Di Giuditta Avellina
Accanto a Papa Leone XIV nel suo abito bianco, Bob Dylan con il cappuccio nero calato sulla testa, una cravatta a pois, guanti scuri e un ombrello. Nell'incontro in Vaticano, il cantautore americano, 85 anni e un Nobel per la Letteratura, non rinuncia al suo stile fuori dagli schemi. Il Pontefice gli regala un rosario, Dylan ricambia con una copia della sua autobiografia Chronicles: Volume One. Non è la prima volta che incontra un Pontefice. Nel 1997, a Bologna, si esibì davanti a Giovanni Paolo II, togliendosi il cappello da cowboy prima di salutarlo. Quasi trent'anni dopo, il copricapo cambia, ma l'attitudine resta la stessa. Curiosamente, Leone XIV aveva già citato alcuni versi di Go Away You Bomb, un testo antibellico scritto da Dylan nel 1963 e mai pubblicato ufficialmente su disco, nella prefazione a un libro dedicato al disarmo.
L'incontro arriva durante la tournée italiana di Dylan, dopo il concerto a Milano e prima delle tappe di Roma e Bologna. E mentre il 6 novembre esce The Rolling Thunder Revue: The 1976 Live Recordings, un monumentale cofanetto da 39 CD con 381 tracce, di cui 371 inedite, dal 5 dicembre la Vinyl Room di Roma ospiterà Bob Dylan: Forever Young. La mostra, curata da Gerardo Martorelli, riunisce undici ritratti scattati nel 1961 da John Cohen, tra i primi fotografi a immortalare un giovanissimo Dylan appena arrivato a New York. Stampe numerate e firmate, realizzate su carta baritata ai sali d'argento, che restituiscono il volto di un artista ancora lontano dalla leggenda. L'occasione perfetta per riscoprire anche lo stile di un outsider che da oltre sessant'anni attraversa la moda senza seguirne le regole. Ecco cinque look iconici che ripercorrono 30 anni di storia della musica.
Jeans blu, giacca color cammello e mani nelle tasche. È il Dylan della copertina di The Freewheelin' Bob Dylan, fotografato da Don Hunstein mentre passeggia sottobraccio a Suze Rotolo, allora sua compagna, in Jones Street, nel Greenwich Village. Un'immagine diventata parte della storia della musica, con quel guardaroba che sembra fatto per le strade di New York più che per un palcoscenico. Lo stesso spirito disinvolto ritorna in una fotografia del 1964 a Newport, dove il musicista sfoggia occhiali scuri e un curioso copricapo chiaro di ispirazione marinara. Il fascino è tutto nell'aria da ragazzo comune destinato a diventare un'icona.
Capelli ricci e spettinati, giacca scura e occhiali da sole anche davanti al pianoforte. È il 1965, l'anno di Highway 61 Revisited, e Dylan sta cambiando pelle. Il ragazzo folk lascia spazio a un'icona rock, con un'immagine più tagliente, una silhouette asciutta e un guardaroba che sembra anticipare l'estetica del musicista maledetto. Gli occhiali neri diventano uno dei suoi segni distintivi, quasi uno schermo tra l'artista e il mondo.
Un cappello bianco a tesa larga, una giacca di pelle nera e un foulard a fantasia annodato al collo. Sul palco del Winterland Ballroom di San Francisco, il 25 novembre 1976, Dylan partecipa a The Last Waltz, lo storico concerto d'addio di The Band. Il suo look sembra uscito da un western rivisitato in chiave rock: un po' cowboy, un po' bohémien, completamente personale. La pelle nera incontra il romanticismo del foulard, mentre il cappello bianco diventa il vero protagonista.
Sul palco del Civic Center Arena di Savannah, in Georgia, l'8 dicembre 1978, Dylan suona la sua Fender Stratocaster indossando una giacca scura dalle linee sartoriali e una camicia bianca aperta sul collo, un'alternativa disinvolta all'uniforme rock fatta di pelle, denim e stivali. È un'eleganza senza formalismi, nella quale basta il modo di indossare una giacca per trasformare un capo classico in qualcosa di personale.
Cappello da cowboy bianco, occhiali neri, jeans e una giacca rosa decorata con grandi ricami floreali scuri. È il 17 gennaio 1993 e Dylan si esibisce a Washington, durante i festeggiamenti che precedono l'insediamento alla Casa Bianca di Bill Clinton. Il western diventa eccentrico, quasi teatrale, tra colori inattesi e dettagli decorativi. La giacca, con i suoi ricami vistosi, è lontanissima dall'immagine austera che spesso si associa al cantautore. Eppure è proprio questo il punto: Dylan non ha mai avuto bisogno di scegliere un'unica identità estetica. Folk, rock, sartoriale o cowboy, ogni versione appartiene allo stesso personaggio. Quello che, oltre trent'anni dopo, può presentarsi davanti al Papa con una felpa e riuscire ancora a sorprendere tutti.
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