C’è una voce potente che con il suo fascino magnetico e la sua storia così particolare, nonostante la sua giovane età, ha conquistato prima la Gen Z e poi il mondo intero.
Alex Consani, 22 anni, è la prima modella transgender ad essersi aggiudicata il titolo di Model of The Year, nel dicembre 2024. Oggi, con il suo spirito vivace e spesso irriverente, sta rivoluzionando il fashion business e non solo, tra attivismo, social media e divertentissimi “subway dance”.
Nata il 23 luglio 2003 a Petaluma, California, Alex Monette Consani – americana di origini italiane, inglesi e tedesche – a 8 anni, grazie al supporto dei genitori, ha intrapreso una terapia ormonale che le ha consentito di diventare un’altra Alex.
Nel mondo della moda da quando ne aveva 12 - quando firma con l’agenzia Slay Model Management, diventando la più giovane modella transgender della storia - deve il suo successo al pubblico di TikTok.
Con lo pseudonimo di @captincroook e a colpi di video comici, creativi, caotici e danzanti, tra il 2020 e il 2023 è riuscita a scalare la prestigiosa classifica Top Creators Fashion 50 di Forbes. Da quel momento, il passo per il debutto in passerella per Alex è stato breve.
Tom Ford, Versace, Alexander McQueen, Chanel, Roberto Cavalli e addirittura Victoria’s Secret: Alex Consani trascende i canoni della bellezza tradizionale e con la sua falcata in passerella compie un passo importantissimo per la comunità LGBTQ+ davanti a cui la GenZ – generazione tra le più attente ai diritti civili e sociali - non può essere indifferente.
Alex non è solo una modella: è un’icona che ha saputo fondere social media, moda e attivismo. Ambasciatrice di una bellezza libera, queer e trasgressiva, quotidianamente rende omaggio alle pioniere trans e black della moda come Connie Fleming, protagonista di questa edizione del mitico Calendario Pirelli.
Il suo look distintivo, caratterizzato da capelli e un sopracciglio decolorati, eyeliner netto, e la sua presenza magnetica l’hanno trasformata nella più richiesta “fashion’s new it girl”.
Una testimonianza potente di come visibilità e autenticità possano davvero rompere barriere e portare temi delicati davanti a platee globali, catturando l'attenzione non solo del pubblico più giovane, ma anche dei media e della politica.