Di Claudia Ricifari
Brooklyn Beckham contro David e Victoria per difendere la sua nuova vita con Nicola Peltz. Il primogenito dell’ex calciatore e della stilista ha deciso di rilasciare una lunga dichiarazione in cui – per la prima volta – racconta cosa lo ha portato a volare dall’altra part del mondo senza guardarsi più indietro, chiudendo ogni contatto con la sua famiglia.
Nessun intermediario, nessuna intervista: solo una sequenza di storie su Instagram che in breve tempo hanno fatto il giro del mondo.
“Sono rimasto in silenzio per anni e ho fatto ogni sforzo per mantenere queste questioni private – racconta - Purtroppo, i miei genitori e il loro team hanno continuato a rivolgersi alla stampa, lasciandomi senza altra scelta se non quella di parlare e raccontare la verità su almeno alcune delle bugie che sono state pubblicate”.
Già nelle prime righe Brooklyn smentisce ogni possibile riavvicinamento, come ipotizzato recentemente su alcuni magazine inglesi.
“Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia. Non sono controllato da nessuno, sto difendendo me stesso per la prima volta nella mia vita”.
“Per tutta la mia vita, i miei genitori hanno controllato le narrazioni sulla stampa riguardo alla nostra famiglia. I post performativi sui social media, gli eventi familiari e relazioni fasulle sono sempre stati parte della vita in cui sono nato. Recentemente, ho visto con i miei occhi fino a che punto siano disposti ad arrivare per diffondere innumerevoli bugie sui media, spesso a spese di persone innocenti, pur di preservare la loro facciata. Ma credo che la verità venga sempre a galla”.
A questo punto il racconto di Brooklyn si focalizza sul vero problema: il rapporto con Nicola Peltz, che non sarebbe mai stato accettato di Beckham: “I miei genitori hanno cercato incessantemente di rovinare la mia relazione già prima del mio matrimonio, e non si sono mai fermati. Mia madre ha annullato la realizzazione dell’abito di Nicola all’ultimo momento, nonostante lei fosse entusiasta di indossare un suo modello, costringendola a trovarne urgentemente uno nuovo”.
Una versione diversa e opposta da quella circolata in questi mesi, in cui si ipotizzava che la diatriba fosse partita – al contrario - perché Nicola aveva indossato l’abito di un altro designer, nello specifico Valentino Haute Couture.
Ma c’è di più. Perché, secondo Brooklyn, David e Victoria avrebbero cercato anche di legare le future scelte della coppia al nome dei Beckham. “Nelle settimane precedenti al nostro grande giorno, i miei genitori hanno ripetutamente fatto pressione e tentato di convincermi affinché firmassi la cessione dei diritti sul mio nome, cosa che avrebbe influito su di me, su mia moglie e sui nostri futuri figli. Erano irremovibili sul fatto che firmassi prima della data del matrimonio, perché da quel momento sarebbero scattati i termini dell’accordo.
Il mio rifiuto ha compromesso il loro guadagno, e da allora non mi hanno mai più trattato allo stesso modo. Durante i preparativi del matrimonio, mia madre è arrivata a definirmi “malvagio” perché io e Nicola avevamo scelto di includere al nostro tavolo la mia tata Sandra e la tata di Nicola, dato che entrambe non avevano i loro mariti. Entrambi i nostri genitori avevano comunque i loro tavoli, di fianco al nostro. La notte prima del matrimonio, i membri della mia famiglia mi hanno detto che Nicola non era “nostro sangue” e “non era famiglia”.
“Dal momento in cui ho iniziato a farmi valere con la mia famiglia, ho ricevuto attacchi incessanti da parte dei miei genitori, sia in privato che in pubblico, dati in pasto alla stampa su loro ordine. Persino i miei fratelli sono stati mandati ad attaccarmi sui social media, prima di bloccarmi improvvisamente l’estate scorsa. Mia madre ha sabotato il mio primo ballo con mia moglie, che era stato pianificato settimane prima su una romantica canzone d’amore.
Davanti ai nostri 500 invitati, Marc Anthony mi ha chiamato sul palco, dove secondo il programma avrebbe dovuto svolgersi il ballo romantico con mia moglie, ma al suo posto c’era mia madre ad aspettarmi. Ha ballato con me in modo molto inappropriato davanti a tutti.
Non mi sono mai sentito così a disagio o umiliato in tutta la mia vita. Abbiamo voluto rinnovare le nostre promesse per creare nuovi ricordi del giorno del nostro matrimonio che ci portassero gioia e felicità, e non ansia e imbarazzo.
La mia famiglia ha costantemente mancato di rispetto a mia moglie, nonostante tutti i nostri tentativi di restare uniti come una famiglia sola. Mia madre ha invitato ripetutamente donne del mio passato nella nostra vita in modi chiaramente volti a metterci entrambi a disagio.
Nel lungo sfogo c’è spazio anche per spigare cosa sia accaduto in occasione dei 50 anni di David Beckham, festeggiati in grande stile. In quell’occasione, considerati i già tesi rapporti, era subito saltata all’occhio l’assenza di Brooklyn, che però ora spiega: “Nonostante tutto questo, siamo comunque andati a Londra per il compleanno di mio padre e siamo stati respinti per una settimana, mentre aspettavamo in hotel cercando di organizzare del tempo di qualità con lui.
Ha rifiutato ogni nostro tentativo, a meno che non fosse alla sua grande festa di compleanno con un centinaio di invitati e telecamere ovunque. Quando finalmente ha accettato di vedermi, è stato a condizione che Nicola non fosse invitata. È stato uno schiaffo in faccia. In seguito, quando la mia famiglia è andata a Los Angeles, si sono rifiutati di vedermi del tutto”.
Nella versione di Brooklyn, i Beckham sono descritti come dediti solo all’immagine 4 alle apparenze: “La mia famiglia dà valore alla promozione pubblica e alle sponsorizzazioni più di qualsiasi altra cosa. Il Brand Beckham viene prima di tutto. L’“amore” familiare si decide in base a quanto pubblichi sui social media o da quanto velocemente lasci tutto per presentarti e posare per una foto di famiglia, anche a scapito dei nostri impegni professionali.
Per anni abbiamo fatto di tutto per esserci e sostenere ogni sfilata, ogni festa e ogni attività stampa per mostrare la nostra “famiglia perfetta”. Ma l’unica volta in cui mia moglie ha chiesto il supporto di mia madre per salvare cani sfollati durante gli incendi di Los Angeles, mia madre si è rifiutata”.
“La narrazione secondo cui mia moglie mi controlla è completamente capovolta. In realtà sono stato controllato dai miei genitori per la maggior parte della mia vita.
Sono cresciuto con un’ansia opprimente. Per la prima volta nella mia vita, da quando mi sono allontanato dalla mia famiglia, quell’ansia è scomparsa. Mi sveglio ogni mattina grato per la vita che ho scelto e ho finalmente trovato pace e sollievo.
Mia moglie ed io non vogliamo una vita plasmata dall’immagine, dalla stampa o dalla manipolazione. Vogliamo solo pace, privacy e felicità per noi e per la nostra futura famiglia”.
Poche ore prima del lungo sfogo di Brooklyn, Nicola Peltz ha pubblicato un post in cui mostra un nuovo tatuaggio che sembra un messaggio neanche troppo nascosto legato a quanto accaduto e raccontato dal marito. Posizionato sul costato, il tattoo è una scritta in Yiddish il cui significato sarebbe: “prima la famiglia”. Una famiglia che, in questo caso, è quella che ci si è scelti e si intende costruire.