Scopri Infinity+
Corporate
lifestyle10 febbraio 2026

Perché Gibellina è diventata la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea

Con il progetto Portami il futuro, la città del Belice apre il suo anno speciale nel 2026. Dalla ricostruzione post-terremoto al rilancio internazionale la sfida è chiara: trasformare un’utopia da monumento in organismo vivente. Così la cittadina siciliana diventa un simbolo assoluto di resilienza
Condividi:

Di Patrizia Piccinini

Montagna di Sale, Mimmo Paladino - Courtesy Press Office Montagna di Sale, Mimmo Paladino - Courtesy Press Office

Le celebrazioni inaugurali di inizio anno sono ormai alle spalle. Tra le strade dilatate di Gibellina, però, il cambiamento è appena cominciato. Archiviata l’emozione dell’anniversario del disastroso terremoto che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 rase al suolo la città e diversi centri della Valle del Belìce, la prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea entra nel tempo lungo del suo anno speciale. Portami il futuro, sotto la direzione artistica di Andrea Cusumano, oggi suona meno come una promessa e più come una responsabilità. Quella di smettere di essere una “cattedrale nel deserto” e diventare, finalmente, una città abitata.

Aratro, Alberto Pomodoro - Courtesy Press OfficeAratro, Alberto Pomodoro - Courtesy Press Office

Una storia nata dalle macerie

Per capire cosa sta accadendo oggi bisogna tornare a quella notte tra il 14 e il 15 gennaio di 58 anni fa. Il sisma del Belice non distrusse solo edifici. Cancellò una civiltà contadina, i suoi ritmi, le sue geografie intime. Ed è in quel vuoto che è emersa la visione di Ludovico Corrao. Sindaco, intellettuale, figura radicale. Rifiutò una ricostruzione fatta di prefabbricati e rassegnazione. La sua chiamata fu netta: ricostruire con l’arte. Risposero alcuni tra i protagonisti più significativi del Novecento - Alberto Burri, Pietro Consagra, Ludovico Quaroni, Renato Guttuso - dando forma a un esperimento senza precedenti.

Gibellina Nuova non rinacque sulle macerie, ma diciotto chilometri più a valle. Una città pensata come una “Città del Sole” contemporanea, dove l’avanguardia avrebbe dovuto entrare nella vita quotidiana. Poco distante, intanto, restava il silenzio assoluto del Grande Cretto di Burri. Quella colata di cemento bianco che sigilla le rovine della città vecchia è ancora oggi la vera bussola di Gibellina. Un’opera d’arte che non consola, ma ricorda. Perché ogni utopia, se vuole reggere, deve restare ancorata al dolore che l’ha generata.

Grande Cretto di Burri - Courtesy Press OfficeGrande Cretto di Burri - Courtesy Press Office

Camminando oggi per Gibellina si percepiscono insieme la potenza e la vulnerabilità di quell’idea. Il progetto urbanistico di Ludovico Quaroni, con la sua pianta a farfalla, tentava di dare una grammatica razionale al trauma. Di trasformare una ferita in forma. Ma l’architettura visionaria ha chiesto il suo prezzo. Piazze smisurate, quasi metafisiche, spesso rimaste senza corpi. Edifici iconici ma fragili, come la Chiesa Madre, la cui sfera monumentale è diventata nel tempo il simbolo di una bellezza difficile da mantenere. Più pensata che vissuta.

Chiesa Madre, Ludovico Quaroni - Courtesy Press OfficeChiesa Madre, Ludovico Quaroni - Courtesy Press Office

2026. Il riscatto dei luoghi

Il programma in corso interviene proprio su questo nodo: ricucire la distanza tra le architetture-manifesto e la vita quotidiana. Non con nuove icone, ma riattivando ciò che già esiste. La riapertura della Ex Chiesa di Gesù e Maria segna uno dei passaggi più significativi. Progettato da Nanda Vigo - che negli Anni 70 aveva introdotto luce, vetro e neon nella severità del cemento - oggi lo spazio non è più solo un luogo simbolico. È un ambiente condiviso. Attraversato da residenze artistiche, pratiche collettive, presenze. Artisti come Flavio Favelli e Lucia Veronesi lavorano qui a contatto diretto con la comunità, riportando l’arte a una dimensione di prossimità. Anche il Teatro di Pietro Consagra, rimasto per oltre quarant’anni un’incompiuta dolorosa al centro della città, ha trovato una nuova voce.

Ex Chiesa di Gesù e Maria di Nanda Vigo - Courtesy Press Office Ex Chiesa di Gesù e Maria di Nanda Vigo - Courtesy Press Office

L’arte al centro

Il 2026 non si esaurisce entro i confini di Gibellina. Il programma si irradia verso i comuni della Valle del Belice e del Libero Consorzio di Trapani, trasformando il territorio in un sistema espositivo diffuso. Qui l’arte è un grimaldello per interpretare il presente. Lo sanno bene gli studenti di Gibellina e Salemi che, nel ruolo di guide, diventano narratori attivi di questo patrimonio. Ricuciono il legame tra le nuove generazioni e le tracce dell’avanguardia. Il palinsesto è un incrocio di geografie e linguaggi. Il Teatro di Consagra rivive grazie ai video di Masbedo e Adrian Paci. Le ferite del terremoto trovano un nuovo interlocutore nel camouflage dell’artista cinese Liu Bolin.

Stella di Pietro Consagra - Courtesy Press Office Stella di Pietro Consagra - Courtesy Press Office

Il Circle of Life dell’inglese Richard Long torna finalmente a dialogare con il paesaggio siciliano. C’è spazio anche per le radici - con il focus sugli artisti dell’isola della collezione Galvagno e i drappi processionali dei Prìsenti - e per lo sguardo globale della mostra Domestic Displacement. Da Mona Hatoum a William Kentridge, quattordici artisti internazionali riflettono sullo spostamento. Un tema che a Gibellina, città nata altrove, risuona con una forza bruciante. Dalle visioni satellitari di Mediterranea ai reportage ghanesi di Gibellina Photoroad, fino al ritorno della grande stagione delle donne - Carla Accardi, Letizia Battaglia, Nanda Vigo - il 2026 si configura come un atlante di resistenze culturali. Non più un caso di studio. Una comunità che si riappropria del proprio spazio, usando le mappe di Alessandro Isastia e i disegni di Marzia Migliora per non perdersi più tra le proprie rovine.

Sistema delle Piazze, Franco Purini Laura Thermes - Courtesy Press OfficeSistema delle Piazze, Franco Purini Laura Thermes - Courtesy Press Office

Contenuti consigliati