Di Claudia Ricifari
Una mostra per celebrare l’universo creativo di Valentino Garavani attraverso lo sguardo di un’artista visionaria come Joana Vasconcelos. Parliamo di Venus – Valentino Garavani attraverso gli occhi di Joana Vasconcelos, l’esposizione che dal 18 gennaio, negli spazi di PM23, la nuova sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, condurrà i visitatori in un percorso contemporaneo e poetico alla scoperta dell’eredità dello stilista.
“Venus nasce dal desiderio di celebrare la creatività in tutte le sue forme, come ponte tra arte, moda e comunità - dichiarano Garavani e Giammetti - La collaborazione con Joana Vasconcelos ci ha permesso di esplorare nuovi linguaggi, intrecciando competenze, mani e storie diverse, e di rendere visibile il valore del lavoro collettivo e della creatività come strumenti di empowerment”.
All’interno dello spazio di Piazza Mignanelli 23, disposta su oltre mille metri quadrati, la mostra riunisce 12 opere di Joana Vasconcelos, tra installazioni storiche e nuove opere site-specific, accostate a 33 creazioni di Valentino Garavani, selezionate dall’archivio e curate da Pamela Golbin.
Un confronto e un dialogo naturale tra moda, arte e linguaggi creativi contemporanei, che unisce innovazione e visione per offrire un’interpretazione vibrante e attuale dell’universo del couturier.
“Con questo progetto abbiamo voluto creare uno spazio in cui bellezza e innovazione incontrano partecipazione e inclusione, trasformando l’espressione artistica in un’opportunità di dialogo e condivisione”, commentano ancora Garavani e Giammetti.
Il fulcro della mostra è la monumentale Valkyrie Venus, opera site-specific di Joana Vasconcelos che dà il titolo all’esposizione. Nata in relazione diretta allo spazio di PM23 e ai codici di Valentino Garavani, la figura prende forma nella sala absidale come estensione di otto abiti Haute Couture, trasformandosi in una potente metafora delle identità femminili contemporanee.
Intorno a essa si sviluppa un percorso che intreccia opere iconiche dell’artista portoghese e creazioni d’archivio del couturier: dai Crochet Paintings, dove il tessile diventa superficie pittorica, alle installazioni che riflettono su archetipi femminili, lavoro domestico e trasformazione. Abiti storici, corsetti ricamati, giacche dalla sartoria rigorosa e una selezione di iconici total black accompagnano il visitatore fino all’ambiente immersivo di Garden of Eden, sintesi visiva e simbolica del dialogo tra moda, arte e mito.
Ad arricchire il percorso espositivo è Trame #73, il documentario firmato da Daniele Luchetti e presentato in una sala dedicata all’interno della mostra. Il film racconta il lungo processo collettivo che ha portato alla realizzazione di Venus, attraverso le testimonianze di studenti, detenuti, artigiani, insegnanti di uncinetto e della stessa Joana Vasconcelos. Un racconto corale che mette al centro il valore del lavoro condiviso, la trasmissione del sapere e la creatività come strumento di cura, inclusione ed empowerment sociale.
Oltre alla dimensione estetica, Venus è anche un progetto profondamente sociale. La monumentale Valkyrie, lunga tredici metri, è stata realizzata grazie a un ampio percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 200 persone di tutte le età in 756 ore di laboratori, producendo più di 200 chilogrammi di moduli all’uncinetto provenienti da tutta Roma. Studenti, pazienti, detenuti e membri di diverse realtà associative hanno contribuito alla creazione dell’opera, trasformando il lavoro manuale in un gesto di cura, condivisione ed empowerment.
“Attraverso Venus celebriamo non solo l’arte e la moda, ma anche le comunità, le persone e i luoghi che hanno reso possibile questo progetto, riaffermando la nostra convinzione che la bellezza – come forza propulsiva – permetta alla creatività condivisa di ispirare nuove visioni, rafforzare le comunità e lasciare un segno duraturo per le generazioni future”, concludono.
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