Di Claudia Ricifari
Roma e il mondo della moda hanno detto addio a Valentino Garavani con una cerimonia solenne nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica. Un ultimo saluto composto, misurato, ma carico di simboli, che ha riunito il fashion system e il mondo dello spettacolo e della cultura internazionale. L’ingresso del feretro, accolto da un silenzio raccolto, è stato accompagnato dalla Lacrimosa di Mozart, aprendo una funzione costruita come un vero rito di celebrazione della bellezza, valore centrale nella visione del couturier.
Durante le esequie si sono alternati brani di Mozart, Schubert, Fauré e Puccini, con l’Ave Maria all’offertorio. A chiudere la celebrazione, dopo un lungo applauso degli ospiti, il feretro è stato accompagnato all’esterno sulle note de Il nostro concerto di Umberto Bindi, scelta personale e carica di memoria emotiva. A celebrare la funzione è stato don Pietro Guerini, parroco della basilica romana.
Il momento più intenso è arrivato con l’intervento di Giancarlo Giammetti, compagno e socio storico di Valentino: “Voglio ringraziare Valentino per avermi insegnato la bellezza. Attraverso lui ho scoperto cosa volesse dire. Il nostro cammino continuerà per sempre”. Poi il ringraziamento, in inglese, agli amici arrivati da tutto il mondo: “Grazie per aver affrontato questa messa molto lunga, ma è la nostra religione e Valentino la amava”.
A sorpresa ha preso la parola anche Vernon Bruce Hoeksema, ultimo compagno dello stilista, visibilmente commosso: “Non avevo pianificato di parlare oggi. Valentino era la persona a cui parlavo, non di cui parlavo. Questo è ciò che mi mancherà di più. Non dico addio oggi, ma grazie”.
All’arrivo in basilica, Pierpaolo Piccioli ha sintetizzato il senso della giornata: “Siamo qui per gratitudine. È stato un uomo che ha portato sogni e bellezza”. Tra le presenze più osservate, Anne Hathaway ha abbracciato i familiari dello stilista dichiarando la propria vicinanza al loro dolore, mentre Claudia Schiffer, ha scelto un gesto essenziale e simbolico: una sola rosa rossa in omaggio al couturier che l’aveva eletta a musa e scelta per una campagna iconica, scattata proprio a Roma.
E poi Tom Ford, Donatella Versace, Anna Wintour. Tanti volti che hanno fatto – come lui – della moda la loro vita.
Il funerale di Valentino Garavani è stato un ultimo saluto a un creativo capace di trasformare l’eleganza in linguaggio universale. Un cultore della bellezza che ha lasciato un’eredità destinata a restare centrale nell’immaginario dell’alta moda globale.
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