Di Valeria Boraldi
Giro di boa per la Milano Fashion Week FW2627. In passerella, le collezioni Autunno/Inverno 2026-2027 pronte a conquistare i guardaroba della prossima stagione fredda. Tra richiami veneziani, rifiniture che si ispirano al mondo delle sellerie e churros al cioccolato come borse, vanno in scena Blumarine, Moschino e Tod’S.
Nel cuore di Milano è andata in scena una donna forte, volitiva, consapevole. Sensuale e romantica, ma guerriera, sicura di sé, padrona del proprio sguardo e del proprio corpo. È la diva immaginata da David Koma per la collezione Blumarine Autunno/Inverno 2026-2027: una figura mitologica che incarna un’idea di glamour profondamente italiano, inteso come controllo, seduzione e potere. “Questa collezione esplora la diva come forma di potere e come simbolo di glamour - racconta il designer - Mi interessava la tensione tra struttura e morbidezza emotiva”. L'ispirazione nasce dal dialogo con l’eredità fotografica della maison - in particolare le collaborazioni con Helmut Newton - e si nutre dello spirito cinematografico e sontuoso di Venezia, città che per Koma è “magica” e capace di farlo sentire “come un vero artista" quando cammina di notte da solo. “Il riferimento a Venezia porta un’opulenza barocca che, nelle mie mani, diventa una silhouette molto moderna e scultorea”. Il risultato è una palette teatrale di rosso, nero, bianco, argento e oro attraversata da un’idea precisa: “La collezione parla di controllo e di dramma”.
La rosa, emblema storico di Blumarine, percorre l’intera collezione come stampa, ricamo, applicazione materica e dettaglio metallico. “La rosa torna al centro, ma questa volta è più strutturata, quasi tagliente”, spiega Koma. Rossa e nera su mantelle in taffetà e miniabiti a palloncino, ricamata in argento su pizzo chantilly, trasformata in rosette plissé soleil su georgette lamé oro o forgiata in maglia metallica dorata. “Blumarine parla di romanticismo, ma questa volta non è fragile. È forte e delicato allo stesso tempo”. I richiami veneziani emergono nei bottoni cameo smaltati con rosa, farfalla, monogramma B e leone, e nel motivo a rombi di Arlecchino tradotto in cappotti e mantelle in pelo di capra o in tailleur strutturati in neoprene bianco e nero. L’hardware metallico distintivo di Koma trasforma bottoni in gabbie reticolate, imbracature-top e gioielli a più fili, tra croci e fiocchi tempestati di cristalli. A chiudere il racconto, sling-back nere o rosse con puntali metallici e croci gioiello: piccole armature preziose per una diva contemporanea, insieme fragile e feroce. Un equilibrio sottile che Koma riassume così: “Come si bilanciano romanticismo e forza? È una magia, un po’ come Venezia”.
È uno storytelling che racconta il Sud America, quello che sfila in passerella per Moschino nella collezione Autunno/Inverno 2026-2027. Un viaggio che ci porta in Argentina, terra natìa del direttore creativo della Maison, ma che rispetta i dettami semantici e stilistici del marchio ed il legame con l’italianità, sempre attingendo a quel mondo ironico e vivace tanto amato dal fondatore, unito ad un pizzico di nostalgia. Negli spazi delle Cavallerizze Adrian Appiolaza omaggia il suo paese d’infanzia, in primis allestendo la location per ricordarne le peculiarità geografiche e facendo sfilare le modelle tra montagne marrone intenso.
La tradizione argentina va in scena su creazioni che comunicano attraverso un linguaggio contemporaneo, scrivendo una narrazione coinvolgente attraverso stampe a tema equestre, ricami con animali, ispirandosi a temi o personalità storiche, come i Gauchos o Evita Peron. Abiti longuette che seguono le linee del corpo, t-shirt oversize, cardigan tricot, gonne a balze che strizzano l’occhio ai centrini o pattern che ricordano le tovaglie a righe. Ecco che va in scena il mondo di Appiolaza. In una palette colori in cui - tra nero, bianco e beige - si muovono nuances accese come il giallo, l’acquamarina o l’azzurro cielo. Spiccano le Item-bag, che - come spesso accade da Moschino - catalizzano l’attenzione con la loro unicità: il telefono a disco della casa dei nonni, un sacchetto di churros al cioccolato o un cactus nel suo vaso. Per Appiolaza, in passerella c’è una simpatica aria di casa.
È un omaggio al Made in Italy la collezione Autunno/Inverno 2026-2027 realizzata da Matteo Tamburini per Tod’S. In passerella, i capi rappresentano la storia e l’esperienza del marchio, studiata e analizzata dal direttore creativo per dare vita a creazioni che vestono il giorno e la sera all’interno di un’estetica raffinata e sofisticata. Grande protagonista della collezione è il layering: spunti sempre diversi danno vita a look stratificati che conquistano lo sguardo con la loro personalità avvolgente, grazie ad incastri e abbinamenti sempre nuovi. Maglioni dai volumi morbidi si accostano a longuette meno ampie, i blazer abbracciati da piccole cinture vanno a braccetto con i foulard che avvolgono il collo, top di maglia si abbinano a gonne lunghe della stessa fattura e cappe dall’allure country chic sottolineano l’eleganza italiana.
Primaria la presenza della pelle, come da dna Tod'S, lavorata ispirandosi alle tecniche usate nell’arte della selleria: nascono così abiti che seguono il design dei camicioni o gonne dai tagli asimmetrici e i profili in contrasto. Creazioni in cui la tradizione incontra la contemporaneità, in un gioco che unisce qualità e grande attenzione per i dettagli. Immancabili il mocassino, anche con la punta arrotondata, in pelle morbida o anche in versione animalier, abbinato in modo originale con pantaloni da cavallerizza ed il gommino - tra gli elementi iconici della casa di moda marchigiana - che attraversa la collezione confermandosi come tratto distintivo, dagli accessori alle calzature nella veste di dettaglio metallico. Il lettering porta la personalizzazione all’interno della struttura dei capi, per una collezione in cui lusso e funzionalità si autoalimentano.