Di Simona Peverelli
Ode alla storia della moda francese. La settimana della moda parigina si è aperta con due grandi big, Louis Vuitton, a chiudere la prima giornata, e Dior Homme che ha punteggiato la seconda, entrambi guidati da stilisti più che mai legati alla contemporaneità, ma attenti a celebrare le radici delle maison a cui sono legati. E così Louis Vuitton ha festeggiato con una sfilata cinematografica l'anniversario dell’iconico monogramma nato nel 1896 - composto dalle iniziali LV intrecciate e da motivi floreali stilizzati - che rivive come testimonianza di creatività e di artigianalità, trascendendo le generazioni.
130 anni fa l'idea era venuta a Georges Vuitton, nell’epoca in cui le innovative valigie della label acquisivano un'influenza senza precedenti; oggi è un personaggio poliedrico e trasversale come Pharrell Williams a reinterpretarlo, la pop star americana già affermata nel mondo della moda che fin dalla sua prima sfilata per il marchio, nel giugno 2023, ha stravolto i codici e infranto le regole, dando forma a una grande contaminazione tra moda e cultura pop.
Così l’iconico logo prende nuova forma nella collezione Autunno-Inverno 2026/2027 attraverso capi che raccontano il Dna di Vuitton, sempre legato all'idea di viaggio e ai prodotti storici della maison. Lo fa nelle borse, dove il Monogram è rivisitato nelle forme classiche canvas, oppure si illumina al buio; lo fa su zaini e giacche, dove diventa cuoio verniciato, un Monogram Vintage Vernis che sostituisce la classica pelle con morbido suede rivestito; lo fa sui bauli spinti dai modelli sui carrelli, dove si arricchisce con le vetrate floreali Art Nouveau della casa di famiglia Vuitton ad Asnières dipinte a mano.
L'intera collezione si declina poi attraverso i “Timeless Textiles”, tessuti tecnici creati dagli artigiani dello Studio Homme di Louis Vuitton con filati che diventano riflettenti alla luce; materiali performativi su silhouette lunghe e ampie e su una palette autunnale punteggiata da rosa bubblegum, azzurro e verde smeraldo. Tutto è perfettamente in linea con il messaggio di una maison che vende ancora l'idea della partenza come lusso. Tutto è pensato per durare e per attraversare un futuro in movimento, una visione dello stile misurata dall’utilità.
Oltre la storia del marchio, però, c’è molto di più. Sarà per la sua natura da outsider, ma Pharrell Williams non parla mai di moda tout court. Non lo ha fatto in occasione del suo debutto come direttore creativo della linea uomo della label parigina, lo scorso giugno, quando ha dato forma alla sua personale versione indiana del Gioco dell’Oca al Centre Pompidou, e non lo ha fatto nemmeno con la collezione Uomo Autunno-Inverno 2026/2027.
Una sfilata presentata nel cuore del Jardin d'Acclimatation a Parigi, un giardino notturno e lussuoso dove far accomodare il pubblico attorno a un appartamento minimalista con pareti in vetro, la Drophaus. Una casa da cui i modelli entrano ed escono spingendo bauli, portando con sé borse e zaini per iniziare il proprio viaggio, come personaggi che attraversano la scena di un film. Il vestiario invulnerabile del dandy futurista è servito per abitare gli
La colonna sonora ha contribuito a creare l’atmosfera, registrata e prodotta da Pharrell Williams negli studi interni di Louis Vuitton, dove stile, arte e musica si incontrano in un dialogo creativo. La musica è stata interpretata anche da un coro gospel che si è esibito dal vivo da un balcone nella penombra, trasformando la sfilata in qualcosa di più vicino a una sequenza scenica: romantica, controllata, vagamente maestosa.
Un intreccio di suggestioni tra musica, architettura e stile che si riflette anche nella prima fila seduta ad assistere al défilé, un vero parterre de roi: il rapper SZA e l’icona R&B Chris Brown che si sono abbracciati; Future, che è da poco ufficialmente entrato nell’universo Louis Vuitton come Friend of the House; Jackson Wang e John Legend, con i quali – tra gli altri - il direttore creativo ha curato il sottofondo dello show; mentre Pusha T è salito in passerella.
Il secondo giorno dedicato al prêt-à-porter ha visto invece in passerella lo show di Dior Homme pensato per la seconda volta dal rigore di Jonathan Anderson. Lo stilista inglese aveva debuttato lo scorso giugno con la linea maschile e poi a ottobre con la donna, dando inizio alla nuova estetica Dior, fedele al passato, ma anche surrealista come mai vista prima. E non ha deluso neanche questa volta, con il suo ritmo preciso e la sua visione in avanti. Un approccio rispettoso delle radici del marchio, ma esaltate in chiave audace. Senza stravolgere né sovvertire regole, lo stilista – ex direttore creativo di Loewe – continua a portare sé stesso e la sua visione più autentica, integrandola con eleganza nel leggendario bagaglio Dior.
In passerella si respira un’aria vagamente Anni 70, tra capelli cotonati e giallo fluo, e mostrine ricoperte di cristalli. I capispalla fanno da filo conduttore della collezione Autunno-Inverno 2026/2027, tra cappotti pesanti doppiopetto e giacche aperte sul davanti con code sartoriali che aggiungono drammaticità e sofisticazione. Richiamano i look indossati sul palcoscenico dai frontman delle band più amate della storia anche le mantelle fluttuanti rivisitate con volumi over e pattern colorati, in stile glam-rock, che diventano moderni parka bombati.
E poi ci sono le spalline maxi con le frange e i décor preziosi, che rubano la scena su polo e camicie dai colori più tenui, rivisitando quello stile Bohemian Rhapsody che ha il sapore della nostalgia.L'ispirazione arriva sempre da design storici, ma reinterpretati in chiave moderna per look d'impatto. Con questa sfilata il 41enne ha compiuto un passo decisivo per consolidare la rinnovata identità della griffe e anche per preparare il suo ingresso nell'alta moda. Poche settimane dopo il suo arrivo da Dior Homme, infatti, era diventato il primo stilista dopo Christian Dior a supervisionare le tre linee della maison di punta di Lvmh, inclusa l'alta moda, la cui prima collezione sarà presentata il 26 gennaio a Parigi, come oggi al museo Rodin di Parigi.
In prima fila Lewis Hamilton, volato a Parigi per la fashion week a pochi giorni dalla presentazione della nuova monoposto Ferrari con la quale la scuderia di Maranello si prepara ad affrontare il prossimo mondiale di Formula 1. Il pilota della rossa ha indossato un capospalla doppiopetto in stile frac con pelliccia nella parte posteriore del collo, abbinato a camicia bianca, pantaloni sartoriali e stringate in vernice, con lo sguardo schermato da un paio di occhiali da sole scuri.