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lifestyle01 gennaio 2026

Calendario cinese: è l'anno del cavallo!

È l'animale elegante per eccellenza, creatura dall'allure fatata che, da sempre, ispira cultura, mito e leggenda. Apriamo questo 2026 immergendoci, allora, nell'universo equestre
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Un’immagine incantevole e romantica di un cavallo sauro con la criniera al vento. Le nuances calde e terrose del mantello si stagliano sull’azzurro intenso del cielo - Credits: www.pexels.comUn’immagine incantevole e romantica di un cavallo sauro con la criniera al vento. Le nuances calde e terrose del mantello si stagliano sull’azzurro intenso del cielo - Credits: www.pexels.com

Sull’orologio è scoccata la mezzanotte e, in base al calendario cinese, possiamo dare il benvenuto all’anno del cavallo, lasciandoci alle spalle quello del serpente. Secondo la cultura orientale, ogni volta che arriva il passaggio dal 31 dicembre al primo gennaio, il nuovo anno è collegato ad un animale dello zodiaco cinese secondo un ciclo di 12 anni.

Una figura magica quella del cavallo, conosciuta dall’uomo sotto diverse forme, sia nelle sue sembianze reali, sia come essere leggendario. Un esempio? Pegaso, il più famoso dei cavalli alati, creatura della mitologia greca.

Le Ninfe proteggono il cavallo alato Pegasus; 1753 - Credits: Getty ImagesLe Ninfe proteggono il cavallo alato Pegasus; 1753 - Credits: Getty Images

Un animale capace di costruire un legame profondo ed unico con il cavaliere che se ne prende cura e lo monta. Un amico fedele e dall’allure magica, che racchiude in sé il massimo grado di eleganza e raffinatezza e che, allo stesso tempo, trasuda vortici di energia, forza e potenza.

“Il mio regno per un cavallo!”

La storia è stata fatta dagli uomini, sì, ma se non ci fossero stati i cavalli molto di ciò che è stato raggiunto non sarebbe stato possibile: aiutanti nella vita comune e nelle abitudini quotidiane, veri e propri soldati e validi compagni. In guerra, partendo dal primo conflitto mondiale, ne sono caduti a milioni.

Profondo e quasi unico il legame tra Alessandro Magno ed il suo cavallo Bucefalo, il cui nome, in greco, significava “testa di bue”. Un esemplare tessalico di grande stazza, ribelle ed impossibile da domare. Ma non per Alessandro Magno, che vide in ciò una sfida, riuscendo infine a montare il cavallo capendo come appianare le sue paure. Fu l’unico. Un’amicizia profonda e speciale, un legame unico durato vent’anni: Alessandro non volle altro destriero e Bucefalo lo accompagnò in tutte le sue avventure. Solo la morte li divise.

A sinistra, Alessandro Magno ed il suo fidato cavallo Bucefalo; tra il 1757 ed il 1760, di Giovanni Battista Tiepolo - A destra, Alessandro Magno ritratto in sella a Bucefalo; 1873 – Credits: Getty ImagesA sinistra, Alessandro Magno ed il suo fidato cavallo Bucefalo; tra il 1757 ed il 1760, di Giovanni Battista Tiepolo - A destra, Alessandro Magno ritratto in sella a Bucefalo; 1873 – Credits: Getty Images

Nell’opera Riccardo III, vita e morte di Re Riccardo III, l’autore William Shakespeare descrive il sovrano - sconfitto nella battaglia di Bosworth Field nel 1485 - mentre cerca disperatamente un cavallo per sfuggire alla morte, invocando la famosa frase: “Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo!”. Quanto rappresentassero questi animali in epoche lontane, forse, possiamo solo immaginarlo.

Nel 1815 la famosa e faticosa Battaglia di Waterloo vide, oltre ai soldati umani, un protagonista insostituibile per resistenza ed intelligenza: Copenaghen, il cavallo del Duca di Wellington, un magnifico esemplare di stallone anglo-arabo, talmente speciale da portare il nobile in sella per 15 ore, sconfiggendo Napoleone a Waterloo. Un binomio celebrato anche da una nostalgica statua collocata ad Hyde Park, a Londra.

