Di Valeria Boraldi
Sullo sfondo la Tour Eiffel emana una luce dorata, stagliandosi su un cielo notturno. Va in scena in questa atmosfera la collezione Autunno/Inverno 2026-2027 di Saint Laurent. La location è ammaliante, nel calore che scaturisce dalle nuances calde color sabbia ad accogliere gli ospiti. La musica è solenne, perfetta per accompagnare il risultato dell’estro artistico del direttore creativo della maison Anthony Vaccarello.
Le creazioni protagoniste in passerella sono un omaggio al genio artistico di Yves: dai dettami stilistici da lui creati - dopo essere stato l’erede di Christian Dior - alle muse che lo hanno ispirato, fino agli arredi scelti per l’appartamento in Rue Babylone condiviso con il compagno Pierre Bergé, come il busto d’ispirazione romana a contorno della passerella.
Il designer belga porta i codici dell’aristocratico couturier algerino nella contemporaneità, tra completi strutturati e dall’alta sartorialità, pizzi raffinati, trench lucidi, eco-pellicce e smoking, scandendo il ritmo dello show attraverso il linguaggio stilistico della casa di moda francese, il concetto di ripetizione. Le mises sfilano a blocchi, secondo una cadenza incessante, ma gradevole. Un richiamo alle onde che si infrangono sulla spiaggia spinte da un mare blu intenso, come il color Majorelle, che riveste le mura della villa a Marrakech tanto amata Yves Saint Laurent.
Sfilano uno dopo l’altro, quasi come fossero eleganti uniformi, tailleur dalle linee classiche e dai volumi leggermente over. Mono o doppiopetto, questi modelli dai tagli sartoriali avanzano definiti da spalle strutturate, portando con sé quel disegno architettonico ideato da Yves Saint Laurent e amato dalle star, una tra tutte Bianca Jagger fotografata nel 1979 con indosso un modello total white. Capi che comunicano compostezza ed eleganza, ma che - nell’unione tra stile maschile e femminile - sussurrano una raffinata sensualità dall’allure androgina. In passerella vive un dialogo tra i generi, che unisce i volumi grandi e morbidi tipici del guardaroba mannish con punti vita assottigliati e linee a “V”, pronte a mettere in risalto scollature più o meno profonde. Le creazioni si muovono all’interno di una palette calda, che tocca diverse gradazioni del viola e del marrone, accompagnate anche da un pattern gessato quasi invisibile.
Le silhouette sono sottili e affusolate - quasi a ricordare la forma della Tour Eiffel - e sono avvolte da creazioni in pizzo rivestito di silicone, che prendono forma in mini-giacche, vestiti e gonne a matita, camicette, canottiere, abiti corti, toccando nuances che vanno dall’ocra al ruggine fino al verde oliva, all’ottanio e al nero. Gli scolli ampi e arrotondati esaltano il décolleté; quelli a barchetta il volto e il collo, per un effetto “alla Modigliani”; quelli a “V” slanciano ancora di più la figura. Tra spalline minute, strisce di tessuto che accarezzano la pelle o maniche lunghe che nascono da spalle più strutturate, sfila una donna che mette in mostra la propria femminilità attraverso texture delicate, rese meno rigide e più funzionali grazie ai rivestimenti gommosi. I bottoni gioiello, insieme ai bijoux imponenti a tema floreale e animale, rendono le creazioni ancora più preziose.
In questa sfilata c’è un capo che Anthony Vaccarello rende protagonista nell’Autunno/Inverno 2026-2027. È il trench, ora pronto a riflettere ogni bagliore di luce grazie alle increspature che nascono dal movimento di una texture tecnica, lucida e moderna: il silicone. Un capo che nasce quasi a ricordare quello “vinilico” creato da Yves Saint Laurent per Catherine Deneuve, icona del cinema francese, indossato dall’attrice nel film Belle de Jour. Capispalla dolcemente oversize e perfetti anche allacciati fino all’ultimo bottone, mentre evidenziano il corpo stringendosi in vita grazie a cinture di pelle che, richiamando un simbolo caro al designer belga, si annodano in un morbido fiocco, donando un’aura romantica. Creazioni dall’animo pop e dalle nuances caramello e cioccolato.
Corte o lunghe, ma sempre maestose. Sono le eco-pellicce, che, nella loro imponenza, comunicano un grande senso di morbidezza, avvolgendo il corpo tra grandi colli e drappeggi che abbracciano la figura. I modelli che si fermano al livello dei fianchi hanno i lembi chiusi da fiocchi con fibbia gioello, pronti a donare luce al look. Le versioni “longuette”, invece, si stringono in vita grazie a cinture di pelle che, annodate, danno vita a bow il cui centro, anche in questo caso, è composto da dettagli circolari e brillanti. La minigonna a ruota, che prende vita dal modellamento dei materiali, strizza l’occhio ai balletti russi amati dal fondatore della maison.
Era il 1966 quando Yves Saint Laurent presentò in passerella il primo smoking da donna. Sessant’anni dopo, come un racconto che si chiude, ecco che Anthony Vaccarello saluta gli ospiti e Parigi con un modello nero e dai revers a lancia che incorniciano uno scollo a “V”, più o meno profondo e quasi tagliente alla vista. Mono o doppiopetto, questo capo è arricchito, nelle sue diverse declinazioni, da gioielli sontuosi che illuminano il volto. Perfetto anche indossato con nonchalance ed una mano in tasca, lo smoking si conferma sempre una leggenda per la storia della maison creata da Yves Saint Laurent.