Venticinque anni di evoluzione, identità e visione condivisa. Blauer celebra il suo 25esimo anniversario con Family Grammar, una mostra-installazione ospitata da Triennale Milano, che mette al centro il valore fondante del brand: la famiglia come grammatica originaria di ogni racconto. Curata da Felice Limosani e ospitata nel Salone d'Onore, l’esposizione è stata inaugurata con un cocktail party al quale hanno preso parte, tra gli altri, volti noti dello sport e dello spettacolo, accorsi per festeggiare la storia di un brand che è soprattutto la storia (di successo) di una famiglia con una precisa visione imprenditoriale. Le luci blu, gli alti soffitti, l'allestimento che occupa lo spazio con un minimalismo sofisticato e soprattutto l'affetto e l'entusiasmo delle tante persone presenti hanno reso la serata un reale momento di festa, culminato con lo showcase di Rose Villain. Una serata che, proprio come la mostra Family Grammar, ha saputo unire passione, arte e moda.
Undici fotografi di rilievo internazionale costruiscono un ritratto corale in cui la famiglia diventa la prima forma d’arte, struttura primaria di relazioni, memorie e valori condivisi. Peter Heck, James Mollison, David Drebin, Marco Glaviano, Stefano Babic, Richard Phibbs, Branislav Simoncik, Carlo Miari Fulcis, Rosi Di Stefano, Riccardo Vimercati e Bruce Weber (che già aveva curato la campagna pubblicitaria dell’inverno). Sono questi i nomi che con i loro obiettivi, nelle intenzioni di Limosani, diventano parte di un’orchestra. Family Grammar traduce questi principi in una narrazione visiva d'insieme: le fotografie sono disposte come spartiti su leggii, in una metafora che trasforma ogni immagine in una voce, ogni autore in uno strumento, ogni legame in una nota. Il blu, colore identitario del marchio, guida l’esperienza e rafforza il senso di appartenenza a un immaginario riconoscibile e condiviso. “La sensibilità dei fotografi ha dato forma a questa trama visiva, che ho trasformato in un'orchestra simbolica dove l’affetto diventa nota e il vissuto ritmo”, spiega Limosani.
Il progetto celebra non solo il marchio, ma soprattutto la storia imprenditoriale e umana che ne ha guidato lo sviluppo in Italia. Nato a Boston nel 1936 come produttore di uniformi tecniche per forze di polizia e corpi militari, Blauer ha trovato una nuova traiettoria grazie alla visione di Enzo Fusco, che ne ha portato il linguaggio negli ambiti del fashion contemporaneo, mantenendone intatti rigore, qualità e affidabilità. In questo percorso, la famiglia Fusco – insieme a Silvana, Federica Fusco D’Amore e Giuseppe D’Amore – ha accompagnato il brand in un’evoluzione coerente, costruita su continuità, responsabilità e autenticità. “Guardare a questo anniversario significa riconoscere il valore delle persone che hanno creduto nel brand e continuare a immaginare il suo futuro con lo stesso coraggio con cui lo abbiamo iniziato”, dichiara Enzo Fusco.
Accanto alla mostra, Blauer presenta anche una Special Capsule Edition – Chiara Perano by Francine: quattro giubbotti in pelle vintage provenienti dall’archivio di Blauer – due da uomo e due da donna - vengono reinterpretati dall’artista in collaborazione con Amy Bannerman, fondatrice della piattaforma di lusso second-hand Francine. Un intervento che unisce archivio, sostenibilità e contemporaneità, e che prevede la donazione di due capi alla Fondazione Libellule Insieme ETS Onlus (che si occupa di prevenzione, diagnosi e cura dei tumori femminili) per una futura asta benefica.
Inserita nel calendario ufficiale della Triennale Milano e di Milano Moda Uomo Autunno/Inverno 2026-27, Family Grammar restituisce una panoramica completa sull’identità di Blauer: dalle radici americane alla sensibilità italiana, dal prodotto alla cultura, dalla moda alla memoria. Un anniversario che non guarda solo al passato, ma riafferma con chiarezza la direzione futura del brand.