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fashion02 gennaio 2026

Rosita Missoni, un anno senza la matriarca regina del colore

Rosita Missoni ci ha lasciati un anno fa, ma la sua heritage continua a essere portata avanti grazie ai simboli che hanno reso quel cognome famoso in tutto il mondo. L'omaggio di X-Style attraverso il ricordo di chi le è stato sempre vicino
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Un nome che solo a pronunciarlo rievoca la storia della moda italiana, della maglieria e del colore: Missoni. Una realtà artigianale, imprenditoriale e familiare che prende vita grazie all’incontro di due personalità uniche, Rosita Jelmini e Ottavio Missoni.

A un anno dalla scomparsa, celebriamo Rosita Missoni, la matriarca dell’azienda di Sumirago, in provincia di Varese. Un personaggio iconico del fashion system, scomparso il 2 gennaio 2024 lasciando un’azienda che è soprattutto una famiglia fondata più di 70 anni fa. Una madre “amorevole e rispettosa”, come racconta l’ultimogenita Angela (anche se spesso le commentava le scarpe), che ha ricoperto il ruolo di direttore artistico del brand dal 1997 fino al 2021. E una nonna “presente”, come scopriamo dalle parole di Ottavio Jr., figlio di Vittorio, il primogenito di Rosita e Ottavio, scomparso con la moglie su un aereo nel 2013, in Venezuela.

Tutta colpa di “Cupido”: come nascono i Missoni

Un piccolo paese lungo le rive del Ticino, Golasecca, nella provincia di Varese. Qui, il 20 novembre 1931, nasce Rosita Jelmini, che fin dagli anni della gioventù vede crescere dentro di sé l’amore e la passione per la moda. Sì, perché Rosita, nel mondo vibrante e colorato dei tessuti, dà forma al proprio estro grazie ai nonni materni, i Torrani, che possiedono - vicino a casa - una fabbrica di scialli e tessuti ricamati e in cui lavorano i genitori, Angelo Jelmini e Diamante Torrani. In questo contesto artistico girano i più importanti giornali di moda e mente e cuore di Rosita iniziano a sognare ancora più in grande.

Il tempo trascorre e Rosita è impegnata nello studio delle lingue al Collegio Rosetum di Besozzo, sempre nel “varesotto”, fino a quando, nel giugno del 1948 si diploma in Lingue Moderne e, come altri giovani, vola a Londra con l’obiettivo di perfezionare la lingua inglese, non sapendo ancora che lì avverrà l’incontro magico che le cambierà la vita per sempre.

Lo stilista italiano Ottavio Missoni e la moglie Rosita escono in passerella e salutano il pubblico dopo la sfilata Missoni Autunno/Inverno 1994-95; 1° marzo 1994, Milano - Credits: Getty ImagesLo stilista italiano Ottavio Missoni e la moglie Rosita escono in passerella e salutano il pubblico dopo la sfilata Missoni Autunno/Inverno 1994-95; 1° marzo 1994, Milano - Credits: Getty Images

In quello stesso periodo nella città inglese, infatti, c’è anche Ottavio Missoni, intento a partecipare alle Olimpiadi con la Nazionale Italiana di Atletica Leggera, di cui fa parte dal 1937. Esperienze differenti, ma destini pronti ad incrociarsi.

Nato nel 1921 a Ragusa, in Dalmazia, “Tai” - il suo soprannome più conosciuto - vive la sua infanzia a Zara. Poi, però, la guerra chiama e Ottavio trascorre alcuni anni in Africa come militare. Dopo essere rimasto in Egitto “ospite di Sua Maestà Britannica” per quattro anni, al suo rientro in Italia, vive tra Trieste e Milano.

Quel giorno del 1948 a Londra, allo stadio di Wembley, mentre Ottavio sta vincendo la sua batteria nei 400 metri ostacoli, aggiudicandosi un posto nella finale, ad applaudirlo sugli spalti c’è anche Rosita, insieme ad alcune amiche e compagne di studio. È grazie a Ivana Testa, figlia del presidente della Società Ginnastica Gallaratese di cui Ottavio fa parte, che i due giovani si conoscono. Dove? Sotto la statua di Cupido della famosa Shaftesbury Memorial Fountain a Piccadilly Circus. Da quel momento non si sono più lasciati. E il resto è storia. Un inizio magico per una storia d’amore da cui è nato uno dei più grandi destini imprenditoriali italiani.

Dalle tute alla prima sfilata

Erano due personalità "illuminate, avanti", Rosita e Ottavio. La descrizione fatta dalla figlia Angela - che è sempre stata supportata da mamma Rosita, nonostante qualche simpatico commento alle scarpe dai tacchi alti indossati in passato dalla figlia - è esplicativa del modo di essere dei propri genitori.

