Di Simona Peverelli
Ilia Malinin alla sua prima Olimpiade è già un fenomeno mondiale. È il 21enne con il viso da principe e i capelli biondi che ha un rapporto curioso con la gravità, che preferisce il rischio al controllo. Lui, che nel free skate del team event ha fatto vincere l’oro agli Stati Uniti; lui che ha stupito il mondo con il suo quadruplo axel, un salto difficilissimo da quattro rotazioni in aria. Lui che nelle performance introduce anche i pericolosi backflip, i salti all’indietro di 360 gradi che fino a poco tempo fa erano vietati. Un corpo sottile e una personalità che gli scappa dai pattini.
C'è il talento e c’è la corporatura - Malinin ha esplosività di gambe, fianchi e spalle strette, e un controllo del corpo incredibile – ma a precederlo c’è anche una storia di famiglia. Nato in Virginia da mamma e papà atleti del ghiaccio – due pattinatori olimpici uzbeki, Tatiana Malinina e Roman Skorniakov, che sono anche i suoi allenatori – Malinin inizia a sfrecciare sulla pista a soli 6 anni. Allenamenti intensi, impegno e sudore. Già da adolescente esegue salti quadrupli nel circuito junior. Diventa il primo e unico a tentare sette salti quadrupli in un solo programma, e il primo a completare il suo famoso axel. Da lì il soprannome “Quad God”, accanto a quello datogli durante una gara da un telecronista: “è il primo uomo sulla luna”.
Noi vi sveliamo i primi passi sui pattini del bambino prodigio, immagini color seppia che il pattinatore ha postato sui social qualche tempo fa, con una didascalia che recita “My story”. Si vede un piccolo Malinin che prova i salti multipli; sembra cadere, ma il video fa uno stacco e continua a mostrare le infinite prove sul ghiaccio, una testimonianza che condensa in pochi frame le ore di allenamento alle spalle del campione. Poi c’è il ragazzino che inizia a crescere, che chiude ogni esibizione con lo sguardo alto rivolto al pubblico e la posa giusta, sempre energica. Le immagini iniziano ad alternare gli allenamenti di oggi con quelli di ieri, dove la figura del corpo da bambino si trasforma in quella del 21enne che oggi si prepara a conquistare Milano Cortina 2026. Infine una carrellata incessante che mostra medaglie, vittorie, bandiere a stelle e strisce, sorrisi e fatica. In tre parole: la sua storia.
Dal passato di bambino al futuro da campione. Ora lo sguardo volge in avanti. Con in tasca l’oro già vinto nella gara a squadre del pattinaggio di figura (dove l’Italia ha ottenuto il bronzo) Malinin si prepara all’esibizione definitiva di venerdì, quella del singolo maschile in cui si deciderà la medaglia. Ora, la sua Olimpiade può svoltare in ogni direzione. Ilia può mostrare un’altra volta il quadruplo axel o scioccare il mondo con il primo quintuplo della storia. Chi frequenta le piste di allenamento dice che Ilia lo abbia sperimentato. Lui non conferma. Il mondo sta a guardare.