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Fashion09 marzo 2026

Paris Fashion Week FW26-27, da Gaultier l'abbraccio tra Lantink e il fondatore

Nel weekend dei defilé parigini sfilano le divinità notturne di Hermès, i chiaroscuri di Balenciaga e i contrasti metropolitani di Jean Paul Gaultier
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Di Valeria Boraldi

Dalla sfilata di Hermès FW26-27 - Credits: launchmetrics.com/Spotlight
Dalla sfilata di Hermès FW26-27 - Credits: launchmetrics.com/Spotlight

Il lungo mese della moda è alle sue battute finali. Nel weekend della Paris Fashion Week FW26-27 che chiude le settimane dedicate alle sfilate di prêt-à-porter, vanno in scena il chiaro di luna di Hermès, l'ispirazione rinascimentale di Balenciaga e l'omaggio ai dettami stilistici di Jean Paul Gaultier.

Le creature notturne di Hermès

È la notte che porta consiglio, quella che protegge i nostri sogni - fatta di calma e attese ed in cui ci si può lasciar andare a pensieri senza interferenze esterne - che crea l’atmosfera dentro cui si muove e sfila la collezione Autunno/Inverno 2026-2027 di Hermès. La donna disegnata dalla direttrice creativa Nadège Vanhee avanza sicura di sé, come una moderna divinità notturna che domina uno spazio sospeso, attraverso un’attitude rigorosa, raffinata e controllata. Una nuova versione di colei che, nella mitologia greca, era la Dea dell’oscurità, dei morti e della luna - Ecate - va in scena alla Garde Républicaine di Parigi, tra silhouette asciutte e linee allungate. Mises che - nella loro eleganza - profumano di mondo equestre, rispettando i dettami stilistici della maison francese, prendono forma da creazioni che diventano armature in cui rifugiarsi, per affrontare in modo sicuro l’incertezza della contemporaneità, anche grazie ad un pizzico di estetica biker dall’allure futuristica.

La materia dà vita a capi in cui la pelle morbida è protagonista - catturando la luce e rendendola parte integrante della struttura artistica - sviluppandosi in mini-giacche dalle mille tasche, trench portati con nonchalance anche aperti e di sbieco, pencil skirt al ginocchio in cui le cerniere si aprono o chiudono in spacchi più o meno audaci o tute che diventano quasi una seconda pelle. A questa si uniscono, ad esempio, il mohair o la maglia double-face, in mix in cui texture di diverso peso e consistenza vivono in una delicata soluzione di continuità o in giochi di layering che donano ai look una sensazione di compattezza. Tra lunghi cappotti, blazer doppiopetto, giacche a trapezio, pantaloni jodhpur e cappe sui cui si stagliano le geometrie iconiche dei carré Perspective di A.M. Cassandre - che rendono tridimensionali le superfici dei tessuti - va in scena una donna in cui sensualità e controllo si sposano in un duo perfetto e indissolubile. Pantaloncini in jersey si accompagnano a stivali cruissard e miniabiti riportano fantasie moderne, muovendosi in una palette calda che tocca il nero ed il burgundy, ma che cavalca - tra tutti - anche sulle rive delle nuances vivaci come il giallo, il cognac, il verde o l’azzurro, portando nella notte bagliori di luce.

Alcune mises dalla collezione FW26-27 di Hermès - Credits: launchmetrics.com/Spotlight
Alcune mises dalla collezione FW26-27 di Hermès - Credits: launchmetrics.com/Spotlight

Balenciaga: tra luci e ombre, sfila il Rinascimento

Un background sonoro che tocca punti di solennità e delicatezza accompagna le creazioni della collezione Autunno/Inverno 2026-2027 di Balenciaga by Pier Paolo Piccioli. Il direttore creativo - per la sua seconda volta in passerella come volto “dello stile” del brand francese - sceglie di voltarsi indietro, facendoci immergere nell’arte e nel gioco di luci e ombre che ne fa parte, attingendo alle alternanze di chiari e scuri tipica del Rinascimento. In passerella, gli opposti si attraggono e dialogano tra capi più strutturati e quelli più leggeri, in un gioco che - muovendosi passo dopo passo - si divide tra nuances che sposano sia l’oscurità che tonalità vivaci. Ecco che, così, Piccioli utilizza materiali in grado di catturare la luce e rifletterla, puntando a catalizzare lo sguardo con la grazia della pelle morbida - pronta ad abbracciare il corpo insieme a soffici fili di cashmere - o a far brillare le creazioni grazie ai riflessi dei raggi luminosi che conquistano distese di seta o paillettes dall’allure sofisticata, per silhouette splendenti come un cielo stellato.

