Di Marta Perego
Essere uno dei volti più riconoscibili del cinema mondiale e, allo stesso tempo, una presenza fissa nella cultura dei meme non è da tutti. Negli ultimi anni Leonardo DiCaprio è riuscito a occupare entrambe le dimensioni senza che l’una intaccasse l’altra. Anzi: il risultato è un’immagine pubblica più leggera, più pop, sorprendentemente più accessibile, che rende il grande divo 51enne non solo un emblema del cinema contemporaneo, ma anche un volto amato dal pubblico anche per le sue debolezze. La stagione dei premi 2026 lo ha confermato una volta di più.
Alla notte dei Golden Globe, DiCaprio era lì come sempre: impeccabile, presente, ma anche perfettamente consapevole di essere parte dello spettacolo. Le battute sulla sua vita privata, ormai una consuetudine, sono scivolate addosso all’attore con un sorriso appena accennato, uno sguardo ironico, qualche espressione diventata virale nel giro di pochi minuti.
Durante il monologo di Nikki Glaser, che ha scherzato sul fatto che DiCaprio abbia costruito un’intera carriera “prima che la sua ragazza compisse trent’anni”, le telecamere hanno catturato tutto: l’imbarazzo, il pollice alzato, lo sguardo che si sposta altrove, il sorriso forzato che diventa meme. Un momento che avrebbe potuto risultare scomodo e che invece ha rafforzato la sua aura. Perché oggi DiCaprio funziona anche così: come un volto che comunica reazioni, più che parole. Un codice pop immediatamente riconoscibile, che viaggia tra red carpet e social senza mai scalfire il suo peso professionale.
Del resto, a parlare per lui sono i film. Dopo oltre trent’anni di carriera, DiCaprio continua a essere uno degli attori più centrali del cinema contemporaneo. Da idolo generazionale degli Anni 90 a interprete prediletto di alcuni dei più grandi registi americani, il suo percorso è stato tutto fuorché lineare, ma sempre controllato.
Il sodalizio con Martin Scorsese, i ruoli estremi e ambigui, l’Oscar conquistato con Revenant e, oggi, il ritorno al centro della conversazione con Una battaglia dopo l’altra, il nuovo film di Paul Thomas Anderson. Un titolo che ha dominato i Golden Globe 2026, vincendo come miglior film comico o musicale, miglior regia e miglior sceneggiatura, e che si prepara alla corsa agli Oscar.
Qui DiCaprio interpreta Bob Ferguson, detto Ghetto Pat: un ex rivoluzionario trasandato, stanco, dedito agli stupefacenti, costretto a rimettersi in moto per salvare la figlia adolescente. Un antieroe imperfetto, spesso ridicolo, a tratti tenero, ispirato apertamente al Drugo de Il grande Lebowski. Un personaggio già iconico, che gioca sulla comicità fisica, sul disincanto e sulla malinconia, e che dimostra ancora una volta quanto DiCaprio sappia scegliere ruoli capaci di spostare l’immaginario.
Anche se DiCaprio è rimasto a bocca asciutta come miglior attore, battuto da Timothée Chalamet, il film porta chiaramente la sua firma. Ancora una volta è il perno attorno a cui tutto ruota. Il “brand DiCaprio” resta uno dei pochi capaci di tenere insieme critica, pubblico e botteghino.
In questo racconto, inevitabilmente, entra anche la vita privata. Negli ultimi mesi la presenza accanto a lui di Vittoria Ceretti ha contribuito a ridefinire, almeno in parte, la percezione pubblica dell’attore. Non tanto per il gossip in sé, quanto per il modo in cui la relazione viene mostrata: poco, quasi nulla, ma quel tanto che basta a umanizzare l’icona.
Avvistati qualche settimana fa a New York durante un pomeriggio di shopping a SoHo, lontani da eventi ufficiali e riflettori, i due sono apparsi complici e rilassati. Boutique di lusso, Dior, Saint Laurent, scelte condivise. Lei, una delle modelle italiane più richieste al mondo. Lui, divo globale, che si lascia consigliare dalla sua fidanzata.
Tra premi, film iconici e una presenza pubblica sempre misurata, Leonardo DiCaprio resta uno dei pochissimi attori capaci di attraversare epoche, linguaggi e generazioni senza perdere centralità. Oggi, forse più che in passato, sembra aver trovato un equilibrio nuovo: quello di un divo classico che convive serenamente con la cultura pop contemporanea.
E se il cinema continua a essere il suo territorio naturale, i meme, i sorrisi imbarazzati e le passeggiate a SoHo fanno il resto. Anche quando si è Leonardo DiCaprio.
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