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lifestyle24 marzo 2026

Primavera tempo di barbecue all’aria aperta: i migliori (e più belli) del 2026

Il fuoco torna protagonista con stile grazie a barbecue che coniugano estetica e funzionalità ormai professionali: per grigliate in famiglia o con amici che accendono le serate di primavera
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Di Matteo Dall’Ava

Kamado - Credits: Courtesy Press OfficeKamado - Credits: Courtesy Press Office

L’arrivo della primavera porta con sé la voglia di stare all’aria aperta e godersi le serate con amici, magari per una bella grigliata. C’è stato un momento, neanche troppo lontano, in cui il barbecue era un oggetto da nascondere. Una scatola nera, un po’ unta, relegata in fondo al giardino, utile quanto basta per la domenica. Oggi è successo qualcosa di diverso: il barbecue è uscito allo scoperto. E lo ha fatto con una certa eleganza. Parlare di migliori barbecue significa ormai entrare in un territorio che somiglia più al design che alla cucina. Acciaio Corten, pietra sinterizzata, elettronica di precisione. Eppure, al centro resta sempre lo stesso gesto: accendere un fuoco.

Non è tanto un discorso legato ai brand… la parte più importante è la tipologia di combustibile che più ci piace.” La frase di Luca Bordoni, volto di BBQool, è più utile di qualsiasi guida tecnica. Perché il barbecue, prima di essere un oggetto, è una scelta personale. C’è chi cerca silenzio e lentezza nella legna. Chi vuole immediatezza e controllo nel gas. Chi arriva all’elettrico perché vive in città e il fumo non è più tollerabile. Il punto non è trovare il migliore in assoluto. Il punto è capire quale racconto vogliamo costruire attorno al fuoco.

Ofyr - Credits: Courtesy Press OfficeOfyr - Credits: Courtesy Press Office

Quale barbecue scegliere: carbone, gas, pellet o elettrico

Il carbone e la legna restano il riferimento. Non per nostalgia, ma per chimica. Durante la combustione rilasciano composti aromatici che penetrano nel cibo e ne definiscono il sapore in modo irripetibile. È il motivo per cui i sistemi a brace viva continuano a essere scelti da chi cerca un’esperienza più viscerale, meno controllata e più autentica. Poi c’è il gas, che negli ultimi anni ha cambiato ruolo. Non più compromesso, ma scelta consapevole.

Accensione immediata, controllo preciso, risultati replicabili. I sistemi moderni vaporizzano i grassi e restituiscono parte dell’aroma, riducendo la distanza con il carbone. È il barbecue della settimana, non più solo del weekend. Il pellet, invece, è il punto di equilibrio più interessante. Combina il profumo del legno con una gestione digitale della temperatura. Sensori per la temperatura, coclee per il dosaggio del pellet, controllerper l gestione del sistema: insomma, una macchina che lavora mentre il pitmaster, il maestro del braciere, fa altro. È l’idea di barbecue che si adatta ai tempi contemporanei, senza perdere completamente il rito.

GH Lazzerini - Credits: Courtesy Press OfficeGH Lazzerini - Credits: Courtesy Press Office

Barbecue di design e cucine outdoor: quando il fuoco diventa arredo

Ma il vero salto è un altro: il barbecue è diventato architettura. Oggetti come quelli di OFYR trasformano il fuoco in una presenza scenica. Il cuore del sistema è un cono in acciaio corten, una lega metallica celebre per la sua patina protettiva dall'effetto brunito. Attorno alla sua piastra circolare le persone si muovono e interagiscono: non è più solo cucina, ma un vero dispositivo sociale. All’estremo opposto, le cucine outdoor di Officine Gullo, Garden House LAzzerini, Barazza o Fògher portano all’esterno la logica della ristorazione professionale. Acciaio inox, bruciatori ad alta potenza, moduli integrati. Strumenti pensati per restare, non per essere spostati.

