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living17 febbraio 2026

Carnevale, ma d’autore: i dolci imperdibili riletti dagli chef

Chiacchiere, castagnole, frittelle e ravioli dolci tra memoria e innovazione: quando la tradizione incontra la firma dei grandi maestri della pasticceria italiana
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Di Barbara Giglioli

ChiacchiereChiacchiere

C’è un momento dell’anno in cui la frittura diventa rito collettivo e lo zucchero a velo si posa come una maschera leggera sulle tavole di tutta Italia. Il Carnevale diventa terreno fertile per la creatività dei pasticceri, che negli ultimi anni hanno scelto di reinterpretare i grandi classici con tecnica ed eleganza. Il risultato? Dolci che parlano un linguaggio contemporaneo senza rinunciare ai sapori di sempre.

La leggerezza delle chiacchiere dei grandi pasticceri

Le chiacchiere, note anche come frappe, bugie o cenci a seconda delle regioni, sono il simbolo croccante del Carnevale. Iginio Massari le propone ogni anno in una versione sottilissima e friabile, con impasti a lungo riposo e cottura controllata, per garantire leggerezza e bolle regolari. La sua cifra è la precisione tecnica, dallo zucchero a velo impalpabile alla sfoglia elastica.

Iginio Massari, Chiacchiere - Credits: Courtesy Press Office
Iginio Massari, Chiacchiere - Credits: Courtesy Press Office

Anche Sal De Riso, maestro della pasticceria campana, interpreta le chiacchiere con profumi agrumati, tra limone e arancia della Costiera. In alcune proposte contemporanee, questi dolci diventano persino base per dessert al piatto, accompagnati da creme leggere o mousse al cioccolato.

Sal De Riso, Chiacchiere - Credits: Courtesy Press OfficeSal De Riso, Chiacchiere - Credits: Courtesy Press Office

Le castagnole nella versione gourmand

Piccole, rotonde, irresistibili: le castagnole tradizionali vengono fritte e passate nello zucchero semolato, ma nella pasticceria d’autore si trasformano in bocconi raffinati. Loretta Fanella, pastry chef riconosciuta nel panorama italiano, propone una sua interpretazione delle castagnole di Carnevale: soffici e leggere, con frittura asciutta e profumo equilibrato. Pur mantenendo i sapori autentici, la tecnica resta impeccabile, dimostrando come i grandi classici possano essere attuali senza perdere il legame con la memoria dolciaria della festa.

Loretta Fanella Chiacchiere e Castagnole - Credits: Courtesy Press OfficeLoretta Fanella Chiacchiere e Castagnole - Credits: Courtesy Press Office

L’eleganza e la tradizione delle frittelle veneziane

Tra i protagonisti del Carnevale in pasticceria ci sono i tortelli di Ernst Knam: soffici, dorati, realizzati con impasto di pasta choux e fritti fino a risultare ariosi. Proposti nella versione classica con farciture cremose che non eccedono in dolcezza, raccontano una visione precisa: cottura asciutta, equilibrio netto, tecnica rigorosa.

Tortelli di Ernst Knam - Credits: Courtesy Press OfficeTortelli di Ernst Knam - Credits: Courtesy Press Office

Diversa ma altrettanto raffinata è la proposta di Luigi Biasetto, che per il 2026 sceglie il metodo bignè per le sue frittelle perfettamente sferiche, vuote all’interno e pensate per accogliere farciture generose. Sedici varianti spaziano dalle classiche con uvetta e pinoli a crema e zabaione, fino alle novità al cioccolato e alla crema della nonna. Tradizione veneziana e precisione contemporanea, senza compromessi.

Frittelle di Luigi Biasetto - Credits: Courtesy Press OfficeFrittelle di Luigi Biasetto - Credits: Courtesy Press Office

C’è qualcosa di magico nel Carnevale: dolci semplici che profumano di casa, tramandati di generazione in generazione, capaci di raccontare storie familiari. Ma nelle mani dei grandi maestri della pasticceria, chiacchiere, castagnole, frittelle e ravioli dolci diventano anche racconto d’autore: un ponte tra passato e futuro, dove la tradizione non si perde, si affina.

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