La statua che raffigura il Duca di Wellington in sella al suo cavallo Copenhagen e, sullo sfondo, l’Arco di Wellington commemorano i successi del nobiluomo; Londra - Credits: Getty Images La statua che raffigura il Duca di Wellington in sella al suo cavallo Copenhagen e, sullo sfondo, l’Arco di Wellington commemorano i successi del nobiluomo; Londra - Credits: Getty Images

Connubi profondi, basati su lealtà e fiducia, che fanno dedurre come possa essersi diffuso il detto “Chi monta il buon cavallo, non teme di cadere”.

Il cavallo nell’arte e nel design

Il mondo della creatività da sempre non nasconde il proprio amore per i cavalli, in particolar modo quello legato alla nobiltà. Questi animali ricchi di fascino sono divenuti, così, protagonisti di ritratti, dipinti, arie, sculture e, al giorno d’oggi, pezzi di design con cui arredare gli spazi più amati.

Un’opera maestosa che comunica magia al solo sguardo è l’olio su tela intitolato Whistlejacket, realizzato nel 1762 e ora conservato alla National Gallery di Londra. Il ritratto porta il nome del suo protagonista, uno dei primi purosangue importati in Inghilterra, il cui nome derivava da una bevanda a base di gin e melassa. Il cavallo era un vincitore. Dopo aver trionfato ad un importante corsa a York, il proprietario decise di farlo ritrarre a grandezza naturale, per catturare tutto il suo splendore. E così, il secondo marchese di Rockingham si affidò al pittore equestre George Stubbs, che riuscì a raffigurare tutta la maestosità di Whistlejacket. Si dice che, alla vista del quadro, lo stesso equino pensò di avere di fronte un altro stallone e tentò di attaccarlo. Verità o finzione, la magia di questo racconto e del dipinto restano intoccabili.

L’olio su tela Whistlejacket ritrae il meraviglioso purosangue di proprietà del secondo marchese di Rockingham. Realizzato dal pittore equestre George Stubbs, il dipinto è conservato alla National Gallery di Londra; 1762 - Credits: https://www.nationalgallery.org.uk/L’olio su tela Whistlejacket ritrae il meraviglioso purosangue di proprietà del secondo marchese di Rockingham. Realizzato dal pittore equestre George Stubbs, il dipinto è conservato alla National Gallery di Londra; 1762 - Credits: https://www.nationalgallery.org.uk/

L’amore degli inglesi per i cavalli è risaputo in tutto il mondo e la Gran Bretagna resta uno dei luoghi in cui la passione per gli equini è perdurata fino ad ora, in primis grazie alla famiglia reale inglese. Oltre alle opere classiche, anche l’arte moderna non ha potuto resistere all’ispirazione equestre. Un esempio è la scultura in bronzo Still Water, realizzata dall’artista britannico Nic Fiddian Green, rappresentante un’enorme testa di cavallo che si abbevera sospesa tra cielo e terra. Inizialmente intitolata Horse at Water, questa statua - commissionata nel 2005 e collocata vicino a Marble Arch, nel cuore di Londra - rappresenta molteplici significati: la costante ricerca di bellezza ed armonia, proporzione ed equilibrio, di cui solo i cavalli sembrano custodirne il segreto, unita ai concetti di rigenerazione e rinascita.

Still Water, la statua in bronzo che rappresenta un’enorme testa di cavallo che si abbevera sospesa tra cielo e terra. Sullo sfondo, il Marble Arch - Credits: Getty ImagesStill Water, la statua in bronzo che rappresenta un’enorme testa di cavallo che si abbevera sospesa tra cielo e terra. Sullo sfondo, il Marble Arch - Credits: Getty Images

Gli amanti dei cavalli non possono rinunciare a tanto spessore. E, quindi, cosa c’è di meglio che collocare nella propria abitazione o nel proprio studio creazioni che ricordino le fattezze e le peculiarità fisiche ed interiori di questi affascinanti animali? Ideale per donare agli interni quel tocco di grazia e raffinatezza, che solo gli equini possono trasmettere, è la statuetta che riproduce la sagoma di un cavallo imbizzarrito in equilibrio a mezz’aria firmata Baccarat. Realizzata in cristallo, la creazione unisce l’eleganza tipica dei cavalli alla loro forza impetuosa. Grazie alla luce che gioca con il materiale pregiato, ogni sfumatura concreta e legata alle emozioni viene amplificata.

