione ampezzana.

In vista delle Olimpiadi, a Cortina non si gioca solo sul filo dei centesimi. Si gioca sullo stile, sulla qualità dell’esperienza, sulla capacità di far sentire ogni ospite parte di qualcosa di speciale. E a tavola, tra baite iconiche, ristoranti d’autore e cocktail bar storici, la vittoria è già servita.

Enoteca Baita Fraina - Credits: Courtesy Press OfficeEnoteca Baita Fraina - Credits: Courtesy Press Office

Contenuti consigliati