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lifestyle24 marzo 2026

Donne tra arte, memoria e identità: 3 mostre da non perdere


Da Marina Abramović a Frida Kahlo, tre mostre da non perdere nella primavera 2026 che mettono al centro il contributo femminile tra storia, arte e trasformazione culturale

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Di Claudia Ricifari

Frida Kahlo. I miei nonni, i miei genitori e io. 1936. Olio e tempera su zinco, 30,7 x 34,5 cm. Museum of Modern Art, New York. Dono di Allan Roos, M.D., e B. Mathieu Roos. © 2025 Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Città del Messico / Artists Rights Society (ARS), New York. Foto: Jonathan Muzikar - Credits: Courtesy Press Office
Frida Kahlo. I miei nonni, i miei genitori e io. 1936. Olio e tempera su zinco, 30,7 x 34,5 cm. Museum of Modern Art, New York. Dono di Allan Roos, M.D., e B. Mathieu Roos. © 2025 Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Città del Messico / Artists Rights Society (ARS), New York. Foto: Jonathan Muzikar - Credits: Courtesy Press Office

Il ruolo della donna, nella società e nell’arte, è stato studiato e affrontato in molteplici sfaccettature. Questa primavera 2026 riserva alcune delle mostre più attese dell’anno. In particolare, attraverso tre mostre molto diverse fra loro, riscopriamo come il femminile sia una componente strutturale della storia culturale.

Da Siena a Venezia fino a New York, tre grandi esposizioni riallineano il focus sul ruolo delle donne nella storia e nell'ambito della creatività, con approcci diversi ma complementari.

Tre contesti diversi, una stessa direzione.

(qui, invece, vi proponiamo tre mostre in tre capitali dello stile)

Il diritto di voto diventa immagine e memoria condivisa

A ottant’anni dalle prime elezioni amministrative aperte alle donne, Siena ospita una mostra che parte dagli archivi e li trasforma in linguaggio visivo. La libertà di scegliere. 80 anni dal primo voto alle donne, allestita a Palazzo Sansedoni dal 24 marzo al 13 giugno 2026, si concentra su un momento chiave della storia italiana: l’ingresso delle donne nella vita politica attiva.

Le opere di Antonella Cinelli, esponente della Nuova figurazione italiana, nascono da fotografie d’epoca e riportano al centro figure rimaste ai margini del racconto ufficiale. Insegnanti, casalinghe, commercianti. Presenze reali che hanno contribuito alla ricostruzione del tessuto civile nel dopoguerra.

La pittura lavora per sottrazione. I volti emergono come tracce, evitando qualsiasi effetto celebrativo. Il passato restituito nella sua dimensione concreta. Le scene collettive, i momenti legati al voto, i gesti quotidiani inseriti nello spazio pubblico costruiscono una narrazione in cui la conquista dei diritti coincide con un cambiamento visibile e misurabile.

L’obiettivo è quello di ricordare le figure di quelle donne che agirono come attrici principali di questo cambiamento epocale della vita sociale e politica italiana e locale che contribuirono, in particolare, alla ricostruzione del tessuto civile e culturale del dopoguerra senese.

Un’opera della mostra La Libertà di scegliere: Omaggio a Mara Valentini Meoni, olio su tela - Credits: Courtesy Press OfficeUn’opera della mostra La Libertà di scegliere: Omaggio a Mara Valentini Meoni, olio su tela - Credits: Courtesy Press Office

Marina Abramović a Venezia: il corpo come spazio politico e spirituale

Dal 6 maggio al 19 ottobre 2026 alle Gallerie dell’Accademia di Venezia va in scena Transforming Energy, una mostra che coincide con l’ottantesimo compleanno dell’artista e si inserisce nel programma della Biennale.

Marina Abramović è la prima artista donna vivente protagonista di una mostra di questa portata all’interno del museo, con un progetto che si sviluppa tra collezione permanente e spazi temporanei. Il lavoro si basa su un confronto diretto tra performance contemporanea e pittura rinascimentale. Il punto di connessione è il corpo. Non rappresentato, ma attivo. Le opere storiche convivono con nuove produzioni e con strutture interattive che chiedono al pubblico di partecipare fisicamente.

Il percorso include lavori storici come Rhythm 0, Imponderabilia e Balkan Baroque, insieme a nuove opere realizzate per questa occasione. Una parte centrale dell’esperienza è affidata ai Transitory Objects, strutture in pietra e cristalli con cui il pubblico è invitato a interagire. Il coinvolgimento fisico diventa parte integrante del lavoro. Il confronto con la Pietà di Tiziano introduce un livello ulteriore di lettura, legato alla rappresentazione del corpo e alla sua trasformazione nel tempo. Abramović lavora su questi elementi senza mediazioni narrative, inserendoli in un contesto che storicamente li ha codificati in modo diverso.

“Transforming Energy” by Marina Abramović al Modern Art Museum (MAM) di Shanghai; Credit: Yu Jieyu - Credits: Courtesy Press Office“Transforming Energy” by Marina Abramović al Modern Art Museum (MAM) di Shanghai; Credit: Yu Jieyu - Credits: Courtesy Press Office

Frida Kahlo al MoMA: identità, relazione e costruzione dell’immaginario

Al MoMA di New York, dal 21 marzo al 12 settembre 2026, Frida and Diego: The Last Dream propone una rilettura del lavoro di Frida Kahlo e Diego Rivera attraverso un allestimento che integra arte visiva e linguaggio teatrale. Il progetto nasce in relazione a un’opera lirica dedicata ai due artisti e utilizza la scenografia come elemento centrale del percorso.

I dipinti di Kahlo vengono inseriti in un ambiente che richiama il Día de los Muertos, spostando il focus sulla memoria e sulla costruzione dell’identità introducendo una dimensione narrativa che accompagna la lettura delle opere.

In esposizione dipinti chiave di Frida, come Self-Portrait with Cropped Hair e Fulang-Chang and I, insieme a lavori di Rivera e a ritratti fotografici realizzati da autori come Lola Álvarez Bravo e Leo Matiz. Una mostra che sottolinea come il lavoro dei due artisti non sia riconducibile alla loro relazione. Nelle opere di Kahlo, infatti, il suo linguaggio resta autonomo, costruito attraverso un controllo rigoroso dell’immagine e della propria rappresentazione. Il corpo, nei suoi dipinti, non è mai neutro. È un campo di elaborazione personale e politica, che continua a mantenere una forza immediata anche nel contesto contemporaneo.

Veduta dell'installazione di Frida and Diego: The Last Dream, in mostra al Museum of Modern Art di New York dal 21 marzo al 12 settembre 2026. Foto di Jonathan Dorado © The Museum of Modern Art, New York - Credits: Courtesy Press OfficeVeduta dell'installazione di Frida and Diego: The Last Dream, in mostra al Museum of Modern Art di New York dal 21 marzo al 12 settembre 2026. Foto di Jonathan Dorado © The Museum of Modern Art, New York - Credits: Courtesy Press Office

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