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entertainment03 febbraio 2026

Non solo Olimpiadi: la fratellanza dallo sport alla moda

Alle soglie delle Olimpiadi invernali, lo spirito di squadra diventa il modello culturale che ridefinisce il ruolo maschile tra collaborazione, fiducia e supporto reciproco
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Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali emerge uno spirito diverso, che è un po' il valore fondante dello sport: la capacità di creare legami solidi, duraturi, costruiti su obiettivi condivisi. Non solo una questione di prestazioni o medaglie, ma di identità collettiva. Un senso di fratellanza, che nasce negli spogliatoi e si consolida nelle competizioni e che oggi supera i confini dell’arena sportiva diventando un riferimento culturale più ampio. È qui che prende forma una nuova mascolinità, meno centrata sulla competizione individuale e più orientata al sostegno reciproco e alla collaborazione, per un successo condiviso.

Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, nella foto uno sciatore sfreccia davanti agli anelli olimpici - Credits AgfOlimpiadi invernali Milano Cortina 2026, nella foto uno sciatore sfreccia davanti agli anelli olimpici - Credits Agf

Lo sport come matrice del modello collettivo

Le recenti vittorie delle nazionali italiane sono solo l’ultimo tassello di questo nuovo racconto. La nazionale maschile di pallavolo campione del mondo ha costruito il proprio successo su un sistema in cui il talento individuale è messo al servizio del gruppo. Non esistono protagonismi isolati: la forza sta nella continuità del gioco, nella fiducia tra compagni, nella capacità di sostenersi nei momenti di difficoltà. Lo stesso schema si ritrova nella nazionale di tennis, capace di conquistare la terza Coppa Davis consecutiva anche senza Sinner e Musetti, gli italiani più in alto nel ranking ATP. Una vittoria che ha dimostrato come la struttura, la preparazione condivisa e la mentalità di squadra possano compensare l’assenza delle singole star. In questo contesto la leadership non è dominio, ma responsabilità verso il gruppo.

La Nazionale Italiana di pallavolo maschile esulta al campionato mondiale 2025 - Credits Getty ImagesLa Nazionale Italiana di pallavolo maschile esulta al campionato mondiale 2025 - Credits Getty Images

Cinema: amicizia e alleanze creative come capitale professionale

Nel cinema contemporaneo la fratellanza maschile assume una dimensione produttiva e creativa. George Clooney e Brad Pitt rappresentano uno dei casi più emblematici. Il loro sodalizio nasce sul set della saga di Ocean’s Eleven e si consolida nel tempo attraverso collaborazioni ripetute e una complicità che va oltre la scena. Negli anni hanno continuato a lavorare insieme, sostenendosi pubblicamente, scegliendosi come partner artistici e rafforzando reciprocamente la propria immagine professionale. Anche fuori dal set il rapporto si è tradotto in iniziative comuni e in una presenza condivisa nel dibattito pubblico, dalla filantropia alle campagne umanitarie.

Ancora più strutturale è il legame tra Matt Damon e Ben Affleck. Amici d’infanzia, hanno costruito la loro carriera partendo da un progetto scritto insieme, Will Hunting – Genio ribelle, che ha segnato l’inizio di una collaborazione destinata a durare decenni. Negli anni si sono sostenuti in momenti di crisi professionale e personale, hanno fondato società di produzione comuni e continuano a sviluppare progetti congiunti. Il loro rapporto mostra come l’amicizia generi fiducia e da quest’ultima possano derivare – grazie a talento e sacrificio - opportunità e stabilità in un settore altamente competitivo come il cinema.

George Clooney e Brad Pitt - Credits Getty ImagesGeorge Clooney e Brad Pitt - Credits Getty Images

Moda e beauty: la fratellanza come nuova narrazione visiva

Anche il fashion system intercetta questo cambiamento e lo traduce in immaginario. La recente campagna Moncler con Al Pacino e Robert De Niro lavora su un’idea di complicità maschile che attraversa le generazioni. Due icone del cinema americano vengono presentate non come rivali o individualità isolate, ma come figure complementari, legate da una storia condivisa e da un rispetto reciproco che diventa parte integrante del racconto visivo. Il messaggio è chiaro: l’esperienza si trasmette, si condivide, si costruisce insieme.

Boss segue una traiettoria simile scegliendo volti diversi per background e linguaggio, come Bradley Cooper, Maluma e Vinicius Jr. L’obiettivo non è creare un modello unico di uomo, ma mostrare una pluralità di identità che convivono nello stesso spazio narrativo e si supportano. L’attore hollywoodiano, il musicista internazionale e l’atleta d’élite rappresentano ambiti differenti, uniti però da una stessa idea di successo fondata sulla disciplina, sul lavoro di squadra e sulla capacità di costruire relazioni solide. In questo modo il brand sposta l’attenzione dalla performance individuale alla dimensione relazionale.

In questo scenario la fratellanza maschile non è più un tema secondario, ma un elemento strutturale del racconto contemporaneo. Lo sport ne ha fornito il modello operativo, il cinema lo ha trasformato in narrazione culturale, la moda lo ha reso visibile e aspirazionale. Le Olimpiadi diventano così il punto di partenza simbolico di un discorso più ampio: la costruzione di una mascolinità che trova forza nella capacità di fare squadra.

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