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FASHION14 ottobre 2026

Come vestirsi per le cerimonie e le occasioni speciali di questa stagione? Le ispirazioni dalla sfilata Emé Occasionwear Autunno/Inverno 2026

Il brand sceglie Roma per presentare la sua collezione e suggella il legame con la Città Eterna in una cornice da sogno
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Di Giulia Pacella

Courtesy Press Office
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Appuntamento nella Città Eterna. In un ottobre ancora assolato e dal cielo cristallino è andato in scena il fashion show Emé Occasionwear Autunno/Inverno 2026. Il brand ha scelto Roma e le terme di Diocleziano per presentare nel pomeriggio del 13 ottobre 2026 la sua collezione con una sfilata evento. Trenta look pensati dalla direttrice creativa Silvia Falconi per le occasioni speciali, in una chiave che avvicina sempre di più l’idea di cerimonia tout-court alle tante occasioni della vita di una donna e alle situazioni quotidiane che hanno bisogno di essere vissute con una dose di stile extra-ordinario. Per la serie: le cerimonie oltre la classica cerimonia.

Abiti per occasioni quotidiane ma speciali

Dalla laurea a una cena importante, da un convegno fino alle prossime serate holiday, il brand distilla una serie di proposte che rispondono a una domanda molto specifica: come vestirsi per le cerimonie d’autunno e le occasioni dei prossimi mesi? Cosa significa indossare un abito speciale e come farlo diventare parte del proprio guardaroba in maniera autentica?

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Silvia Falconi è partita da queste riflessioni e dalla convinzione che quando si vestono “le donne vogliono sentirsi un po' speciali” per sviluppare una collezione che celebra la bellezza dell’imperfezione e la poliedricità femminile, emancipata dalla rigidità e dal rigore di certe regole. Il Wabi-sabi è la chiave di lettura con cui dare vita a una visione personale dello stile e diventa un invito ad abbracciare il desiderio di esprimere se stesse attraverso un dressing-up che non sia necessariamente perfetto, quanto piuttosto veritiero e coerente con la propria identità. Un vestire per le occasioni che si fa disinvolto e ricercato allo stesso tempo.

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Sotto il magnifico porticato del Chiostro di Michelangelo sfilano mise che giocano con gli opposti: “Abbiamo introdotto un desiderio di evasione, senza perdere il legame con il nostro heritage. Ancora una volta - racconta Silvia Falconi - i contrasti si armonizzano: maschile e femminile, struttura e fluidità, volumi importanti e leggerezza. Tessuti opachi e paillettes luminose convivono nelle silhouette, mentre le linee oversize si alternano a forme più

avvolgenti e sensuali, in un equilibrio tra forza e delicatezza”. La palette è notturna, sofisticata, squisitamente autunnale: accanto al nero, sfilano il burgundy, il marrone scuro, l’ottanio.

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Ecco allora che il cappotto nero nero da giorno si “squama” di paillettes tono su tono e si porta con la cintura in cuoio stretta in vita e i mocassini bassi; la gonna longuette ricamata si abbina al cardigan a coste dal sapore daily da cui sbuca un reggiseno gioiello; il completo spezzato da ufficio si illumina con tessuti gessati attraversati da fili lamé. La collezione è ricca di manualità tra ricami, pizzi e dettagli preziosi. “Tutto il nostro heritage del mondo sposa è stato portato anche nella parte occasionwear” sottolinea la direttrice creativa.

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Il corsetto ne è l’emblema: rimane protagonista, ma a differenza del bustino da cerimonia - con le tipiche costruzioni rigide e scultoree - qui si snellisce, si fa più leggero e diventa parte dello styling - con layering sulle giacche - o terzo pezzo di tailleur dal tocco mannish; è in versione lace dress, in similpelle o check. A dare un ulteriore shake all’intera collezione Emé Occasionwear Autunno/Inverno 2026 ci pensa poi l’approccio materico: tessuti sartoriali maschili intarsiati di luce si mescolano con pizzi, velluti lucenti, maglla a coste lamé e paillettes effervescenti, mentre il bianco assoluto delle camicie con maniche arricciate da lacci a coulisse punteggia il ritmo della narrazione in passerella. Fino ad arrivare alle proposte più glam e soirée: longdress sparkling pronti a illuminare la stagione delle feste, che è già dietro l’angolo.

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Intanto per il brand Roma si conferma la città più importante anche a livello di business: qui il marchio ha ben 3 negozi e il numero più alto di clienti, che scelgono Emé soprattutto per occasioni come le lauree. Questa sfilata ha rappresentato dunque anche l’omaggio con cui Emé ha celebrato il suo rapporto con la Città Eterna, a cominciare dalla location che - come ricorda Silvia Falconi - “rappresenta perfettamente l’idea di questa collezione e il concetto di Wabi-sabi: è il perfetto nell’imperfetto”. The cherry on top: per l’occasione Emé ha deciso di contribuire alla valorizzazione del Museo Nazionale Romano con una sponsorizzazione tecnica che prevede il restauro entro il 2027 del grande plastico di inizio Novecento delle Terme di Diocleziano. Un cerchio che si chiude e un esempio virtuoso di una moda che mentre fa vestiti, riaccende i riflettori su luoghi di grande significato storico e culturale, mettendosi a servizio dell’arte e della cultura, facendo del mecenatismo e della tutela del patrimonio un asset sempre più rilevante, capace di fare la differenza.

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