In parallelo, cresce una linea più discreta. Le plancha di PLA.NET Outdoor Cooking, i sistemi elettrici smokeless (cioè che non generno fumo), i modelli compatti da appoggio. Soluzioni che nascono da un vincolo preciso: vivere in città. L’articolo 844 del Codice Civile, con il principio della normale tollerabilità, ha trasformato il barbecue in un oggetto da progettare anche legalmente. E così il fumo diventa una variabile tecnica, non solo sensoriale.

Planet Outdoor Cooking; BBQ56 Barbecue Officine Gullo - Credits: Courtesy Press OfficePlanet Outdoor Cooking; BBQ56 Barbecue Officine Gullo - Credits: Courtesy Press Office

Barbecue portatili, ibridi e nuove funzioni: come cambia l’esperienza

La scala, oggi, è sorprendente. Si passa dalle cucine outdoor complete — Arrital, RODA, Abimis — che richiedono un progetto architettonico, fino a oggetti che si muovono con noi. Il caso più interessante è Höfats Cube: un volume essenziale che cambia funzione a seconda del momento. Braciere per creare atmosfera, fonte di calore nelle sere più fresche, grill quando serve cucinare. E poi, una volta spento, diventa persino una seduta. Un oggetto che non occupa uno spazio: lo ridefinisce.

Accanto, soluzioni come Mon Oncle di RS Barcelona portano il barbecue nella dimensione del viaggio. Una valigetta che si apre e diventa griglia, pensata per essere trasportata, non installata. Il fuoco smette di essere fisso e torna nomade. In mezzo, una galassia di sistemi ibridi incarnati dall'Hybrid Fire Grill sviluppato dalla statunitense Kalamazoo per conciliare esigenze diverse. Alcuni modelli permettono di combinare gas e legna nello stesso telaio, passando da una cottura immediata a una più lenta senza cambiare strumento. È il tentativo più riuscito di tenere insieme due mondi: efficienza e ritualità.

Mon Oncle Portable BBQ; Arrital Solaria - Credits: Courtesy Press OfficeMon Oncle Portable BBQ; Arrital Solaria - Credits: Courtesy Press Office

Barbecue veloce o lento: come cambia il tempo della cottura

E poi c’è il tempo. La vera differenza. Il barbecue veloce — gas o elettrico — è quello del mercoledì sera. Accendi, cucini, spegni. Pulito, lineare, quasi invisibile. Il barbecue lento è un’altra cosa. Richiede ore, attenzione, pazienza. È un gesto che si avvicina più alla contemplazione che alla cucina, e trova nei kamado — come il Big Green Egg, disponibile in diverse dimensioni dal balcone al giardino — uno degli strumenti più coerenti per chi decide di prendersi tutto il tempo necessario. Per Bordoni, la scelta del combustibile racconta esattamente questo passaggio. La legna diventa quasi un rifugio personale, il modo per isolarsi dopo una settimana complicata e ritagliarsi uno spazio tutto proprio.

Il gas, al contrario, risponde a un’esigenza di efficienza: “Funziona subito, senza attese, senza incertezze ma toglie parte della poesia che solo il carbone, con la sua affumicatura naturale, può dare”. L’elettrico spinge ancora oltre questa logica, ma impone una condizione tecnica precisa — serve potenza, una rete capace di sostenere il carico necessario per salire davvero di temperatura. Parte della scelta è proprio questa: poesia o prestazione?

Kamado - Credits: Courtesy Press OfficeKamado - Credits: Courtesy Press Office

Guardando l’offerta — dalle soluzioni più essenziali a quelle completamente integrate nell’architettura domestica — si ha la sensazione che la tecnologia abbia già risolto tutto. Temperatura, sicurezza, controllo. Non è più quello il punto. Il barbecue, oggi, è uno dei pochi oggetti che riesce ancora a creare un centro. Un luogo. Un tempo condiviso. Il resto — materiali, combustibili, forme — è solo il modo in cui decidiamo di arrivarci.

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