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fashion19 gennaio 2026

Milano Fashion Week FW2627, sfila la prima linea uomo di Giorgio Armani senza Giorgio

La collezione maschile ‘Cangiante’ segna l’avvio della nuova fase della maison con il défilé Autunno/Inverno 2026 organizzato nella storica sede di via Borgonuovo, il primo curato dal compagno di una vita e braccio destro Leo Dell’Orco in assenza dello stilista scomparso lo scorso settembre. In passerella i colori iconici della label e un tocco lucente come espressione di un nuovo riflesso
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Di Simona Peverelli

Giorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightGiorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Se la città aveva salutato Giorgio Armani lo scorso settembre in occasione della sfilata celebrativa per i cinquant’anni della casa di moda, adesso ha assistito al primo défilé davvero senza Giorgio Armani, a distanza di quattro mesi e mezzo dalla sua scomparsa. Perché quello che ha chiuso la Milano Fashion Week è stato il primo guidato unicamente da Leo Dell’Orco, 73 anni, senza la presenza dello stilista e compagno di una vita, che per la collezione femminile Primavera/Estate 2026 che era andata in scena nel cortile d’onore della Pinacoteca di Brera aveva comunque curato fino all’ultimo ogni dettaglio.

La sfilata come eredità di intenti

Fuori dalla storica sede di Giorgio Armani di via Borgonuovo 21, in Brera, c’era una processione di celebrità, giornalisti e storici amici dello stilista. Dentro, c'era quella dei modelli che hanno interpretato la collezione uomo Autunno/Inverno 2026-2027 che porta il nome di Re Giorgio, sulla passerella del teatro calcata alle origini dal fondatore, avvolta attorno al dedalo di corridoi dove si respira la storia del marchio.

I capi sono una silenziosa conferma dello stile che il designer piacentino ha coltivato e codificato nella sua lunga carriera, e allo stesso tempo sono il punto di vista di Leo Dell’Orco, che nasce da decadi di esperienza al fianco di Giorgio Armani. Una moda coerente con se stessa, programmatica, mai immobile e soprattutto mai “ridicola”, un termine che lui detestava.

Giorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightGiorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

E così l’uomo sfila dentro silhouette fluide e volumi che si aprono con naturalezza: blouson leggeri, cappotti avvolgenti, camicie con o senza collo e pantaloni ampi che ricadono su scarpe di suede e boot. E poi le giacche dalle abbottonature basse, quelle che evocano l’universo che ha reso famoso Armani e il Made in Italy nel mondo, quando Richard Gere ha dato forma ai suoi look destrutturati in American Gigolò.

Infine la maglieria, morbida e materica, che svela una collaborazione con il brand italiano Alanui. Durante il primo show (gli appuntamenti erano due, come da tradizione) è stata presentata anche una capsule della nuova collezione Giorgio Armani Neve, mentre sabato sera erano state svelate le uniformi disegnate da EA7 Emporio Armani per gli atleti di Milano-Cortina 2026, con una grande festa nello store di via Manzoni.

Giorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightGiorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

Ma è il colore, con tutte le tinte iconiche della maison, a diventare racconto della collezione: discreto e mai invadente. C’è il nero, il più classico dei colori e allo stesso tempo la prova più difficile per Dell’Orco; c’è il blu intenso come guizzo brillante; c’è la palette di grigi e beige, un omaggio a quel greige inventato da Armani che è inconfondibile combinazione di grigio, sabbia e beige. E poi c’è quel tocco cangiante che più che un tecnicismo diventa espressione di come il brand, pur rimanendo fedele al proprio Dna, è pronto a posare lo sguardo su nuovi riflessi. Toni resi ancora più vivi da materie seriche e iridescenti come il velluto.

Un malinconico omaggio al lavoro di una vita, sempre all’insegna della sobrietà, nella compostezza dei modelli e nella pulizia dello show, senza mai eccessi. Perché “lo stile – diceva Giorgio Armani - è eleganza, non stravaganza. L’importanza è non farsi notare, ma ricordare”.

Giorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/SpotlightGiorgio Armani FW26 - Credits Launchmetrics.com/Spotlight

La presenza degli amici di sempre

In questa occasione non sono mancate le personalità che storicamente sono state legate ad Armani, gli attori, i cantanti, i modelli e tutti i personaggi che hanno ispirato nel tempo lo stile del brand. C’era anche Ricky Martin tra le celeb, seduto accanto all’attore richiestissimo Hudson Williams, e poi c'erano Dean e Dan Caten, Jack O'Connell, Tom Blyth, Malcolm McRae e gli italiani Luca Marinelli e Gianni Morandi.

Tra gli ospiti anche Marco Bizzarri, 63 anni, ex ceo di Gucci e da poco entrato nel nuovo board, la struttura da cui riparte la nuova era della celebre maison. Tutti venuti qui a omaggiare la moda di Giorgio Armani, quell’eredità stilistica che adesso è in mano ai nipoti e Leo Dell’Orco. È stato lui a raccogliere oggi gli applausi che il fondatore tanto amava, insieme con il nipote Gianluca Dell'Orco, figura chiave in azienda a capo dell'ufficio stile uomo. Ora non c’è più Re Giorgio a entrare per primo e a uscire spegnendo la luce, ma c’è un’unica eredità di intenti, un passaggio di valori e di visione che oggi rivive fedele alla sua storia su quella passerella.

Da sinistra Ricky Martin; Dean e Dan Caten; Gianni Morandi - Credits Getty ImagesDa sinistra Ricky Martin; Dean e Dan Caten; Gianni Morandi - Credits Getty Images

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