Statuetta in cristallo che ritrae un cavallo imbizzarrito in equilibrio a mezz’aria; Baccarat - Credits: www.baccarat.comStatuetta in cristallo che ritrae un cavallo imbizzarrito in equilibrio a mezz’aria; Baccarat - Credits: www.baccarat.com

I sentimenti suscitati dalla vista di un esemplare equino sono tanti e intensi. Proprio per questo, anche nella storia della musica, il riferimento al mondo equestre non è mai mancato. Un esempio conosciuto ai molti è La Cavalcata delle Valchirie, brano presente nel terzo atto dell’opera La Valchiria di Richard Wagner. Una composizione che è un’ode all’eroismo guerriero, evocatrice di emozioni profonde e che, per questo, è spesso utilizzata nel mondo del cinema.

Sport equestri: i cavalli e le teste coronate

I cavalli, da sempre, sono tra gli animali più amati dalla più alta nobilita e borghesia. Compagni di vita e di viaggi, queste creature sono diventate veri e propri bracci destri di amazzoni e cavalieri in discipline sportive dall’allure raffinata.

Il Polo, definito “lo sport dei Re” è una di queste. Nata in Persia intorno al VI sec a.C. come gioco o allenamento per la cavalleria reale, questa attività fu poi importata in Inghilterra nella seconda metà del XIX sec. d.C., per poi diffondersi nei paesi anglosassoni ed in Argentina. È tuttora considerata una delle discipline più eleganti da praticare. Anche il Principe del Galles, William d’Inghilterra, conferma questa tradizione. Che abbia preso l’amore per i cavalli dalla compianta nonna?

William d’Inghilterra, Principe del Galles, durante il Royal Charity Polo Cup 2025 al Guards Polo Club; Engham, Inghilterra - Credits: Getty ImagesWilliam d’Inghilterra, Principe del Galles, durante il Royal Charity Polo Cup 2025 al Guards Polo Club; Engham, Inghilterra - Credits: Getty Images

La Regina Elisabetta amava profondamente i cavalli. Una passione nata dalla culla e portata avanti con un trasporto infinito, tanto da essere stata fotografata montare a cavallo, nel parco del suo amato Castello di Windsor, fino a pochi giorni prima della sua scomparsa. La campionessa di casa, però, è la Principessa Anna - figlia di Elisabetta - abile amazzone di salto ostacoli e vincitrice di svariati concorsi, nonché primo membro della famiglia reale britannica a partecipare alle Olimpiadi (quelle di Montreal nel 1976). Come lei, anche la figlia Zara Philips, cugina di William, è una saltatrice da podio.

A sinistra, Elisabetta da bambina con il suo pony nel Windsor Great Park, Berkshire; 1939 – A destra, la Regina Elisabetta II cavalca Balmoral Fern, un Fell Pony di 14 anni, nel Windsor Home Park; 2020 - Credits: Getty ImagesA sinistra, Elisabetta da bambina con il suo pony nel Windsor Great Park, Berkshire; 1939 – A destra, la Regina Elisabetta II cavalca Balmoral Fern, un Fell Pony di 14 anni, nel Windsor Home Park; 2020 - Credits: Getty Images

Per seguire l’esempio dei reali, gli appassionati di sport equestri non possono farsi scappare uno degli eventi più chic del settore, la Coppa del Mondo di Snow Polo, che si tiene annualmente a fine gennaio sul lago ghiacciato di St. Moritz e che, quest'anno, raggiungerà la 41° edizione. Qui le squadre gareggiano attorniate dal bianco ovattato della neve svizzera. Un’atmosfera davvero magica.

Saltando indietro nel tempo ed immergendosi nell’atmosfera dell’Impero Austroungarico, non possiamo che raccontare le scorribande della Principessa Sissi nel bosco insieme agli amici dalle criniere fluenti. Come lei, suo cugino Ludwig, Re di Baviera. Buon sangue non mente. E ora una bellissima Charlotte Casiraghi, campionessa di salto ostacoli, conferma che il binomio “sua altezza/cavalli” non può essere infranto. La Principessa di Monaco ha anche sfilato in sella per la Collezione Haute Couture di Chanel nel 2022.

