Di Claudia Ricifari
Marty Supreme, il nuovo film che vede protagonista Timothée Chalamet, arriva in Italia il 22 gennaio, ma la sua influenza sull’immaginario pop è già alle stelle. Non solo per la recente vittoria dell’attore ai Golden Globe 2026, ma per via di una giacca.
Negli ultimi mesi, infatti, a fan e addetti ai lavori non è sfuggito che per tutta la fase promozionale del film Chalamet (e non solo) indossasse un capo tecnico con la scritta “Marty Supreme” ben in vista e dai colori sgargianti in stile anni Novanta. Un mix di elementi che ha fatto sì che la giacca diventasse virale e subito desideratissima.
Ecco chi l’ha disegnata e come ha fatto in pochi mesi a diventare un oggetto di culto.
La giacca prende forma durante la progettazione della strategia promozionale del film. Timothée Chalamet e il suo stylist Taylor McNeill scelgono di affiancare alla comunicazione tradizionale un capo capace di accompagnare visivamente il lancio del progetto. Per lo sviluppo viene coinvolto Doni Nahmias, designer californiano e fondatore del brand Nahmias, noto per il suo lavoro sull’estetica sportiva americana e sulle contaminazioni street.
Il modello, quindi, viene creato appositamente per la fase promozionale di Marty Supreme e non come costume di scena. L’ambientazione del film, infatti, è collocata negli anni Cinquanta, ben distante dallo stile della giacca. Quest’ultima, invece, nasce come prodotto contemporaneo, pensato per essere indossato nel presente e, soprattutto, nel mondo reale.
Il riferimento estetico principale è lo sportswear anni Novanta: windbreaker leggeri, proporzioni over, zip frontale e maxi scritta che richiama il titolo del film.
Nelle prime settimane di lancio, Timothée Chalamet inizia a indossare la giacca in contesti non ufficiali: backstage, trasferimenti, appuntamenti stampa, momenti catturati dai fotografi e rilanciati sui social. Un utilizzo ripetuto, quasi un martellamento mediatico che crea un’associazione visiva immediata tra l’attore, il periodo promozionale e il capo.
A differenza degli outfit studiati per i red carpet, la giacca entra nella comunicazione quotidiana del film, apparendo in situazioni reali e facilmente replicabili, su un volto – quello di Chalamet – sempre più amato, sia dalla Gen Z che dai millennials.
Ma non finisce qui. La spinta decisiva arriva, come spesso accade, grazie alle altre celebrities. Kendall Jenner, Kylie Jenner, Hailey Bieber, Tom Brady e altri volti noti vengono fotografati con la giacca, rendendola immediatamente un must have.
La diffusione avviene senza una campagna pubblicitaria tradizionale. Le immagini circolano in modo organico, attraverso post sui social e avvistamenti in pubblico in occasioni informali ripresi dai media di settore. In breve tempo la giacca diventa, così, uno dei capi più riconoscibili della stagione, specie nella sua versione in blu.
A questo si aggiunge il posizionamento culturale di Chalamet, capace di attraversare cinema, moda e cultura pop in modo coerente e continuativo.
La giacca Marty Supreme rappresenta un esempio efficace di ennesima integrazione tra industria cinematografica e fashion system. Il film genera attenzione culturale, la moda intercetta quella visibilità e la traduce in un prodotto concreto. Il risultato è un capo che non dipende dalla presenza sullo schermo per essere rilevante, ma utilizza il cinema come piattaforma di lancio.
In un panorama in cui promozione, prodotto e narrazione tendono a sovrapporsi, il progetto legato alla giacca Marty Supreme mostra come un capo che nasce come leva di marketing all’interno di una strategia mediatica possa trasformarsi rapidamente in tendenza globale e, viceversa, come basti un oggetto feticcio per fare branding anche di un prodotto culturale come un film.
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