Di Giulia Pacella
Da accessorio iconico che scrive la storia della moda a elemento essenziale delle cool girl dello street style. Dai maxi carré in seta stampata alle mini bandane stampa paisley in voga nei Sixties, attraversando generazioni, epoche e definendo nuove estetiche, il foulard si conferma l’accessorio moda imprescindibile della primavera 2026. Capace di infinite riletture e reinterpretazioni, alleato strategico degli styling più elaborati, protagonista indiscusso delle passerelle attraverso inedite variazioni di stile, è un punto fermo del guardaroba femminile. E continua a ispirare e dettare tendenza in un mix tra storia, heritage e nuovi styling.
In principio fu Hermès che con il suo primo foulard carré con motivo Jeu des Omnibus et Dames Blanches - un quadrato di seta dal formato 90x90 ispirato a un gioco da tavola francese del 1800 simile al Gioco dell’oca - fissò uno standard industriale, culturale e stilistico. Fu la nascita dell’icona, nel senso più semiotico del termine. Simbolo del lusso della maison francese, oggi come allora il foulard Hermès è sinonimo di un savoir faire che prevede decine di passaggi tra disegni, stampe e tinture.
In Italia è Gucci che negli anni ‘50 comincia a lavorare ai foulard con Rodolfo Gucci che ne introduce le prime stampe ispirate al mondo equestre per poi arrivare al celebre Flora, disegnato per Grace Kelly. Un motivo floreale che è diventato un codice del brand, oggetto di continue riletture da parte della casa di moda fino a oggi, con Demna che l’ha voluto nel suo ultimo fashion show F/W 26-27 proprio su un abito foulard. Per non parlare di Ferragamo che intorno a questo accessorio ha costruito un vero e proprio immaginario (quasi al pari delle scarpe), tanto da renderlo protagonista per l’imminente Milano Design Week 2026 di Floating Silk Garden, con cui le sete a motivi floreali e i pattern di foulard e cuscini si animeranno attraverso una suggestiva installazione.
Iconico e simbolico ma innanzitutto pratico, il foulard ha completato e definito i look più iconici delle dive degli anni ‘50 ed è diventato parte integrante dell’immaginario cinematografico. Se Grace Kelly lo portava con eleganza nonchalante sia come fazzoletto in testa, sia come fascia per immobilizzare il braccio ingessato dopo un incidente; per Audrey Hepburn era parte essenziale del suo stile bon ton. Non a caso amava dire: “Il foulard è la cosa più semplice per sembrare chic”. Aveva ragione da vendere e lo hanno capito bene anche le attuali it-girl che spesso e volentieri si lasciano fotografare nello street style delle capitali della moda italiana con foulard, bandane e fazzoletti. Ben consapevoli che quell’accessorio non è solo il dettaglio che ne caratterizzerà il look, ma anche la “reason why” che le renderà ispirazione patinata per nuove idee di styling. E qui la moda della primavera 2026 è pronta scatenarsi e a confermare l’onda lunga del trend già avvistato nelle scorse stagioni primaverili.
Sulle passerelle Primavera/Estate 2026 fazzoletti, scarf, foulard e strangolini punteggiano i look più interessanti di stagione. Da Miu Miu sono sciarpette di seta leggera portate intorno al collo ad accompagnare i look in grembiule da lavoro delle donne di Miuccia con l’ormai leggendario styling by Lotta Volkova fatto di layering e sovrapposizioni tra catene e colletti.
Da Hermès il foulard sfoggia tutta la sua proverbiale poliedricità: arrotolati in torchon e portati come choker, ma anche liberi e fluttuanti a completare lo styling assieme ad harness di pelle che segnano busto e décolleté. Da Dries Van Noten si fa XXL e diventa un elemento che è parte integrante del look, sovrapposto ai pantaloni per definire un’estetica fluida e senza alcuna distinzione di genere. Per Ferragamo l’idea del foulard si declina su abiti in seta monocolore chiusi da sciarpe con maxi frange. Sulla passerella di Pierre-Louis Mascia il foulard raggiunge il suo massimalismo espressivo con uno styling che lo celebra e lo rende protagonista assoluto in totale sintonia con il DNA del brand.
Da Celine il foulard definisce in qualche modo il concetto stesso della collezione in un fil rouge tra Resort 2026 e SS26 con il direttore creativo Michael Rider che lo immagina in versione scarf shirt (pannelli di foulard drappeggiati), o come accessorio portato alla mano al pari di una borsa. E poi ancora piccolo, stretto, come dettaglio mini intorno ai colletti, fino a trasformarlo in un vero e proprio vessillo di stile nel look con maxi scialle.
Leggero, fluido e versatile, maxi o micro, da portare in stile rétro nostalgico o in styling nuovi e sperimentali, da mescolare con il denim o per enfatizzare outfit classici, il foulard si conferma accessorio facile con cui giocare (anche) questa primavera. Un dettaglio chic con cui fare la differenza.
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