Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, l’attenzione non è rivolta solo alle competizioni ma anche allo stile con cui gli atleti e lo staff mondiale saranno vestiti.
Dai kit ufficiali per i volontari ai look delle squadre nazionali, molte maison e brand sportivi sono pronti a scendere in pista con uniformi che tra tessuti tecnologici e azzardi di stile diventano simboli di valori, appartenenza e performance a livello mondiale.
Tra le prime uniformi delle nazionali che si sfideranno nelle diverse località montane del Nord Italia non potevano passare inosservate agli occhi di X-Style quelle create da Ralph Lauren per il Team USA: un connubio tra eleganza americana e performance esaltato ai massimi livelli.
La collezione che celebra il patriottismo a stelle e strisce con cappotti in lana bianca, maglioni intrecciati con i colori della bandiera, pantaloni sartoriali, giacche puffer, cargo e cappelli fonde heritage e contemporaneità facendo salire il brand con sede a New York sul podio dell’eleganza olimpica per il decimo anno consecutivo.
Per l’Italia è invece Emporio Armani ad aver curato le uniformi della National Olympic Team e della relativa squadra paralimpica. Le divise si distinguono per il loro colore bianco come la neve ma anche come il nuovo “Pantone Cloud Dancer” e spiccano per eleganza e semplicità evocando con questa sfumatura cromatica la purezza dello spirito sportivo, senza dimenticare la tradizione sartoriale italiana.
Anche il Brasile, nonostante il suo clima tropicale, vanta una squadra di sci alpino di successo e anche questa promette di essere tra le più eleganti a Milano Cortina 2026.
Tutti gli occhi sono puntati su Lucas Pinheiro Braathen - Coppa del Mondo di slalom speciale nel 2023 per la Norvegia ma che dal 2024 gareggia per il Brasile, il paese natale della madre - non solo per il cambio di bandiera ma anche per l’accordo firmato con Moncler. Il brand alpino per antonomasia torna infatti protagonista ai Giochi Olimpici per la prima volta dopo che non lo si vedeva risalire le piste indosso ad un team nazionale dai Giochi di Grenoble del 1968.
Ma nel corso della storia dei Giochi Olimpici, la moda non sempre è stata protagonista come oggigiorno e benché alcune uniformi siano andate ben oltre la loro funzione tecnica - basti pensare a quella indossata da Jesse Owens ai Giochi di Berlino del 1936 diventata simbolo di una rivoluzione culturale - è solo dagli anni ’80 che le maison competono durante l’evento sportivo globale più seguito al mondo.
Quando nel 1984 la famosa fiaccola raggiunge Los Angeles infatti fu la prima volta che un grande brand di moda entrò ufficialmente a far parte delle Olimpiadi.
Con Levi’s che vestì il team USA con denim, giacche casual e look “everyday” allontanandosi per sempre dall’eleganza formale delle edizioni precedenti, si inaugurò ufficialmente un’epoca che ancora oggi ci dimostra quanto le uniformi olimpiche non sono siano più solo abiti sportivi ma veri e propri specchi culturali del proprio tempo.
Alcune sono rimaste impresse per la loro bellezza, altre per il messaggio che hanno trasmesso. Tutte, però, hanno contribuito a scrivere la storia delle Olimpiadi, dimostrando che anche lo stile può essere memorabile quanto una medaglia.
Serena Savardi
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