Di Simona Peverelli
Come di consueto Milano passa il testimone della moda a Parigi, nel mese dedicato allo stile maschile invernale che si è aperto con Pitti Immagine Uomo ed è proseguito con la Fashion Week meneghina.
Fino al 25 gennaio, dunque, tocca alla Ville Lumière dettare le tendenze dell'autunno-inverno 2026/2027, mettendo in mostra linee, materiali e ispirazioni.
Il calendario si apre sotto il segno di una generazione attenta alle esigenze del presente: il debutto di Jeanne Friot, con le sue silhouette impegnate, lo show di Études Studio, con il dialogo tra arte e abbigliamento, e di Auralee con la sua idea di morbidezza. Ma il primo big atteso è Louis Vuitton, che chiude la prima giornata con il suo show che è da sempre teatro del desiderio globale.
In passerella le idee visionarie di Pharrell Williams, la pop star americana già affermata nel mondo della moda che fin dalla sua prima sfilata per il marchio nel giugno 2023 ha stravolto i codici e infranto le regole, dando forma a una grande contaminazione tra moda e cultura pop. Staremo a vedere.
La settimana continua all'insegna dello stile mercoledì 21, con le emozioni di 3.Paradis e i volumi misurati di Lemaire. Attesa per Dior Homme, con il rigore e il ritmo preciso di Jonathan Anderson, lo stilista inglese che ha già debuttato lo scorso giugno con la linea maschile e poi a ottobre con la donna, dando inizio alla nuova estetica Dior, fedele al passato, ma anche surrealista come mai vista prima. Largo poi alla sperimentazione gioiosa di Walter Van Beirendonck, al laboratorio fluido di Egonlab. e alla sofisticata semplicità di Ami Paris.
Continua il programma giovedì 22, con l’ingegneria della plissettatura di Issey Miyake, le ombre di Rick Owens, la memoria del tessuto da Kartik Research e l'energia californiana di Amiri. E poi la gravità lirica di Yohji Yamamoto e i colori di Dries Van Noten.
Venerdì 23 si alternano i maestri riconosciuti agli outsider illuminati: l'inventiva rigorosa di Junya Watanabe Man, le creazioni decostruite di Juun.J e Maison Mihara Yasuhiro, e la visione politica dell'abito di Willy Chavarria. Occhi puntati sull'animo sovversivo, anticonvenzionale e creativo di Comme des Garçons Homme Plus, il marchio fondato da Rei Kawakubo che ha sempre messo in discussione ogni luogo comune. A chiudere la giornata Officine Générale e LGN Louis-Gabriel Nouchi.
Nel weekend Parigi, sabato 24, si trasforma in un crocevia globale, con Kiko Kostadinov, White Mountaineering e Kolor tra funzionalità e poesia, con la nostalgia contemporanea di Magliano, al suo debutto, con Ziggy Chen e con il gioco di KidSuper. L'appuntamento più atteso è quello con Hermès, in chiusura. Se la linea femminile presentata lo scorso ottobre da Nadège Vanhee è stata un'ode alla pelle, vedremo come la direttrice creativa della linea maschile della maison francese Véronique Nichanian tratterà la materia prima della maison francese nella sua ultima collezione prima dell'addio dopo 37 anni alla direzione creativa della linea uomo.
La settimana si conclude domenica 25 gennaio con la leggerezza di Sacai, la modernità netta di Wooyoungmi, l'ironia tessile di Doublet e la materia scolpita di Taakk e Agnès b. Ma la sorpresa sarà sul finale, al tramonto, con la scelta di Jacquemus di presentare la sua collezione al Musée Picasso di Parigi, un luogo simbolico per il marchio, che qui aveva debuttato nel 2017 con la collezione La Bomba, evento cruciale per l’affermazione internazionale del brand oggi guidato da Simon Porte Jacquemus. Un momento in cui arte e moda si intrecceranno plasticamente, per regalare a Parigi un ultimo luminoso bagliore.