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living28 gennaio 2026

Perché mangiare al mercato è il nuovo fine dining (senza tovaglia)

Informali, accessibili, autentici: i mercati sono il nuovo place to be per mangiare cucina autentica e fare un’esperienza. Ecco i più belli (e buoni) da provare
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Di Barbara Giglioli

Una bancarella di salumi a La Boqueria, il mercato più famoso e la principale attrazione turistica di Barcellona, situato nel centro della città, in Spagna - Credits: Getty Images Una bancarella di salumi a La Boqueria, il mercato più famoso e la principale attrazione turistica di Barcellona, situato nel centro della città, in Spagna - Credits: Getty Images

Profumi, sensazioni, suggestioni. Camminare tra i banchi colorati e i truck e sentirsi subito a proprio agio, a casa. C’è infatti un’Italia che si racconta meglio tra le bancarelle ricche di specialità gastronomiche che in una sala di un ristorante gourmet. Pane appena sfornato, fritto scolato, spezie e dialetti. Mangiare al mercato oggi è un’esperienza che va fatta. Perché è gesto culturale prima ancora che gastronomico: significa assaggiare la città nel suo momento più vero, mescolarsi, sporcarsi le mani, scegliere con gli occhi. In Italia, ma anche all’estero, i mercati sono diventati il nuovo luogo del gusto contemporaneo: informale, accessibile, irresistibilmente autentico.

Milano: il mercato del Suffragio

Cuore popolare e anima cosmopolita, il mercato Comunale Wagner, a ovest di Milano, fondato nel 1929, è il più antico mercato coperto della città. Qui si mangia in piedi, si chiacchiera con i produttori, si scoprono cucine che arrivano da lontano e restano fedeli al quartiere. Non da meno, ma decisamente più moderno è quello del Suffragio. Qui Milano rallenta rispetto alla sua consueta frenesia e si concede una pausa di verità. Un microcosmo dove street food e tradizione convivono senza sforzo, tra panini golosi e piatti che raccontano storie familiari.

Mercato del Suffragio - Credits: Foto tratta dal profilo Instagram del Mercato del Suffragio Mercato del Suffragio - Credits: Foto tratta dal profilo Instagram del Mercato del Suffragio

Firenze: i lampredottari

A Firenze il mercato è un rito, e il lampredotto il suo simbolo più identitario. Nei chioschi storici, tra bolliti fumanti e salse verdi, si consuma uno dei gesti più sinceri della cucina toscana. Niente fronzoli, solo sapore, mani esperte e una tradizione che non ha bisogno di essere spiegata. Qui il morso è memoria pura.

Lampredottari a Firenze - Credits: Getty Images Lampredottari a Firenze - Credits: Getty Images

Roma: tra Mercato Testaccio e Trionfale

Roma al mercato dà il meglio di sé. Al Testaccio, tra banco e banco, la cucina romana diventa street: trippa, supplì, pasta espressa mangiata al volo. Al Trionfale, il racconto si allarga, accoglie contaminazioni e nuove idee, senza perdere il carattere schietto della Capitale. È il caos organizzato del gusto, ed è proprio questo il suo fascino.

Mercato Testaccio a Roma - Credits: AGF Mercato Testaccio a Roma - Credits: AGF

All’estero: quando il mercato diventa destinazione

Da Barcellona a Londra, da Lisbona a Bangkok, i mercati sono ormai tappe imprescindibili del viaggio anche all’estero. Luoghi ibridi e pulsanti, dove il cibo racconta la città meglio di qualsiasi guida. Alla Boquería si assaggia l’anima catalana tra jamón e tapas, a Borough Market si attraversa il mondo restando sotto i ponti del Tamigi, mentre al Mercado da Ribeira di Lisbona tradizione e contemporaneità si incontrano tra baccalà e nuove firme del gusto. E poi Bangkok, con il suo Chatuchak Market o i mercati notturni, dove street food e rituali quotidiani si fondono in un’esperienza sensoriale totale. Si mangia bene, si spende il giusto e si osserva il mondo passare, piatto dopo piatto, conoscendo nuovi orizzonti nella maniera più speciale: sulle ali del gusto.

Mercato da Ribeira di Lisbona - Credits: Getty Images Mercato da Ribeira di Lisbona - Credits: Getty Images

Singapore: lo stellato al banco

E poi c’è Singapore, dove il concetto di mercato ha riscritto le regole dell’alta cucina. Nei celebri hawker centre (mercati di Singapore) si mangia anche sotto le stelle Michelin. È il caso di Hawker Chan nel Chinatown Complex, il primo chiosco street food al mondo a ricevere la stella Michelin. Qui, seduti sugli spartani sgabelli di plastica, si assaggiano piatti iconici come il chicken rice o i noodles serviti a pochi dollari. Il lusso qui non è il servizio, ma la perfezione del gesto ripetuto all’infinito: una lezione che ha cambiato il modo di pensare il fine dining in tutto il mondo.

Lo chef stellato Michelin Chan Hon Meng (Hawker Chan) prepara il cibo - Credits: Getty Images Lo chef stellato Michelin Chan Hon Meng (Hawker Chan) prepara il cibo - Credits: Getty Images

Perché che sia sotto casa o dall’altra parte del mondo, il mercato resta il luogo dove il cibo smette di essere spettacolo e torna esperienza. Un modo per concedersi un comfort food che scaldi il cuore. Senza filtri, senza formalità. Solo gusto, persone e storie da addentare.

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