Il montone in pelle shearling nasce lontano dalla moda, come capo tecnico pensato per proteggere dal freddo estremo. È negli anni Trenta e Quaranta che diventa indispensabile per i piloti dell’aviazione, grazie alla capacità di unire calore, resistenza e comfort. Da lì il salto nell’immaginario collettivo è rapido: cinema, rock e controculture lo trasformano in simbolo di indipendenza e carattere. Negli anni Settanta entra stabilmente nel guardaroba fashion, attraversando decenni e tendenze senza mai perdere identità. Oggi il suo ritorno non ha nulla di nostalgico: il montone è un classico che parla al presente.
In un momento storico in cui la moda riscopre i materiali veri e il valore della durata, il montone in pelle shearling rappresenta una risposta chiara. È caldo, materico, non ha bisogno di loghi né di eccessi per imporsi. Non sorprende che il montone sia tornato sotto i riflettori grazie allo street style delle celebrity e delle influencer più osservate.
Kendall Jenner lo ha indossato più volte in versione shearling oversize, abbinato a denim dritto, maglie neutre e scarpe essenziali, trasformandolo in un manifesto di coolness urbana. Bella Hadid lo ha reinterpretato in chiave anni Settanta, tra volumi importanti e accessori minimali. Hailey Bieber lo ha eletto a capospalla quotidiano, dimostrando come il montone possa funzionare perfettamente anche nella vita cittadina, con una cura quasi maniacale dei dettagli.
Accanto a loro, Sydney Sweeney lo ha portato con un’attitudine più femminile e sensuale, giocando su contrasti tra shearling robusto e silhouette pulite. Natalia Vodianova ne ha scelto versioni essenziali e senza tempo, confermando l’anima sofisticata e consapevole del capo. Elizabeth Jagger lo ha inserito in look dal sapore vintage e rock, mentre Elsa Hosk continua a proporlo in chiave scandinava, pulita e funzionale, tra layering impeccabili e palette naturali. Segno che il montone non è una semplice tendenza stagionale, ma un capospalla trasversale, capace di attraversare stili, generazioni e immaginari.
Nelle versioni corte, ispirate ai modelli aviator, funziona al meglio quando viene accostato a capi essenziali e ben costruiti: un paio di jeans dritti o leggermente flare, pantaloni neri, una t-shirt o un dolcevita sottile in lana, magari infilato nei pantaloni, e scarpe pulite come stivaletti in pelle liscia, anfibi minimali o mocassini chunky. L’insieme deve sembrare semplice, quasi spontaneo, ma ogni elemento è scelto per non rubare la scena al montone.
Quando il montone si allunga e diventa più strutturato, il linguaggio cambia. Qui può sostituire il cappotto classico e accompagnare outfit più eleganti senza sforzo. Sta benissimo sopra a jeans e pantaloni sartoriali a vita alta, in lana o flanella, con una camicia pulita o una maglia fine girocollo. Ai piedi funzionano ankle boots affilati, stivaletti con tacco medio o stringate maschili. Le palette restano sobrie – nero, grigio, crema, marrone – e il gioco delle proporzioni diventa centrale: linee dritte, volumi controllati, nessun dettaglio superfluo. Il risultato è un’eleganza rilassata, contemporanea, lontana da qualsiasi rigidità formale.
Sul fronte femminile, il montone dà il meglio di sé quando viene bilanciato con capi più asciutti sotto: una gonna mini o midi in pelle o lana, un abito in maglia aderente, leggings strutturati o pantaloni slim. Completano il look stivali al ginocchio, cuissardes o stivaletti netti. È un contrasto studiato, che rende il montone più urbano, trasformandolo in una vera dichiarazione di stile.
In un panorama moda sempre più veloce, il montone in pelle shearling resta una certezza. Non rincorre le tendenze: le attraversa. È un investimento di stile che parla di personalità, controllo dell’immagine e amore per i materiali autentici. E forse è proprio questo il motivo per cui, ogni inverno, torna a imporsi con la stessa naturalezza di sempre.
Giuditta Avellina
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