Di Claudia Ricifari
Con l’arrivo delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, il capoluogo meneghino diventa una piattaforma gastronomica in movimento. Accanto al calendario sportivo e alle tante iniziative culturali, prende forma un vero e proprio palinsesto diffuso di eventi culinari, con alcuni dei ristoranti più celebri che scelgono di raccontare i Giochi attraverso menu dedicati e piatti speciali. La cucina diventa così linguaggio culturale, un ponte tra città e montagna, tra pubblico internazionale e identità locali. Dai grandi hotel alle insegne storiche, fino ai locali contemporanei, il periodo olimpico diventa occasione di sperimentazione e racconto culinario.
Ecco i ristoranti da (ri)scoprire durante le Olimpiadi di Milano Cortina.
Lo chef Claudio Sadler e il resident chef Giacomo Lovato rendono omaggio alle Olimpiadi con un piatto che celebra l’inverno e le suggestioni delle Alpi. Il cervo è protagonista di una preparazione costruita su richiami di bosco, radici e spezie grazie alla fusione con barbabietola, gorgonzola, noci e jus ai mirtilli rossi. La combinazione tra acidità, dolcezza e affumicature porta il tema alpino su un registro contemporaneo, in sintonia con il clima dei Giochi.
All’ottavo piano del luxury hotel Casa Brera, Etereo propone un Menu Healthy dedicato ai cinque continenti, disponibile dal 6 al 22 febbraio. Il percorso nasce in collaborazione con la dottoressa Viviana Battan Boniperti, specialista in nutrizione clinica e medicina Ayurveda e funzionale, e si sviluppa in cinque piatti ispirati ai cerchi olimpici. Si parte dai gamberi mi cuit con macadamia e verbena dedicati all’Oceania, si prosegue con il risotto di zucca mantecato con ghee per l’Europa e con il brodo di pollo con miso di riso e spaghetti di grano saraceno per l’Asia. Le portate principali includono il cavolfiore speziato con tahina e miglio per l’Africa e il controfiletto di manzo alla griglia con chimichurri per l’America. Il menu è naturalmente gluten free, con opzioni vegetariane e vegane, ed è accompagnato da uno shot digestivo ispirato all’Ayurveda. La vista panoramica sulla città vale da sola l’esperienza.
Il Mandarin Oriental, Milan interpreta il tema alpino attraverso il Menu di Montagna, disponibile a pranzo e a cena per tutta la stagione olimpica. In carta entrano canederli, fondute delicate, speck aromatico e gulash, costruiti come comfort food invernali di alta gamma. La proposta gastronomica dialoga con una drink list stagionale ispirata a pino mugo, erbe aromatiche e spezie balsamiche, pensata per accompagnare l’aperitivo e il dopo cena nel cuore di Brera.
IZU dedica ai Giochi l’Olympics Menu, un percorso degustazione disponibile per tutta la durata dell’evento. Tra i piatti simbolo figurano l’Omakase a Cortina, il raviolo di gambero con crema allo zafferano, l’Uramaki Milano-Cortina e il dessert Soffio d’Inverno a base di mandorla, latte di cocco e frutta. La cucina giapponese dialoga con riferimenti territoriali italiani, costruendo un racconto che accompagna le serate olimpiche con uno sguardo internazionale.
Al tredicesimo piano dell’Uptown Palace, Orizzonti celebra i Giochi con il Risotto Milano Cortina firmato dallo chef Luca Pedata. Zafferano, midollo di Portobello ed erbe di montagna diventano il fulcro di un piatto pensato come sintesi simbolica tra città e Alpi. Durante il mese di febbraio, il ristorante affianca alla carta un percorso degustazione serale in quattro tappe che accompagna l’esperienza olimpica con una proposta strutturata e coerente con la visione contemporanea della cucina di Pedata.
Storico indirizzo della ristorazione milanese, Da Berti interpreta l'euforia per Milano Cortina 2026 con tre piatti speciali disponibili a pranzo e a cena per tutta la durata dei Giochi. Il percorso si apre con la tartare di Rubia Gallega al lime con crauti viola e Bozner sauce, prosegue con i casunzei ripieni di barbabietola con burro fuso e ricotta affumicata, e si chiude con il Panettone in Alta Quota, reinterpretato in chiave contemporanea con mousse allo yogurt e gel al bombardino. Una sequenza che costruisce un dialogo tra cucina meneghina, tradizione dolomitica e immaginario olimpico, mantenendo l’impronta classica della casa.
Accanto all’alta ristorazione, il racconto dei Giochi passa anche dalla pizza, linguaggio popolare e immediato, capace di intercettare pubblici diversi durante il periodo olimpico.
Con Denis Pizza di Montagna, entra in scena la pizza “Giochi d’Inverno”, disponibile nei locali di Moscova, Porta Venezia, Navigli e Ravizza. Firmata da Denis Lovatel, la ricetta costruisce un ponte tra Milano e le Dolomiti. La versione classica unisce salsa allo zafferano, patate arrosto, pastin bellunese, crema di barbabietola, gremolada, semi di papavero tostati e neve di Grana Padano DOP. La variante vegetariana sostituisce la salsiccia con funghi spadellati, mantenendo equilibrio cromatico e aromatico. Il risultato è una pizza identitaria, pensata per raccontare lo spirito olimpico attraverso ingredienti simbolici e una costruzione visiva che richiama l’immaginario dei Giochi.
Da ByIT Milano, la protagonista è la pizza Olimpia, firmata dallo chef Romualdo Palladino. L’impasto senza lievito a base di farina di lenticchie e canapa accoglie datterino giallo, crema di cavolo nero, ricotta di capra, cime di rapa, aglio nero, pomodori del Piennolo confit e nocciole tostate. Una proposta pensata per unire gusto ed energia, disponibile per tutta la durata delle Olimpiadi.
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