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fashion16 febbraio 2026

Sloane Ranger: com’è lo stile aristocratico che sta tornando di moda

Dalla Chelsea di fine anni Settanta al guardaroba contemporaneo, lo stile Sloane Ranger - reso iconico dalle donne di casa Windsor - torna protagonista tra tweed, cashmere e tailoring rigoroso, intercettando un nuovo bisogno sociale
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Di Federica Caiazzo

Lady Diana Spencer e Sarah Ferguson ad una partita di polo, 1981 - Credits Getty ImagesLady Diana Spencer e Sarah Ferguson ad una partita di polo, 1981 - Credits Getty Images

La si potrebbe confondere per nostalgia di un’estetica aristocratica d’altri tempi, ma in realtà è una delle tendenze più attuali del momento. Lo stile Sloane Ranger è tornato (o forse non è mai andato via), silenzioso e rigoroso, tra blazer in tweed, maglioni in cashmere e gonne midi. Non è un’emulazione dell’élite britannica, ma un’estetica ben precisa: squisitamente cittadina, eppure con quell’aria da week-end in campagna che risuona come una risposta elegante al caos urbano.

Dove e quando nasce il fenomeno Sloane Square

Per capire il fenomeno dell’estetica Sloane Square bisognerà tornare nella Londra di fine anni Settanta e inizio anni Ottanta: siamo nel famoso quartiere di Chelsea, il più posh e chic della capitale inglese. Qui, nella famosa piazza di Sloane Square, gravita una generazione vestita di tutto punto: figli dell’aristocrazia britannica, studenti di Eton e Oxford, giovani donne cresciute tra collegi esclusivi e case di campagna nel Gloucestershire. Il loro stile non cerca l’attenzione dei fotografi, eppure è ben riconoscibile tra barbour cerati, blazer in tweed, camicie Oxford, cardigan, mocassini.

Giovani Teds arrivano al Wembley Rock and Roll Festival, 1972 - Credits Getty ImagesGiovani Teds arrivano al Wembley Rock and Roll Festival, 1972 - Credits Getty Images

Un’etimologia unica a sé: perché si chiama così

Il termine “Sloane Ranger” nasce così come un gioco di parole tra Sloane Square e Lone Ranger, il celebre eroe solitario dei western americani. Accanto al nome della piazza londinese, va dunque ad accostarsi la parola “Ranger” per siglare i look di quei giovani dallo stile perfettamente riconoscibile. C’è di più: nel 1982, quegli stessi giovani diventano oggetto di riflessione per i giornalisti britannici Ann Barr e Peter York, che in quell’anno pubblicano The Official Sloane Ranger Handbook, un libro che nasce come evoluzione di una serie di articoli apparsi su The Sunday Times e che diventa rapidamente un caso editoriale.

Scritto con taglio ironico ma rigoroso, il manuale cataloga il mondo dell’alta borghesia londinese tra schede, descrizioni e osservazioni di costume. Gli autori ne analizzano guardaroba, inflessioni linguistiche, scuole frequentate, abitudini sociali e marchi di riferimento, costruendo un identikit sociologico della “Sloane class”. Più che un semplice vademecum di stile, il volumetto cristallizza un’estetica e un sistema di valori, trasformando quel fenomeno urban in una categoria tuttora riconoscibile nell’immaginario britannico.

Lady Diana - Credits Getty ImagesLady Diana - Credits Getty Images

Le Sloane girls di casa Windsor e la consacrazione

A trasformare un codice locale in un immaginario internazionale sono state le rappresentanti della famiglia reale britannica. Prima di diventare un’icona planetaria, Diana Spencer è stata infatti l’incarnazione perfetta della Sloane girl per eccellenza: maglioni oversize con colletto a vista, blazer maschili, gonne al ginocchio, ballerine flat. Le sue immagini nei primi anni Ottanta hanno forgiato un’estetica tanto semplice quanto aristocratica. Accanto a lei, Sarah Ferguson: con i suoi look, ha proposto una variante più sportiva e campestre dello stesso linguaggio stilistico.

Oggi è Kate Middleton a rappresentarne l’evoluzione istituzionale: cappotti sartoriali impeccabili, abiti midi monocromatici, tailoring rigoroso ma accessibile. È la Sloane Ranger 3.0, adattata alla comunicazione globale e ai social, ma ancora saldamente ancorata alla tradizione.

Kate e William visitano i frutteti di Long Meadow durante una visita alla Long Meadow Cider a Craigavon, nell'Irlanda del Nord, 2025 - Credits Getty ImagesKate e William visitano i frutteti di Long Meadow durante una visita alla Long Meadow Cider a Craigavon, nell'Irlanda del Nord, 2025 - Credits Getty Images

Perché torna adesso, tra quiet luxury e desiderio di minimalismo

Il ritorno dell’estetica Sloane Ranger si inserisce in un fenomeno più ampio, certamente già influenzato dal cosiddetto quiet luxury e dall’estetica “old money” di cui si è tanto parlato negli ultimi due anni. Chissà, però, che il motivo del suo ritorno non affondi radici in una riflessione ancor più profonda: in un momento storico segnato da instabilità economica e identitaria, l’immaginario aristocratico resta ancora rassicurante. Come se comunicasse continuità e stabilità. E la sua riconquista ha già raggiunto le nuove generazioni, che la reinterpretano con ironia ma senza tradirne l’essenza.

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