Di Patrizia Piccinini
Il 17 gennaio 2026 il mondo si mette in pausa. Non per un blackout, non per un’eclissi solare: per la pizza. È la sua Giornata Mondiale. Una festa giovane, sì, ma già solida come un impasto ben idratato e lasciato riposare il tempo giusto. La data non è scelta a caso: cade nel giorno di Sant’Antonio Abate, patrono di fornai e pizzaioli, quelli che da secoli parlano fluentemente tre lingue: farina, fuoco e pazienza.
Dal 2017, quando l’Arte del Pizzaiolo Napoletano è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità (come la cucina italiana, dopotutto) la pizza ha cambiato status. Da “cosa buonissima” a cosa serissima, pur restando pop. Da cibo a gesto culturale. Da cena improvvisata a design commestibile. Perché diciamolo: la pizza è probabilmente l’oggetto più democratico mai progettato. È rotonda (niente spigoli) si divide facilmente (niente liti) funziona ovunque (anche sul divano). Non discrimina, non giudica, non chiede dress code.
Ed è proprio per questo che il mondo intero ha provato a riprodurla. La fanno ovunque. La amano tutti. La reinterpretano in mille modi, con più o meno successo. Alcune versioni sono interessanti, altre creative, altre ancora vanno affrontate con spirito zen. Ma quando si parla di pizza fatta davvero bene - equilibrio, tempi, calore, aria nell’impasto - la verità è semplice e un po’ scomoda: qui la facciamo meglio. Non per arroganza, ma per allenamento.
In Italia la pizza non è una moda: è una lingua madre. Si impara guardando, si migliora sbagliando, si rispetta senza bisogno di proclami. Non ha bisogno di effetti speciali, perché il progetto è già giusto così. Ed è forse per questo che, prima o poi, anche il design se ne innamora. Forni che sembrano sculture, tagliapizza degni di un museo, piatti studiati al millimetro. Perché quando una cosa funziona da secoli, il design non può fare altro che prendere appunti. La pizza è italiana. Il mondo può continuare a provarci. Noi, nel frattempo, accendiamo il forno.
Si parte dal cuore pulsante della pizza: il forno. E non uno qualsiasi, ma portatile e a pellet, come Ooni Fyra 12, pronto a trasformare giardini e terrazze in vere pizzerie da chef. Calore alto, pietra refrattaria, pellet in legno: ogni pizza che esce da qui ha il profumo autentico del forno a legna e lo sguardo fiero di chi sa che il fuoco è un’arte. E il bello è che lo puoi spostare ovunque: compatto, leggero e pronto a partire per l’avventura culinaria.
Per chi ama la pizza in forno, la crosta croccante è sacra. Qui entra in gioco la teglia in ghisa vetrificata Le Creuset, perfetta per distribuire il calore uniformemente e regalare quella doratura che fa dire “wow” al primo morso.
Ma prima del fuoco serve l’impasto. Qui entra in scena la planetaria Kenwood GO Collection: alta solo 30 cm, potente, con ciotola in acciaio inox da 4 litri. La macchina che trasforma farina, acqua e lievito in una base elastica e perfetta, pronta a sostenere ogni topping, anche quello più estremo.
E perché l’impasto diventi pizza perfetta, serve la magia della Pizza Gourmet in terracotta refrattaria di KnIndustrie. Accumula calore, lo rilascia piano piano e regala una cottura uniforme e croccante. In più mantiene la pizza calda a lungo, così da gustarla in tutta calma, senza correre come se fosse un delivery.
Una volta pronta, la pizza va infornata e poi sfornata, sempre con attenzione. Per questo c'è la pala Tescoma GrandCHEF. Sicura, resistente, studiata per non deformare nemmeno la più esigente delle focacce.
E poi arriva il momento del servizio: la Favorita di Bitossi Home, piatto in porcellana della collezione Bel Paese, accoglie la pizza come un piccolo trono da gourmet.
Ma prima di tuffarsi nella degustazione, c’è la parte divertente: tagliare la pizza senza fare disastri. Per questo ci sono la rotella Green Tool di Eva Solo, ergonomica per destrorsi e mancini, e il tagliapizza professionale Microplane Pro, lama in acciaio inox temperato, precisione chirurgica, zero sforzi.
E per chi vuole avere tutto a portata di mano, senza cercare utensili sparsi per la cucina, c’è il set The Essentials di Printworks: tagliapizza e spatola in acciaio inox, confezionati in una scatola a forma di libro, elegante e ironica, con la lista delle pizze più celebri, perfetta anche come regalo per gli amici appassionati.
Infine, il tocco da chef a tavola: l’olio d’oliva non è più solo condimento, ma oggetto di design con il piccolo capolavoro Fior d’Olio di Alessi, vetro verde e tappo dosatore in acciaio inox e resina. Dosi l’olio con precisione, lo proteggi dall’ossidazione e aggiungi un dettaglio elegante che parla chiaro: qui si fa pizza sul serio, e con stile.
Ecco il bello della pizza italiana: tra fuoco, impasto, strumenti intelligenti e piccoli dettagli di design, ogni pezzo racconta un mondo. Globale sì, ma con il cuore e il sapore del Made in Italy.
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