Di Claudia Ricifari
Le campagne moda ormai da anni sono ben più che la semplice presentazione delle collezioni. Sono a tutti gli effetti racconti per immagini, dichiarazioni d’intenti attraverso narrazioni stratificate, frutto dell’unione tra creatività e visione. Così, le campagne SS26 si sviluppano tra interni domestici, archivi, paesaggi naturali, città d’arte e luoghi produttivi, componendo una sequenza di visioni che riflettono identità, memoria e appartenenza.
Cinema, arte, famiglia e dimensione collettiva emergono come coordinate ricorrenti di una stagione che sceglie di costruire senso attraverso l’atmosfera e la regia dello sguardo.
Con Image of an Image, Prada affida ad Anne Collier un’indagine sulla natura stessa della comunicazione visiva. La campagna Primavera-Estate 2026 si presenta come un portfolio di still-life in cui mani sorreggono le fotografie della collezione, scattate da Oliver Hadlee Pearch, trasformando l’immagine in oggetto fisico.
Levon Hawke, Nicholas Hoult, Carey Mulligan, Hunter Schafer, Damson Idris, John Glacier e Liu Wen abitano queste cornici come presenze che interrogano la relazione tra moda, arte e identità. Il gesto del guardare diventa parte integrante del racconto, in un progetto che mette in discussione i meccanismi del linguaggio pubblicitario nell’era digitale.
Jennifer Connelly interpreta la campagna Donna Louis Vuitton Primavera-Estate 2026 in un tableau fotografato da Cass Bird. Ambientata negli appartamenti estivi di Anna d’Austria al Louvre, la collezione di Nicolas Ghesquière esplora l’arte di vivere e la libertà della sfera privata.
Texture raffinate, drappeggi fluidi e silhouette ispirate alla lingerie si muovono in una palette di bianco e rosa. Debuttano la Express Bag, evoluzione della it bag Speedy, la Squire in Monogram, la Noé Trunk, insieme alla linea di gioielli LV Cube e alla Sneakerina (uno dei must have di stagione). L’universo domestico diventa spazio di invenzione, dove comfort e costruzione architettonica convivono.
La campagna Primavera-Estate 2026 di Giorgio Armani è stata scattata per la prima volta nella casa di via Borgonuovo da Oliver Hadlee Pearch. Vittoria Ceretti e Clément Chabernaud si muovono tra interni, giardino, oggetti personali e opere d’arte – da Andy Warhol a Francesco Clemente – in un racconto che intreccia memoria e presente.
Completi strutturati, abiti dalle linee morbide, pullover e camicie accompagnano il corpo con naturalezza. Lo spazio privato diventa continuità dell’estetica Armani, attraversando il tempo senza fratture.
Valentino Fireflies, scattata da Willy Vanderperre sotto la direzione creativa di Alessandro Michele, costruisce una riflessione sulla fragilità come dato strutturale dell’esistenza. La caduta diventa gesto che rende visibile la dipendenza reciproca e mette in crisi il mito dell’autosufficienza.
La campagna assume una dimensione teorica e visiva insieme, in cui la verticalità è sempre negoziata e la vulnerabilità apre a nuove forme di relazione. L’immagine si fa spazio di responsabilità e convivenza.
Per la Primavera 2026, Zegna torna al Winter Garden di Oasi Zegna insieme al Global Ambassador Mads Mikkelsen. Il progetto affonda le radici nella collaborazione storica con l’architetto paesaggista Pietro Porcinai, celebrando l’armonia tra vetro, luce, acqua e natura.
Materiali come Vellus Aureum e pelle Secondskin dialogano con silhouette rilassate e fluide. Le iconiche Triple Stitch traducono l’eredità del brand in termini contemporanei, mentre la giacca Il Conte incarna una costruzione attenta e leggera. L’immaginario nasce dall’incontro tra paesaggio e manifattura.
Per la SS26, Ferragamo presenta La Prima Impressione, un progetto firmato dalla regista Antoneta Alamat Kusijanović che esplora l’eredità cinematografica della maison e la centralità della famiglia. La top model Christy Turlington interpreta la matriarca di una famiglia italiana all’interno di una villa di campagna, orchestrando dinamiche sottili mentre un nuovo partner entra nel nucleo domestico.
Il racconto, articolato in sette capitoli, mette in scena l’archivio e la sua reinvenzione contemporanea: la mule scultorea con tacco a S richiama l’emblematico tacco a F, il sandalo riprende il fiocco Vara, la borsa Hug intrecciata e gli abiti in seta ispirati ai foulard definiscono un lessico che attraversa generazioni. Il cast – Pierre Francois Jacob, Penelope Ternes, Kaplan Hani, Edoardo Sebastianelli, Lina Zhang, Fatou Kebbeh – restituisce un universo multiforme in cui l’idea di famiglia diventa principio fondativo del brand.
La campagna Dior Primavera-Estate 2026, scattata da David Sims sotto la direzione creativa di Jonathan Anderson, lavora sull’idea di costruzione dell’immagine come atto interpretativo.
Le fotografie, a colori e in bianco e nero, funzionano come schizzi visivi: la Lady Dior con nappine, la Dior Cigale con mini fiocco, le Dior Crunchy e Dior Bow, insieme alla Diorly, assumono carattere proprio, definendo un vocabolario di accessori con temperamento. La “clique” Dior abita un senso di stile liberato, capace di giocare con forma e gesto.
Sotto la direzione di Daniel Lee, la campagna SS26 di Burberry assume la forma di un concerto visivo. Trench, parka e bomber si muovono tra pioggia estiva e foschia britannica, mentre denim e pelle si accendono di foil e pattern check. Gli abiti da sera scintillano tra perline e crochet, come riff elettrici che attraversano la collezione.
