Di Claudia Ricifari
Un tempo c'era Leonardo DiCaprio, definito il nuovo “Hollywood It Boy” dal magazine Entertainment Weekly ai tempi di Buon compleanno Mr. Grape per la sua capacità di unire talento, stile e presa sul pubblico. Correva l'anno 1993. Da allora di attori che, prima ancora di diventare interpreti affermati e pluripremiati, sono diventati icone globali grazie al loro fascino e successo tra il pubblico più giovane, ce ne sono stati parecchi.
Da Ryan Gosling a Matthew McConaughey, esplosi inizialmente grazie al loro fascino e a commedie romantiche diventate cult, ai più recenti Jonathan Bailey e Regé-Jean Page di Bridgerton o Jeremy Allen White di The Bear.
Attori accomunati da un'indiscussa bellezza e da una bravura che, specie nel caso di Gosling e McConaughey è stata riconosciuta dalla critica solo in un secondo momento, avvicinandosi a personaggi sempre più sfaccettati e controversi.
Ieri come allora la moda corteggiava il cinema, non solo vestendo le star ma chiamandole a raccolta per campagne pubblicitarie e sfilate. Una prassi consolidata, oggi più di ieri.
Ma se fino a qualche anno fa la linea diretta era quella tra star del grande schermo e fashion system, oggi il parterre di celeb è frastagliato, tra cantanti, influencer e attori sempre più giovani e conosciuti soprattutto tra la Gen Z.
A fronte infatti di nomi affermati come Pedro Pascal e Josh O'Connor, rispettivamente ambassador di Chanel e di Dior, assistiamo allo sbocciare di nuovi it boy ogni giorno. Basta una serie tv che fa incetta di streaming e la caccia al nuovo volto è servita. Uno dei primi esponenti di questa nuova classe di star è rappresentata da Jacob Elordi, lanciato dalla serie Euphoria, chiamato a rappresentare ormai la maison Bottega Veneta ancora prima della sua consacrazione definitiva a grande attore con Frankenstein o Cime Tempestose.
Se non avete sentito parlare di Off Campus e non avete il feed di Instagram invaso da pettorali e addominali di quattro giocatori di hockey su ghiaccio o vivete su un altro pianeta o non avete un'amica ossessionata che nonostante siate decisamente fuori età vi abbia trascinato nel tunnel.
In tal caso, ecco un riassunto: la serie, tratta dai romanzi di Elle Kennedy vede protagonisti dei giovani universitari della Briar alle prese con gli studi e le scelte che determineranno il loro futuro. Tutto qui? Niente affatto. Il focus, infatti, sono le storie d'amore, una colonna sonora coinvolgente e tutta una serie di cliché da commedia romantica ben amalgamati che fanno sì che anche il target over 30 si senta coinvolto. Risultato: oltre 36 milioni di spettatori nel mondo nei primi 12 giorni dall'uscita su piattaforma. Senza entrare nel merito del perché di questo successo, abbiamo assistito ancora una volta a un'immediata contrattualizzazione dell'attore principale da parte di un brand di moda. Belmont Cameli è stato prontamente nominato brand ambassador di Reebok e siamo certi che questo sia solo l'inizio.
Qualcosa di simile era accaduto solo qualche mese fa, dopo il boom di un'altra serie ambientata nel mondo dell'hockey, cioè Heated Rivalry. Anche in questo caso, pressoché subito i due attori protagonisti sono diventati oggetto del desiderio non solo di migliaia di giovani, ma anche dei brand del lusso. Mentre Hudson Williams è stato nominato ambassador e volto di Balenciaga, Connor Storrie ha legato il proprio nome a quelli di Saint Laurent e Tiffany&Co.
Fuori dal campo di hockey, tra i nuovi it-boy si annovera anche Harris Dickinson, star di Babygirl, reclutato da Prada.
Insomma, i nuovi attori delle serie tv per teen e millennials rappresentano un'occasione per le maison di agganciare un pubblico sempre più ampio. A dominare sono gli streaming, un po' come avvenuto con il k-pop e, sempre più spesso, con il tennis. Da Jannik Sinner a Lorenzo Musetti e Naomi Osaka, non c'è un protagonista degli slam che non abbia una partnership prestigiosa e sempre più penetrante con un big name del lusso.
Precursore di questa tendenza è stato Giorgio Armani, che da tempo ha capito il potenziale dei nuovi e freschi volti per attrarre nuova linfa e nuove generazioni di consumatori. Alle sfilate di Emporio Armani, infatti, capita spesso di vedere in prima fila giovani attori protagonisti della serie del momento, anche italiana. È quello che è accaduto ai tempi del fenomeno Mare fuori a Nicolas Maupas.
Ma che si tratti del muretto di un istituto penitenziario minorile a Napoli o di un campo da hockey oltreoceano, la regola d'oro del fashion system non cambia: intercettare il desiderio prima che diventi mainstream. Se un tempo le maison aspettavano la consacrazione sul red carpet di Cannes o degli Oscar per incoronare i propri campioni di stile, oggi il lusso si muove alla velocità di un algoritmo, capitalizzando sull'ossessione immediata e sulla cultura del binge watching.
Questi nuovi it-boy più che semplici volti da copertina sono ponti emotivi capaci di connettere marchi storici a una generazione di consumatori sfuggente e iper-connessa. Tra un post virale e una sfilata in prima fila, la caccia al prossimo volto fresco e trasversale è già aperta. E mentre il pubblico attende trepidante la prossima stagione della propria serie preferita, i direttori creativi hanno già il contratto pronto sul tavolo.
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