A sinistra, l’Imperatrice Sissi a cavallo mentre si nasconde il volto con un ventaglio; 1865 – A destra, la principessa Charlotte Casiraghi sfila in passerella per la Collezione Haute Couture di Chanel; 2022 - Credits: Getty ImagesA sinistra, l’Imperatrice Sissi a cavallo mentre si nasconde il volto con un ventaglio; 1865 – A destra, la principessa Charlotte Casiraghi sfila in passerella per la Collezione Haute Couture di Chanel; 2022 - Credits: Getty Images

E per diventare perfette cavallerizze come le più belle regine e principesse? Sicuramente occorre dotarsi di strumenti di altissima qualità e raffinatezza. Tra tutti, gli articoli realizzati dalla maison Hermès sono ideali per preparare il proprio cavallo e montare cavalcando con uno stile unico e ricco di fascino e stile.

Per saltare ostacoli come una vera amazzone, cade a pennello la sella Faubourg, nata dalla collaborazione con il vice-campione del mondo Jérôme Guéry. Un prodotto unico, dal seggio profondo che diventa un tutt’uno con il cavallo e dall’arcione sottile, più altri dettagli tecnici che migliorano la creazione.

La sella Faubourg realizzata dalla maison Hermès - Credits: www.hermes.comLa sella Faubourg realizzata dalla maison Hermès - Credits: www.hermes.com

Tra i vari articoli, il sottosella per uso generico Hunter con trapuntatura sottile - dall’arancione iconico della maison e dalla forma ergonomica che lascia libero il garrese - è da sogno. Il tessuto esterno è idrorepellente, mentre quello interno è riciclato a nido d’ape per favorire una migliore traspirazione del cavallo. Il tocco in più è dato dal ricamo Clou de Selle “Hermès Sellier”, presente anche sulle fasce in velcro ampio, perfette per non fare gonfiare le gambe dei nostri destrieri.

Il sottosella Hunter e le fasce firmate Hermès: entrambi gli accessori brillano nell’arancione iconico della maison - Credits: www.hermes.comIl sottosella Hunter e le fasce firmate Hermès: entrambi gli accessori brillano nell’arancione iconico della maison - Credits: www.hermes.com

Per momenti da trascorrere in maneggio, non mancano capi incantevoli: tra gli altri, giacconi ultraleggeri aderenti e stretch - dal collo alto e bottoni a pressione, comode tasche e zip a “piccola staffa” - pantaloni da cavallo beige e stivaletti. Buttare il cuore oltre l’ostacolo non è mai stato così chic.

Articoli eleganti e raffinati che aprono la strada alla conquista da parte dell’allure equestre delle passerelle più importanti.

Moda, beauty e bijoux: è horse style

Il mondo della moda da sempre attinge a quello dell'equitazione, per creare look dal fascino irresistibile, e anche questo Autunno/Inverno 2025-2026 la rotta è spianata.

Le divise delle amazzoni sono una classica fonte di ispirazione per le collezioni di alcuni dei brand più importanti, tra cui Loro Piana. Così, l’abbigliamento quotidiano viene intriso di profumo di criniere al vento e sentore di cuoio, per dare vita ad outfit dall’eleganza senza tempo. In primis, l’accessorio che più di tutti decanta questo stile è lo stivale da cavallerizza.

Gli stivali da cavallerizza Kilda di Loro Piana: a sinistra in versione nera con interno in montone e, a destra, color burgundy - Credits: www.loropiana.comGli stivali da cavallerizza Kilda di Loro Piana: a sinistra in versione nera con interno in montone e, a destra, color burgundy - Credits: www.loropiana.com

Anche in passerella il mood equestre tiene le redini del gioco. Hermès porta in scena mises composte da blazer doppiopetto e monopetto in pelle, sfoggiate sopra a leggings tono su tono. Nella versione completa in testa di moro o total black, il risultato è sempre eccellente. Le amanti dello sporty mood possono optare per abbinamenti definiti da bomber con dettagli in maglia, che abbracciano dolcevita in tinta. Cosa non manca? Ovviamente lo stivale da cavallo.