Rosita e Ottavio Missoni al Fashion Institute of Technology; New York City, circa 1992 - A Destra Rosita e Tai negli USA; circa 1995 - Credits: Getty ImagesRosita e Ottavio Missoni al Fashion Institute of Technology; New York City, circa 1992 - A Destra Rosita e Tai negli USA; circa 1995 - Credits: Getty Images

È il 1953, la coppia si sposa a Golasecca e si trasferisce a Gallarate: qui inizia a prendere forma quello che poi diventerà il grande marchio Missoni. Il luogo da cui tutto nasce è il seminterrato di casa, dove Rosita e Ottavio allestiscono un piccolo laboratorio con due macchine di maglieria, utilizzate in precedenza da Tai e dall’amico Giorgio Oberweger a Trieste, di rientro dalla guerra, per realizzare tute da allenamento in lana - chiamate le “Venjulia”- divenute poi la divisa della Nazionale italiana. Lo spirito d’iniziativa di Rosita viene assecondato e la coppia inizia a produrre anche golfini da donna.

Ed ecco la prima vetrina alla Rinascente di Milano nel 1958. I protagonisti sono abiti chemisier a righe verticali, nei toni del grigio, del marrone e del nero con tocchi di blu, viola e verde. La scenografia è stata organizzata per rappresentare una scena in cui alcune ragazze giocano a mosca cieca, con gli occhi bendati. L’anima Missoni traspare da ogni filo. Un aneddoto che Rosita Missoni amava raccontare ritraeva lei e il marito di fronte al famoso punto vendita per ammirare, appunto, la loro prima vetrina. In quel momento, di fianco ai due stilisti, passa un meccanico che, osservando gli abiti esposti, esclama: “Per fortuna che si sono bendate gli occhi, altrimenti si sarebbero vergognate”. Rosita ed Ottavio “incassano” sorridendo questo primo feedback, sperando porti fortuna.

Gli abiti realizzati nel piccolo laboratorio iniziano a diventare protagonisti delle riviste di moda più importanti. Ma perché tutte queste righe? Le macchine utilizzate dai Missoni nascono con determinate caratteristiche perfette per dare vita, appunto, a righe verticali. E la coppia, con ciò che ha tra le mani, riesce a fare nascere vere e proprie opere d’arte che iniziano a conquistare il mondo della moda. Più avanti appare lo zig-zag, motivo che si evolve grazie all’utilizzo di altri macchinari specializzati, invece, nel creare degli scialli.

Arriva il giorno della prima sfilata. È il 1966, la collezione è quella Autunno/Inverno e la location il Teatro Gerolamo di Milano. Per Missoni è un successo dietro l’altro.

“These people are geniuses”, parola di Diana Vreeland

Rosita e Tai sono una coppia che si ama e che, insieme, sta costruendo un’azienda che sa di “casa e famiglia”, ritagliandosi un posto d’onore all’interno del fashion system.

Lo stilista italiano Ottavio Missoni e la moglie Rosita con una piccola Margherita Missoni sorridono felici in passerella, salutando e ringraziando il pubblico dopo la sfilata Missoni Primavera-Estate 1991; 1° ottobre 1990, Milano - Credits: Getty ImagesLo stilista italiano Ottavio Missoni e la moglie Rosita con una piccola Margherita Missoni sorridono felici in passerella, salutando e ringraziando il pubblico dopo la sfilata Missoni Primavera-Estate 1991; 1° ottobre 1990, Milano - Credits: Getty Images

La prima partecipazione al Pitti di Firenze è un mix di applausi e critiche. Il motivo? Rosita, dopo essersi accorta che le modelle non indossano l’intimo sotto a bluse di leggerissimo lamé, decide di farle sfilare ugualmente. Il risultato? C’è chi apprezza l’estrosità e chi, invece, storce il naso, portando la coppia a essere esclusa dall’edizione dell’anno seguente.

Ma i Missoni non si danno per vinti e nel 1967 conquistano tutti con la presentazione della collezione estiva firmata Missoni alla Piscina Solari di Milano, dando vita ad una “sfilata acquatica”, con poltrone gonfiabili e mobili galleggianti. Un evento che rimarrà impresso nella memoria di tutti i presenti e nella storia della moda.

Le creazioni di Rosita e Ottavio giungono nella Ville Lumière e nel 1968 lo stile Missoni conquista la prima copertina di una patinata rivista francese. Si può dare per scontato che il look scelto fosse caratterizzato da un turbinio di colori, e invece no: sulla pagina spicca un completo formato da pullover e pantaloni color crema.

