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living30 gennaio 2026

Proiettori smart: la nuova frontiera del cinema a casa

Dai backyard americani ai rooftop milanesi, i proiettori portatili stanno conquistando tutti: ecco cosa li rende così speciali e quali sono i modelli da tenere d'occhio
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Di Matteo Dall'Ava

Un gruppo di amici trasforma il cortile di casa (backyard) in un piccolo cinema domestico grazie a un proiettore smart portatile - Credits: MGDall’Ava Un gruppo di amici trasforma il cortile di casa (backyard) in un piccolo cinema domestico grazie a un proiettore smart portatile - Credits: MGDall’Ava

Trasformare il salotto di casa o il terrazzo in un cinema privato non è più utopia né una rarità. I proiettori sono sempre più diffusi e in tutto il mondo stanno cambiando il modello di fruizione di film, serie e contenuti. Ogni luogo, però, ha i suoi riti e la sua cultura e dunque, mentre negli Stati Uniti radunarsi attorno a un telo è diventata consuetudine, in Italia la serata cinema ha un gusto più elitario. Di certo c'è che poter scegliere cosa vedere, con chi vederlo e farlo sentendosi in una sala (seppur a cielo aperto) tutta per sé ha un gusto imparagonabile.

Proiettori e cortili: cos'è il Backyard cinema night

Negli Stati Uniti, soprattutto in Nord America, lo chiamano backyard cinema night e ormai è diventato un rito leggero, quasi un’abitudine: i trentenni si incontrano nel cortile di casa, tirano un lenzuolo, appoggiano un proiettore grande quanto una lattina e lasciano che il resto lo faccia la magia della condivisione. Non serve una grande disponibilità economica, non servono spazi enormi. Basta un proiettore portatile, qualche amico e un po’ di buio.

All’estero, soprattutto tra Gen Z e Millennial urbani, questo gesto è ormai una routine: un modo semplice per creare momenti, non per mostrare un possesso. Forse perché questi proiettori sono nati dalla miniaturizzazione e da una tecnologia che negli ultimi anni ha fatto passi da gigante; forse perché le città sono diventate più piccole, gli appartamenti più compressi, e la gente ha bisogno di strumenti che permettano di moltiplicare gli spazi; forse perché i social hanno rivestito questi oggetti di un’aura aspirazionale che li rende immediatamente desiderabili. Il risultato è che, più che una moda, siamo davanti a una piccola rivoluzione culturale: una nuova grammatica dell’intrattenimento quotidiano.

LG CineBeam Q, dimensioni compatte e risoluzione UHD 4K - Credits: Courtesy Press OfficeLG CineBeam Q, dimensioni compatte e risoluzione UHD 4K - Credits: Courtesy Press Office

Il cinema fashion all'italiana

Da noi il ritmo è diverso. Il proiettore smart non è ancora entrato nella vita quotidiana delle città, non è diventato un gesto spontaneo tra amici. In Italia si è rifugiato in quei luoghi che trasformano ogni oggetto in un rito: le terrazze milanesi curate al millimetro, i rooftop dei club riservati, i cortili nascosti dei circoli culturali dove si entra solo con una tessera che sembra una chiave.

A Milano, soprattutto, la proiezione è diventata un modo per allestire una scena. Alcuni club privati hanno inaugurato serate “cinema in terrazza” curate con la delicatezza di un vernissage: film restaurati, cortometraggi selezionati, momenti musicali che precedono la proiezione. Boutique hotel e spazi creativi hanno preso la stessa direzione, offrendo visioni all’aperto riservate a pochi ospiti: un piccolo cinema sospeso tra piante, tappeti e bicchieri di vino freddo. Anche alcuni agriturismi hanno rispolverato il fascino del proiettore, un'innesco di atmosfera che diventa subito photo opportunity grazie a balle di fieno, cestinetti di pop corn e teli colorati.

È un’anomalia che racconta bene la differenza culturale. Mentre nel resto del mondo il proiettore è un compagno di vita, da noi resta un segno di stile, qualcosa che si organizza con cura, come un abito scelto per un’occasione speciale. Ma le due strade, presto, potrebbero avvicinarsi.

