Di Marta Perego
L’11 gennaio il Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills ospiterà i Golden Globes 2026, primo grande evento cinematografico dell’anno che dà ufficialmente il via alla stagione dei premi. A condurre sarà, per il secondo anno consecutivo, la comica Nikki Glaser, riconfermata dopo il buon riscontro della scorsa edizione.
I Golden Globes sono assegnati ogni anno dalla Hollywood Foreign Press Association (HFPA) e premiano sia il cinema che la televisione, includendo titoli americani e internazionali. A differenza degli Oscar, che si concentrano esclusivamente sul cinema, i Globes offrono uno sguardo più ampio, distinguendo tra opere drammatiche e commedie o musical, anticipando spesso tendenze e nomi destinati a emergere nei mesi successivi.
Quella del 2026 si preannuncia come un’edizione particolarmente affollata e combattuta, con un equilibrio interessante tra cinema d’autore, produzioni europee e serie tv, sempre più centrali nel racconto culturale contemporaneo.
In testa alle nomination c’è Una battaglia dopo l’altra, il nuovo film di Paul Thomas Anderson, con protagonista un irresistibile Leonardo Di Caprio, che ha convinto critica e pubblico, con ben nove candidature. Il racconto, tra politica e ironia, segue la storia di Bob, ex rivoluzionario isolato e paranoico, costretto a confrontarsi con un passato mai risolto quando la figlia scompare.
Con otto candidature, lo segue da vicino Sentimental Value di Joachim Trier, già premiato a Cannes e ora in corsa anche per l’Oscar internazionale. Subito dopo troviamo I peccatori (sette nomination), Hamnet di Chloé Zhao (sei) e Frankenstein (cinque), per una top five che riflette la varietà di stili e provenienze del cinema di quest’anno.
Tra i titoli più discussi di questa edizione spicca Sentimental Value, il nuovo film del regista norvegese Joachim Trier, che conquista otto nomination ai Golden Globes e si inserisce con forza anche nella corsa agli Oscar.
La storia segue Nora e Agnes, due sorelle dal legame fragile, il cui equilibrio viene sconvolto dal ritorno del padre Gustav, regista carismatico ma distante. Un rientro che riapre ferite antiche, mettendo in discussione identità, affetti e ruoli familiari.
Dopo il Gran Prix a Cannes e una lunga serie di riconoscimenti internazionali, Sentimental Value si conferma come uno dei titoli più rilevanti dell’anno. Il suo arrivo nelle sale italiane è previsto per il 22 gennaio.
Tra i sei candidati alla Miglior Regia, Chloé Zhao è l’unica regista donna. Dopo il successo di Nomadland, premiato nel 2021, è di nuovo al centro con Hamnet, rilettura intima e silenziosa del lutto di Shakespeare, raccontato dal punto di vista della moglie. In corsa ci sono poi Ryan Coogler (I peccatori) e Guillermo del Toro (Frankenstein) che offrono due visioni opposte: una ancorata all’America contemporanea, l’altra immersa nel gotico. Joachim Trier, in gara con Sentimental Value, lavora su toni sommessi e dinamiche familiari complesse.
Chiude la selezione Jafar Panahi, già Palma d’Oro a Cannes, con Un semplice incidente, film essenziale e diretto, arrivato dall’Iran nonostante i limiti imposti dalla censura.
Sul fronte televisivo, domina la serie tv che ha turbato il pubblico (soprattutto i genitori) sul piccolo schermo: Adolescence, con cinque nomination tra miniserie e cast. Seguono The White Lotus e Scissione (quattro nomination ciascuna), mentre The Bear, Only Murders in the Building, Black Mirror e The Studio ottengono tre candidature a testa.
Un panorama ricco, in cui la serialità si conferma una delle aree più dinamiche e innovative dell’industria, capace di attrarre autori, interpreti e attenzione critica al pari del cinema.
A far discutere sono alcune esclusioni inaspettate. Prima fra tutte Wicked: For Good, fuori dalla categoria commedia o musical nonostante il successo al box office. Sorprende anche l’assenza dell’ultima stagione di Stranger Things, arrivata al suo gran finale, e del nuovo Superman firmato James Gunn.
Deludente il bilancio per Jay Kelly di Noah Baumbach con George Clooney, così come per A House of Dynamite di Kathryn Bigelow, quasi ignorato dalla stampa internazionale.
Familia di Fabio Costabile resta fuori dalla categoria Miglior film non in lingua inglese, nonostante il buon percorso nei festival. La selezione ha privilegiato titoli internazionali come Un semplice incidente, No Other Choice, L’agente segreto, Sirat, La voce di Hind Rajab e Sentimental Value.
Le categorie interpretative, come da tradizione, sono il cuore dei Golden Globes. Tra le attrici protagoniste in un film drammatico spiccano Jessie Buckley per Hamnet, Renate Reinsve per Sentimental Value, Jennifer Lawrence per Die My Love e Julia Roberts per After the Hunt. A completare la cinquina Tessa Thompson (Hedda) ed Eva Victor (Sorry, Baby).
Nella commedia e musical, da segnalare le performance di Cynthia Erivo (Wicked: For Good), Emma Stone (Bugonia) e Amanda Seyfried (The Testament of Ann Lee), in un comparto che alterna ironia e profondità.
Tra gli attori drammatici, Oscar Isaac brilla con Frankenstein, seguito da Michael B. Jordan (I peccatori), Jeremy Allen White (Springsteen: Deliver Me From Nowhere) e Dwayne Johnson, che sorprende con una prova matura in The Smashing Machine.
In commedia e musical, spazio a Timothée Chalamet (Marty Supreme) - appena premiato ai Critics Choice Awards come Miglior Attore - Leonardo DiCaprio (Una battaglia dopo l’altra), George Clooney (Jay Kelly) ed Ethan Hawke (Blue Moon), quest’ultimo autore di una delle interpretazioni più eleganti dell’anno.
La stagione 2026 segna la consacrazione definitiva di quelle che ormai non sono più stelle nascenti, ma veri e propri astri del firmamento hollywoodiano. Jacob Elordi conquista due nomination: come miglior attore non protagonista per Frankenstein e come miglior attore in una serie limitata per La strada stretta verso il profondo Nord.
Anche Amanda Seyfried entra nel ristretto gruppo dei candidati con doppia presenza: è nominata come migliore attrice in una commedia o musical per The Testament of Ann Lee e come migliore attrice nella serie Long Bright River. Completa il quadro Paul Mescal, in corsa come miglior attore non protagonista per Hamnet.
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