Alcuni look dalla sfilata di Hermès FW2526 - Credits: Launchmetric.com/SpotlightAlcuni look dalla sfilata di Hermès FW2526 - Credits: Launchmetric.com/Spotlight

Ralph Lauren opta per look che strizzano l’occhio allo stile settecentesco. Camicie bianche con fiocchi e ruches si accompagnano a cappotti neri che scendono fino ai piedi e giacche di pelle sia black che brown. Sotto, gilet e pantaloni dal taglio equestre vengono abbracciati da stivali sopra e sotto al ginocchio, per un perfetto stile da moschettiere.

Alcuni look dalla sfilata di Ralph Lauren FW2526 - Credits: Launchmetric.com/SpotlightAlcuni look dalla sfilata di Ralph Lauren FW2526 - Credits: Launchmetric.com/Spotlight

Nascono così look eleganti e raffinati che profumano di atmosfere country chic.

E se si parla di fragranze non si può non ricordare la particolare bottiglietta che caratterizza The Spirit of Dubai Abjar Bois di Zhor. Sopra ad un’ampolla verde acceso spicca un cavallo rampante dorato, Abjar, al cui spirito nobile si ispira questo profumo. La leggenda di origini arabe vuole che il destriero - sempre audace e leale nei confronti del proprio padrone - durante una notte illuminata dalla luna svanisca nell’oscurità del bosco, correndo e lasciando dietro di sé solo l’eco dei suoi zoccoli. Una fragranza che unisce aromi legnosi e terrosi e note di cuoio, oltre ad altre interessanti sfumature. Per un profumo che parla di libertà e passeggiate nei boschi.

Il profumo The Spirit of Dubai Abjar Bois di Zhor - Credits: www.zhor.comIl profumo The Spirit of Dubai Abjar Bois di Zhor - Credits: www.zhor.com

Chi invece preferisce brillare grazie a gioielli che si ispirano al mondo equestre, non può rinunciare agli orecchini Chain Horse firmati Chloé. Realizzati interamente in ottone Vintage Gold, questi bijoux - dove una piccola testa di cavallo è impreziosita da catene pendenti - si ispirano al patrimonio della Maison. Sul retro è inciso il logo del brand.

Gli orecchini Chain Horse di Chloé - Credits: www.chloe.comGli orecchini Chain Horse di Chloé - Credits: www.chloe.com

Nascono così mises da mille e una notte.

Cavalli, tra libri e cinema

Protagonista di racconti e film, il cavallo conquista dal cinema western alle pellicole romantiche fino ai lungometraggi animati. Molto spesso libri e opere di regia danno vita ad universi dove l’immaginazione non ha limiti ed i sentimenti vengono stimolati.

Un esempio dall’allure magica è il racconto L’uomo che sussurrava ai cavalli. A questa storia toccante, narrata nel libro di Nicholas Evans del 1995, si è ispirato il regista e attore Robert Redford, per dare vita ad un omonimo capolavoro cinematografico in cui lui stesso recita - insieme ad una giovanissima Scarlett Johansson - interpretando Tom Booker, l'unica persona in grado di comprendere e farsi comprendere dai cavalli più problematici. Qui, il legame speciale tra uomo e cavallo fuoriesce dallo schermo conquistando e travolgendo cuore e mente. Una storia di fiducia e comprensione, ma soprattutto di pazienza e rispetto delle emozioni altrui. Anche di quelle animali.

L’attore e regista Robert Redford a cavallo durante le riprese del suo film L’uomo che sussurrava ai cavalli; 1997 - Credits: Getty ImagesL’attore e regista Robert Redford a cavallo durante le riprese del suo film L’uomo che sussurrava ai cavalli; 1997 - Credits: Getty Images

Un altro film che racconta la grande amicizia tra uomini e cavalli è Oceano di fuoco - Hidalgo. Una storia commuovente ambientata in Arabia, dove un giovane Viggo Mortensen, nei panni di Frank T. Hopkins, vince la famosa corsa chiamata Oceano di fuoco in sella al mustang più veloce dell’occidente, Hidalgo. Con il bottino della vittoria, il protagonista torna in America alla vigilia dello sterminio dei preziosi equini padroni di quelle terre, catturati all’interno delle riserve indiane per opera del governo degli Stati Uniti. Qui Frank compra tutti i cavalli e dona loro la libertà per preservarne la razza. Tra questi, anche il suo fidato amico Hidalgo, a cui regala la vita vera, dopo anni di fatica. Un film che trasmette anche il grande amore per i cavalli dell’attore Viggo Mortensen, il quale, alla prima nel 2004, si è presentato in sella ad Hidalgo.