Come l’epoca rinascimentale poneva al centro dell’universo la figura umana, Pier Paolo Piccioli mette al centro del suo mondo il corpo, che contribuisce - insieme ai capi - a dare vita a vere e proprie figure architettoniche. Dai cappucci e colletti che incorniciano il viso, alle scollature dai diversi gradi di profondità, fino ai drappeggi classici che strizzano l’occhio a pepli romani e alle aree del corpo che diventano visibili grazie a tagli originali: da Balenciaga il passaggio dall’abbigliamento sportivo a quello da sera è graduale e disinvolto. Compagna di viaggio è la palette colori intensa, che sposa le nuances scure come il nero passe-partout e il grigio, ma anche quelle eteree come il bianco e quelle calde come il beige, insieme a tonalità frizzanti e vivaci come l’arancione o il fucsia. Va così in scena una narrazione che scrive e descrive tutti i lati dell’essere umano, da quelli più belli, positivi e luminosi - che ci mostrano al mondo come siamo - a quelli più ombrosi, celati e misteriosi, che - proprio grazie alla loro esistenza - ci rendono reali, quasi come un dipinto rinascimentale di Leonardo da Vinci o Johannes Vermeer.

Look dalla collezione di Balenciaga FW26-27- Credits: launchmetrics.com/Spotlight
Look dalla collezione di Balenciaga FW26-27- Credits: launchmetrics.com/Spotlight

Da Jean Paul Gaultier, la moda che fu sposa lo spirito metropolitano

Si muove tra i binari della citazione e della riproposizione l’estro di Duran Lantink, per dare vita alla collezione Autunno/Inverno 2026-2027 di Jean Paul Gaultier. L’omaggio al lavoro artistico del fondatore - che era seduto in prima fila ad assistere allo show - è evidente ed il direttore creativo della maison - alla sua seconda collezione per il brand - lo concretizza attingendo a quel mondo di contrasti che tende alla trasformazione ed è intriso di ironia, caratteristica della casa di moda fin dagli albori. Come? Unendo e avvicinando figure antitetiche che, solo a guardarle, sembrano giungere da mondi estremamente distanti tra loro, quasi opposti, ma che esistono anche grazie a una caratteristica comune, lo spirito metropolitano.

Nelle grandi città, quelle dall’animo cosmopolita, si incontrano e convivono le personalità e le estetiche più diverse. Tra silhouette che ripropongono - in maniera romantica ed elegante - lo stile dei cowboy e mises che sembrano non vedere l’ora di scendere le piste da sci più elitarie - sfoggiando pattern invernali dall’effetto caleidoscopico su cui fa capolino biancheria intima ton-sur-ton - Lantink esalta la moda che fu e la usa per dare vita a figure magnetiche, che sembrano uscite da film in cui i copioni descrivono personaggi ultra-driven. Il look da manager, che non può rinunciare al completo nero con camicia bianca, guarda serioso agli abiti dai volumi architettonici bombati e definiti, in cui i drappeggi strizzano l’occhio all’antica Grecia, mentre su manichini semivestiti si animano giochi di tagli e sovrapposizioni grazie ad effetti tromp l’oeil. La palette colori incontra il nero e il bianco, unisce queste nuances al beige e al giallo, tocca il rosso ed anche il burgundy e non rinuncia al bianco. Un risultato che segna l'incontro tra il passato e il presente del marchio, sancito dall'abbraccio tra Jean Paul Gaultier e il suo successore al termine della sfilata, a favore di pubblico e di telecamere.

Alcuni outfit dalla sfilata FW26-27 di Jean Paul Gaultier - Credits: launchmetrics.com/Spotlight
Alcuni outfit dalla sfilata FW26-27 di Jean Paul Gaultier - Credits: launchmetrics.com/Spotlight

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