Di Claudia Ricifari
Harry Styles sta per tornare. Dopo un’attesa lunga quattro anni e una serie di indizi disseminati minuziosamente nelle ultime settimane, il cantante ha annunciato l’uscita del suo nuovo album per il 6 marzo. Il titolo è Kiss All the Time. Disco, Occasionally, quarto lavoro discografico che arriva dopo il successo planetario di Harry’s House, datato 2022.
Un totale di 12 tracce la cui produzione è affidata ancora una volta a Kid Harpoon, amico e collaboratore storico dell’ex One Direction. Poche informazioni che, però, dovrebbero essere garanzia di continuità, perlomeno in fatto di sonorità.
L’annuncio del ritorno di Harry Styles è stato accolto con ovazione (social) un po’ ovunque, mettendo fine a una serie di indiscrezioni che si inseguivano da qualche settimana.
E intanto, è bastato un dettaglio fashion a renderlo – nuovamente – icona.
Nelle settimane precedenti l’annuncio dell’uscita del nuovo album, la Harry Styles mania era già partita. Merito (o colpa, a seconda che si sia fan o meno) di una serie di briciole che poi si sarebbero rivelate indizi.
Il primo segnale era arrivato con un video pubblicato il 27 dicembre sul suo canale YouTube. Una sorta di “dove eravamo rimasti”: un estratto del live del suo ultimo concerto di ormai due anni fa all’Arena Campovolo di Reggio Emilia di fronte a 100mila persone. Poi sono uscite indiscrezioni riguardo la prenotazione del Madison Square Garden di New York per un numero significativo di residency.
Qualche giorno dopo, iniziano a comparire nelle principali stazioni e città, italiane e non solo, alcuni billboard che ritraevano proprio la folla di Campovolo con sopra la scritta We Belong Together. Infine, un messaggio vocale inviato al gruppo WhatsApp ufficiale dedicato ai fan: un audio in cui Harry Styles canta, quasi sussurrando, “we belong together”.
La copertina del disco vede sullo sfondo un campo probabilmente all’alba, mentre in primo piano ci sono una palla stroboscopica da discoteca e Harry Styles che inforca un paio di occhiali da sole. Ad attrarre i fan, però, è stata la t-shirt indossata dal cantante. Un modello lavorato a maglia in blu con la scritta rossa che riporta il titolo del disco.
Tanto è bastato per far partire una caccia alla maglietta ovunque, salvo scoprire che si tratta di un modello realizzato ad hoc per Styles e la cover dell’album.
A realizzarla Patrick Carroll, aspirante scrittore che si è dato all’hobby della maglia durante la pandemia, per combattere la solitudine dopo la morte del padre e l’inizio del lockdown. Al The New York Times ha raccontato di aver iniziato a pubblicare le sue creazioni sui social, dove è stato notato da Jonathan Anderson che gli ha commissionato dei modelli per il suo brand.
Non sappiamo se sia stato Harry Styles in persona a notarlo o se la richiesta di una maglietta ad hoc sia arrivata invece dal suo fidato stylist Harry Lambert. Di certo c’è che il look ha colpito nel segno.
La scelta del cantante di chiudere la sua tournée di due anni a Campovolo non è stata casuale, ma frutto di un amore per l’Italia che va avanti da un po’. Merito anche del suo rapporto con Alessandro Michele, conosciuto ai tempi della direzione creativa di Gucci, con cui ha instaurato un’amicizia che prosegue anche ora che il designer dirige Valentino e con il quale è stato spesso visto in giro per Roma.
L’Italia è il luogo che Harry Styles ha scelto infatti come rifugio. A Civita di Bagnoregio ha acquistato una casa e in questi ultimi due anni è stato immortalato spesso per le vie della capitale, tra una spesa al mercato rionale e una passeggiata insieme alla nuova compagna Zoe Kravitz.
Harry Styles piace perché dà l’idea di essere autentico e vicino alla gente pur appartenendo allo star system e distinguendosi per delle scelte di stile spesso discusse. Un concetto che sembra solo in apparenza contraddittorio. Il fatto di aver indossato per i suoi live o le apparizioni pubbliche abiti generalmente riconducibili a uno stile femminile (boa di piume, maxi fiori, canotte e tute in glitter o paillettes) gli ha attirato diverse critiche, ma è stato interpretato anche come un modo libero di vivere la moda e il proprio modo di esprimersi.
In un dialogo con Timothée Chalamet, altra star del momento altrettanto amata per il suo stile (come dimostra l’hype intorno all’uscita di Marty Supreme, il suo ultimo film), Harry aveva dichiarato: “Penso che ci sia così tanta mascolinità nell’essere vulnerabili e nel permettersi di essere femminili, e mi sento molto a mio agio a farlo. Hai tutti questi preconcetti di cosa significhi essere mascolino, ma man mano che cresci e sperimenti di più il mondo, ti senti più a tuo agio con chi sei”.