L’icona SixtiesTwiggy e un cast internazionale diventano presenze vive di un linguaggio che unisce sartoria slim ed energia mod. Mohair e jacquard dialogano con abiti metallici e capi traforati al laser, in una costruzione che fa della precisione e della fantasia due forze complementari. La moda pulsa come materia sonora, trasformando ogni silhouette in ritmo.
Bottega Veneta torna a Venezia per la Summer 2026 campaign, scattata da Juergen Teller. Sotto la direzione creativa di Louise Trotter, la città diventa protagonista: Giardini Napoleonici, Palazzo Rocca Contarini Corfù, Palazzo Contarini Polignac, il Lido e il Conservatorio Benedetto Marcello compongono una geografia emotiva.
L’heritage dialoga con l’evoluzione dell’Intrecciato e delle borse iconiche, in un racconto che intreccia tailoring da giorno e texture opulente.
La Primavera-Estate 2026 di Givenchy by Sarah Burton, fotografata da Collier Schorr, estende l’atmosfera collettiva inaugurata nella prima campagna della direttrice creativa. Annie Leibovitz entra nel cast insieme a Kaia Gerber, Isabelle Alburquerque e alle modelle che incarnano l’universo femminile Givenchy.
L’immaginario sfuma i confini tra chi posa e chi osserva, tra autrice e soggetto, costruendo un racconto di complicità professionale e scambio creativo.
La campagna SS26 di Ermanno Scervino, con Irina Shayk fotografata da Mikael Jansson, rilegge il denim come stampa indaco applicata su materiali differenti, estendendone la tridimensionalità e la memoria su superfici trasparenti e preziose.
Tagli sartoriali, pigiami maschili reinterpretati e un equilibrio tra artigianalità e sperimentazione definiscono una pluralità di figure femminili, luminose e mobili.
Blauer rinnova la collaborazione con Bruce Weber per la SS26, ambientando la campagna a Montauk, negli Hamptons. Oceano, vento e orizzonti aperti fanno da sfondo a una comunità di volti reali: Danilo Lo Monaco, Rachel Harty, Rachel Roberts con Ava Niccol, Vera, Grayson Yurkewitch.
Il 25esimo anniversario del brand si traduce così in un racconto di connessione e spontaneità, dove il guardaroba accompagna l’esperienza senza imporsi.
Scattata da Robin Galiegue a Maranello, tra l’edificio Endurance e il circuito di Fiorano, la campagna Ferrari SS26 costruisce un percorso dall’interno all’azione. Rocco Iannone amplia il messaggio della sfilata in un linguaggio diretto ed essenziale, dove la silhouette aerodinamica dialoga con l’ingegneria delle auto.
Il passaggio cromatico dal bianco al rosso traduce visivamente la tensione tra concentrazione e accelerazione, tra forma e forza.
La nuova campagna Etro nasce dal dialogo tra Marco De Vincenzo e lo spatial artist David Curtis-Ring. Lo scenario è tropicale, sospeso tra organico e teatrale, dove le stampe iconiche del brand si trasformano in linguaggio vivo.
Silhouette eteree, maxi-dress con ruches, maglieria e giacche nei toni della terra dialogano con texture leggere e stratificazioni nomadi. Borse e gioielli emergono come elementi integrati nella natura, appesi ai rami o adagiati tra foglie giganti.
La campagna Primavera-Estate 2026 On Cloud Nine di Miu Miu, fotografata da Jamie Hawkesworth, costruisce un cast multidisciplinare che attraversa musica, cinema e moda: Sateen Besson, Li Gengxi, Suzanne Lindon, Olivia Rodrigo, Rachel Agbonze e Amélie Sante.
La direzione creativa di Miuccia Prada e l’art direction di Christopher Simmonds, con lo styling di Lotta Volkova, definiscono un guardaroba che accosta capi industriali e femminili, leggerezza e decisione. La nuova borsa Vivant entra nel racconto come elemento distintivo, mentre l’atmosfera alterna romanticismo e accenni di ribellione.
Per la SS26, Weekend Max Mara trasforma il trench Canasta in un manifesto artistico con il progetto A Weekend with an Artist, curato da Francesco Bonami. Cinque artiste – Victoria Kosheleva, Paola Pivi, Tschabalala Self, Tai Shani e Shafei Xia – reinterpretano il capo come superficie espressiva.
Dal cyber-espressionismo alla pittura ad acquerello, dal vinile nero decorato con ironia alle geometrie arcobaleno, il trench supera la funzione per diventare oggetto narrativo. Petra Collins firma una campagna in forma di autoritratto, posando lei stessa con i cinque trench in uno spazio che richiama un deposito d’arte.
La SS26 di ASPESI, intitolata Look the other way, propone una riflessione sulla semplicità come forma alta di eleganza. La ricerca tessile resta centrale: cotoni compatti, viscose leggere, nylon ultraleggeri, lini lavati irlandesi, sete e taffetà costruiscono un guardaroba essenziale.
Il nylon – materiale simbolo del brand – evolve in versioni ripstop ultralight e semitrasparenti, mentre la camicia riafferma il proprio ruolo fondativo tra modelli heritage e nuove interpretazioni crop e tecniche. La collezione si muove tra ritorno in città e libertà estiva, mantenendo una sobrietà consapevole.
Per la SS2026, Genny rinnova la collaborazione con Nicola Peltz Beckham sotto la direzione creativa di Sara Cavazza Facchini, fotografata dai Morelli Brothers.
Le silhouette fluide e i volumi calibrati si muovono in una palette vibrante, evocando petali di orchidee in movimento. Il linguaggio cinematografico degli scatti racconta leggerezza e connessione profonda, traducendo la femminilità contemporanea in emozione visiva.
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