Di Giuditta Avellina
La finale femminile degli Australian Open che si gioca sabato 31 gennaio alla Rod Laver Arena di Melbourne è una di quelle partite che arrivano con un peso già scritto addosso: la numero 1 al mondo Aryna Sabalenka contro la testa di serie numero 5 Elena Rybakina, entrambe al termine di un percorso dominato dal controllo. Sabalenka ci arriva per la quarta finale consecutiva a Melbourne, dopo aver superato Elina Svitolina in semifinale, e con un dato che racconta quanto sia diventata “casa sua” questa superficie: è l’ottava finale Slam della carriera e anche stavolta non ha lasciato per strada nemmeno un set, come le era già successo nel 2023 e nel 2024, quando poi ha alzato la Daphne Akhurst Memorial Cup.
Rybakina risponde con lo stesso biglietto da visita: zero set persi nel torneo e un cammino solidissimo, chiuso con una semifinale durissima contro Jessica Pegula, vinta 6-3 7-6 (7) dopo un secondo set ad altissima tensione, tra match point mancati e un tiebreak risolto sul filo. In campo, però, il modo di comandare è diverso: Sabalenka spinge per accorciare e travolgere, Rybakina tiene la linea, alza la precisione e costringe a giocare un colpo in più. E c’è anche una sfida parallela, quella di stile. Nike (e l’aura Gucci) per Sabalenka, Yonex per Rybakina: due estetiche opposte che raccontano la stessa rivalità, tra potenza e controllo.
Sabalenka in campo non passa inosservata: il suo tennis è pressione pura e il look la segue. Il kit Nike degli Australian Open 2026 è stato raccontato come un omaggio a Serena Williams e Maria Sharapova, due riferimenti che spostano la divisa dal semplice completo da torneo al territorio dell’heritage aggiornato. La palette è calda e pop — rosa, pesca e nero — con linee ondulate quasi “sorbetto” e un effetto volutamente estivo, pensato per Melbourne e per una numero uno che vive benissimo sotto i riflettori. È un look beach-glam che funziona perché amplifica il messaggio: Sabalenka entra per dominare, anche visivamente.
E fuori dal campo il salto è ufficiale: Sabalenka è stata presentata come nuova ambassador Gucci, rendendo esplicito il collegamento tra sport e lusso e fissando il suo status oltre la classifica.
Rybakina agli Australian Open 2026 gioca in Yonex e il suo look è la traduzione perfetta del suo tennis: essenziale e tecnico. Nel torneo è stata documentata in total white - visiera bianca, top bianco e gonna bianca - una scelta pulita e quasi “glaciale” che amplifica la sua cifra di precisione e controllo. In parallelo, sono state rilanciate sui social anche immagini del kit Yonex Melbourne Collection per l’Australian Open 2026 in variante blu, sempre nella stessa grammatica minimal-tech: pochi segni, massima resa visiva. È uno stile che non vuole rubare attenzione: la incanala sul gesto. Ed è proprio qui che si crea il contrasto con Sabalenka: se Aryna è potenza e presenza, un tennis che entra in campo per dominare anche con l’impatto, Rybakina è l’opposto complementare che gioca con freddezza ed efficienza da campionessa che non alza il volume, ma lo abbassa fino a controllare tutto.
Questa non sarà solo una finale: sarà un confronto tra due identità complete. Sabalenka è forza dichiarata - in gioco e in immagine - Rybakina è controllo puro.
E poi la scelta delle divise: la differenza non è nel colore, è nel piglio. E in un match così, chi impone il proprio modo di stare in campo si prenderà tutto.
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