L’attore Viggo Mortensen in sella al suo cavallo americano Hidalgo, durante la prima del film Oceano di Fuoco - Hidalgo; 2004 - Credits: Getty ImagesL’attore Viggo Mortensen in sella al suo cavallo americano Hidalgo, durante la prima del film Oceano di Fuoco - Hidalgo; 2004 - Credits: Getty Images

E nel 2002, l’animo dei bambini viene conquistato dallo spirito indipendente e ribelle di Spirit, cavallo selvaggio, esemplare di mustang simbolo della rotta verso la libertà, che costruisce un rapporto di amicizia, fiducia e rispetto con un indiano d’America.

Quando libri e cinema parlano di cavalli, i più grandi sentimenti si smuovono.

Cavalli e celebs

Star e cavalli, un binomio da favola. Questi animali attraggono persone comuni e celebrità sicuramente per la loro bellezza, l’eleganza che scaturisce da ogni loro movimento e lo status symbol che rappresentano.

Nel 1977 è iconica l’entrata di Bianca Jagger, ex modella ed ex moglie del frontman dei Rolling Stones Mick, allo Studio 54 - storico locale di New York - per la propria festa di compleanno. La cantante appare in sella ad un cavallo bianco. Ecco che le fiabe diventano realtà.

Bianca Jagger in sella ad un cavallo bianco durante la sua festa di compleanno allo Studio 54; New York, 1977 - Credits: Getty ImagesBianca Jagger in sella ad un cavallo bianco durante la sua festa di compleanno allo Studio 54; New York, 1977 - Credits: Getty Images

C’è chi con i cavalli è cresciuto. In sella fin da piccola la top model Bella Hadid, che grazie alla mamma, la ex modella Yolanda Hadid, vive da sempre circondata da animali. Amazzone provetta e vincitrice di molti concorsi ippici, ora la giovane cavalca lo stile del west, dopo l’inizio della relazione con il cowboy Adan Banuelos nel 2023. La si vede spesso presenziare, infatti, ad eventi legati al settore, applaudendo il suo principe azzurro.

Come lei, la sorella Gigi Hadid - top model ora fidanzata con l’attore Bradley Cooper (Linkare Boss) - da sempre amante dei cavalli insieme all’amica (e collega) Kendall Jenner. Una coppia di amazzoni dall’appeal glamour assicurato. Le due star delle passerelle e dei social, oltre a shooting in compagnia di bellissimi esemplari equini, hanno anche sfilato montando a cavallo durante il Vogue World: Paris a Place Vendome nel 2024.

Kendall Jenner e Gigi Hadid sfilano a cavallo durante il Vogue World: Paris in Place Vendome; 23 giugno 2024, Paris - Credits: Getty ImagesKendall Jenner e Gigi Hadid sfilano a cavallo durante il Vogue World: Paris in Place Vendome; 23 giugno 2024, Paris - Credits: Getty Images

E tra le star c’è chi sceglie i cavalli, ma nel motore. Un esempio? I piloti di Formula 1 della Ferrari Charles Leclerc e Lewis Hamilton. I due ragazzi, infatti, sono ora i simboli della casa automobilistica di Maranello, il cui cavallino rampante è sinonimo di alta qualità ed artigianalità italiana in tutto il mondo.

Charles Leclerc e Lewis Hamilton chiacchierano durante le qualifiche prima del Gran Premio di F1 del Messico all'Autodromo Hermanos Rodriguez; 25 ottobre 2025, Messico - Credits: Getty ImagesCharles Leclerc e Lewis Hamilton chiacchierano durante le qualifiche prima del Gran Premio di F1 del Messico all'Autodromo Hermanos Rodriguez; 25 ottobre 2025, Messico - Credits: Getty Images

Non ci resta che immergerci nel mondo equestre e… buon anno del cavallo a tutte!

Valeria Boraldi

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