Il cinema nel frutteto della tenuta agricola Il cascinetto, poco fuori Milano - Credits: Alice PaneroniIl cinema nel frutteto della tenuta agricola Il cascinetto, poco fuori Milano - Credits: Alice Paneroni

Una tendenza che non passerà

Chi osserva da vicino questo fenomeno sa che non siamo davanti a un capriccio tecnologico destinato a sparire. I proiettori smart portatili stanno crescendo per tre ragioni. La prima è tecnologica: i dispositivi sono diventati più piccoli, più efficienti, più autonomi. Per la prima volta un proiettore entra davvero nella quotidianità senza chiedere in cambio né spazio né competenze. La seconda è sociale: il nomadismo urbano, gli appartamenti compatti, le vite che si spostano tra coworking, case temporanee e terrazze condivise hanno creato il bisogno di strumenti flessibili. La terza è aspirazionale: questi oggetti hanno assunto un’identità estetica precisa, minimale, elegante. Sono diventati parte di un linguaggio visivo che piace e rassicura.

I trentenni li scelgono perché combinano libertà e bellezza. Chi vive in una città grande, chi segue i content creator che usano questi dispositivi nei propri video, chi pensa la casa come un prolungamento della propria identità digitale trova nel proiettore un gesto che assomiglia a sé. Il mercato globale lo conferma: nei prossimi anni i proiettori portatili entreranno stabilmente nelle case nordamericane, cresceranno enormemente in India e nel Sud-est asiatico, e si integreranno con gli ecosistemi smart home come se fossero lampade intelligenti. Una categoria destinata a restare, non a passare. Probabilmente quello che succede sempre: arriveremo un po’ più tardi, ma li accoglieremo a modo nostro. Forse diminuirà la distanza tra terrazze d’élite e case normali; forse l’oggetto diventerà più quotidiano. Ma la nostra tendenza alla cura, al dettaglio, a trasformare l’esperienza in qualcosa di prezioso non sparirà. Semplicemente, troverà un equilibrio nuovo tra semplicità e bellezza.

Premiere 5 di Samsung, proiettore smart che si adatta facilmente a diversi scenari: dall’opzione smartwork al cinema in famiglia - Credits: Courtesy Press OfficePremiere 5 di Samsung, proiettore smart che si adatta facilmente a diversi scenari: dall’opzione smartwork al cinema in famiglia - Credits: Courtesy Press Office

Quali proiettori scegliere

Nel mondo dei proiettori smart, la scelta non riguarda i numeri ma il tipo di atmosfera che si vuole creare. Chi desidera un ingresso semplice e senza rischi trova nel Magcubic un alleato disarmante. I suoi proiettori riconoscibili per la sigla HY e LO, ecc. sono leggeri, economici e perfetti per le prime serate improvvisate tra coinquilini,. Un passo più avanti c’è Nebula Capsule 3, che sembra una lattina ma racchiude un sistema completo: si infila nello zaino, sale sui terrazzi piccoli e illumina la parete con naturalezza,. Per chi punta sull’estetica, il BenQ GV30 è un oggetto che arreda ancora prima di proiettare: rotondo, morbido, ideale per salotti curati o spazi creativi.

Chi cerca invece un’esperienza più intensa guarda all’XGIMI Horizon Pro 4K, che restituisce un’immagine ricca e profonda, pensata per serate lente e film che meritano attenzione. A seguire, Hisense M2 Pro ridefinisce la proiezione portatile: immagini 4K nitide con laser RGB, zoom ottico reale e installazione automatica su pareti non perfette. Audio Dolby coinvolgente e smart OS integrato. Compatto ma potente.

C’è poi il LG CineBeam Q, un cubo elegante che si inserisce con timidezza negli ambienti minimalisti, ideale per terrazze curate e studi luminosi. Per trasformare il salotto in una sala cinematografica, il Samsung The Premiere 5 usa il tiro ultra-corto per aprire uno schermo enorme quasi senza spazio. Lasciamo per ultimo un brand che negli anni ha creato questo nuovo segmento dell’entertainment. Oggi propone il nuovo XGIMI MoGo 4 Laser offre portabilità e colori vividi grazie alla tecnologia laser: perfetto per chi si sposta spesso tra case, cortili e piccoli rooftop.

In fondo la scelta è semplice: basta capire che tipo di serata si vuole raccontare, perché un proiettore — piccolo o grande che sia — non illumina solo un muro, ma anche il modo in cui si sta insieme.

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