Di Simona Peverelli
Tra fragilità e forza, Sarah Burton plasma per Givenchy un linguaggio di luce e potere. Se per la primavera la nuova direzione creativa aveva inaugurato una nuova era di femminilità consapevole, per il prossimo Autunno/Inverno la vulnerabilità diventa forza, e la grazia si traduce in potenza. Da elemento trainante del brand Alexander McQueen a attenta studiosa dei bozzetti del conte Hubert de Givenchy, la designer inglese continua il suo lavoro nella maison francese, dove ha iniziato il nuovo corso nel settembre 2024. Una storia che si legge tra un’uscita e l’altra dello show parigino, sulla passerella circolare che alla fine della sfilata Sarah Burton attraversa per intero, per prendersi i complimenti. In prima fila ad applaudirla c’erano, tra le altre, la modella e conduttrice televisiva britannica Alexa Chung, l'attrice statunitense Rooney Mara e la modella tedesca Diane Kruger.
Così l’heritage del conte Hubert vive nelle creazioni dove l’abito rivela la luminosità interiore, scolpendo silhouette come armature, con volumi che esaltano senza costringere. Tra libertà e determinazione. La forza è nei dettagli, come i colli delle camicie fuori forma, quasi spaziali, o come gli inserti in pelle su cappotti, o negli accessori dalle linee decise. Tutti elementi di un racconto che esprime un movimento di emancipazione.
Il legame della designer con le maestranze si vede nel virtuoso lavoro sartoriale. Abiti dal sapore mannish, tailleur doppiopetto, gessati con revers a lancia. Se qui la femminilità si svela nei movimenti, nella camminata che gioca con i volumi morbidi, nella serie di abiti la sensualità parla attraverso gli spacchi profondi, le aperture sui fianchi o gli scolli audaci. La palette vitaminica si alterna al nero con stampe effetto pizzo, che poi fa largo a stampe floreali. Anche il capospalla diventa simbolo di femminilità, quando è indossato con una spalla lasciata scoperta, su un intimo-non-intimo in pelle che fa capolino.
La collezione è attraversata da un sapore orientale. Lo si vede nei ricami lucenti, negli effetti broccati, e in quei copricapi dallo stile monacale abbinati a look ora dal sapore maschile, ora femminili. E poi nelle stampe e nelle frange che compaiono e scompaiono, in un gioco di equilibrio tra fluidità e rigidità. In definitiva, una femminilità che non si difende, ma si afferma.