Il mondo della moda li acclama. E anche personaggi blasonati non si risparmiano dal tessere le loro lodi. Tra i tanti, Diana Vreeland. La giornalista, durante un incontro a Roma con i Missoni, non esitò a dichiarare “Chi dice che i colori sono 5? Esistono anche i toni. These people are geniuses”.

Il put together look

È il 1969. I Missoni si trasferiscono in uno stabilimento più grande, nel paese che diventerà poi uno dei simboli dell’azienda Missoni, Sumirago. L’amore per la provincia di Varese è una costante nella vita della coppia. Da qui Rosita, immersa nella campagna e nei boschi, può ammirare il suo amato Monte Rosa, fonte d’ispirazione - con le sue magiche sfumature - fin da quando viveva a Golasecca

Ed ecco l’arrivo di un altro momento cardine per la maison. Nel 1970 la coppia presenta a Firenze una collezione invernale dai tratti peculiari: materiali, disegni e stampe diverse sono accostate una sull’altra, quasi in maniera casuale. In realtà, tutto è studiato. Il senso estetico di Rosita e l’abilità nel colore di Ottavio ancora una volta si uniscono, combaciano e si autoalimentano, dando vita a quello che viene chiamato dagli americani il “put together look”. Nasce così l’iconico stile Missoni e il brand si impone come “re della maglia”: una maglia anomala e tagliata.

Lo stilista italiano Ottavio Missoni e la moglie Rosita in passerella mentre accolgono gli applausi del pubblico dopo la sfilata Missoni Primavera/Estate 1997; 1° ottobre 1996, Milano - Credits: Getty ImagesLo stilista italiano Ottavio Missoni e la moglie Rosita in passerella mentre accolgono gli applausi del pubblico dopo la sfilata Missoni Primavera/Estate 1997; 1° ottobre 1996, Milano - Credits: Getty Images

L’anno successivo, tra i vari successi, viene presentata una collezione femminile incentrata sull’après-ski composta da completi di sempre di maglia in tinta unita con inserti patchwork multicolor. Dove? A Cortina. A sugellare il successo dei Missoni arriva, nel 1973, il Neiman marcus Fashion Awards, l’Oscar della moda.

Il loro 40° anniversario di matrimonio e di lavoro cade nel 1993 e il 20 giugno di quell’anno a Ottavio viene conferita dal Presidente della Repubblica Italiana l’onorificenza di “Cavaliere al Merito del Lavoro”, premio ricevuto anche dalla moglie nel 2014 per mano del Presidente Napolitano.

Missoni Home, il sogno di Rosita

Una linea relativa al settore costituita da lenzuola e asciugamani era già presente, prodotta dall’azienda dei genitori di Rosita portata avanti dai fratelli. Quando lo scettro della Direzione Creativa di Missoni passa da Rosita alla figlia Angela, la matriarca della famiglia si può dedicare a una delle sue tante passioni, la casa. E si spinge oltre, cominciando a portare se stessa nella creazione di oggetti eleganti e originali perfetti per arricchire le tavole più chic. “L’orgoglio più grande è quello di aver dato a mia madre una seconda vita creativa”, racconta Angela.

Una donna dalle mille sfumature, con una personalità unica e forte, capace di distinguersi in ogni situazione. Una stilista dall’estro creativo che, unito al talento per il colore del marito Ottavio, ha creato un’azienda che ha fatto e continua a fare la storia della moda italiana e del design.

Missoni, una questione di famiglia

Nel 1997 la maison passa nelle mani dei tre figli di Ottavio e Rosita: Angela, art director e responsabile dello stile, Vittorio, responsabile commerciale, e Luca, responsabile tecnico. A loro, poi, si aggiungono, nel tempo, i nove nipoti della famiglia Missoni, che portano avanti la tradizione di azienda famosa in tutto il mondo, pur restando con un forte carattere artistico-artigianale e una connotazione prettamente familiare.

La famiglia Missoni posa davanti al Duomo di Milano durante la Milano Fashion Week Menswear Autunno/Inverno 2010; 15 gennaio 2010, Milano - Credits: Getty ImagesLa famiglia Missoni posa davanti al Duomo di Milano durante la Milano Fashion Week Menswear Autunno/Inverno 2010; 15 gennaio 2010, Milano - Credits: Getty Images

A partire dal 2007, la casa di moda cambia approccio, si proietta verso il futuro e annuncia un nuovo assetto manageriale. Cambia anche la direzione creativa, dal 2024 affidata nuovamente ad Alberto Caliri, già nello stesso ruolo nel 2021 dopo vent'anni al fianco proprio di Angela Missoni. Una visione che prosegue sulla scia di un dna intramontabile.

Valeria Boraldi

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