In oltre cinquant’anni di carriera Woody Allen ha superato i cinquanta film, vinto tre Oscar e ottenuto diciotto nomination. E ora che ha spento 90 candeline, i suoi Io & Annie e Manhattan sono ormai diventati parte del patrimonio culturale americano. L'immagine pubblica del regista è però molto più sfaccettata.
Negli Stati Uniti la reputazione resta polarizzata: le accuse abusi mosse dalla figlia adottiva Dylan Farrow, mai confermate in tribunale, continuano a pesare sul suo nome. Nonostante tutto, Allen non si è mai davvero fermato. E dentro la sua enorme filmografia c’è un elemento che torna sempre: le donne dei suoi film. Le “muse”, che per lui non sono mai state icone decorative, ma il cuore della sua ispirazione, capaci di orientare linguaggio, tono e direzione del suo cinema.
Film insieme: Provaci ancora, Sam (1972), Il dormiglione (1973), Amore e guerra (1975), Io & Annie (1977), Interiors (1978), Manhattan (1979), Misterioso omicidio a Manhattan (1993)
La prima e forse più importante musa. L’incontro ai provini di Provaci ancora, Sam dà il via a una collaborazione che definisce l’identità del “primo Allen”. Con Io & Annie, scritto su misura per lei, Keaton vince l’Oscar e diventa il modello della protagonista alleniana: brillante, insicura, indipendente e intellettuale. In Manhattan Diane Keaton è una giornalista affilata e sarcastica, mentre in Interiors rivela una solidità drammatica che permette al regista di esplorare territori più seri.
Alla morte della Keaton, l’11 ottobre 2025, Allen ha ricordato quanto fosse decisiva: «Facevo i miei film per una sola persona e mi importava solo di quello che diceva lei». Per decenni Keaton è stata il suo riferimento creativo più onesto. E probabilmente il suo amore più grande.
Film insieme: da Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982) a Mariti e mogli (1992), Zelig (1983), La rosa purpurea del Cairo (1985), Hannah e le sue sorelle (1986), Radio Days (1987), Crimini e misfatti (1989)
La collaborazione più lunga della sua carriera. Con Farrow Allen alza l’asticella narrativa: La rosa purpurea del Cairo sfrutta la sua grazia surreale, Hannah e le sue sorelle poggia interamente sul suo ruolo centrale, Crimini e misfatti la inserisce in un intreccio morale che anticipa il tono più serio degli anni Novanta. Farrow è la spina dorsale del “periodo d’oro” di Allen.
Film insieme: La dea dell’amore (1995)
Interpretazione fulminea e Oscar immediato. Con Sorvino Allen torna alla commedia dopo anni più cupi. La dea dell’amore segna anche un cambio generazionale nei suoi cast femminili e riporta in primo piano la sua vena brillante.
Film insieme: Match Point (2005), Scoop (2006), Vicky Cristina Barcelona (2008)
Johansson è il volto del suo periodo europeo. In Match Point diventa l’elemento destabilizzante di un thriller morale che conquista pubblico e critica. Scoop recupera toni leggeri, Vicky Cristina Barcelona trasforma la sua presenza in pura energia narrativa.
Film insieme: Basta che funzioni (2009)
Con Larry David come alter ego, Allen costruisce attorno alla giovane Wood la tipica dinamica che attraversa molti suoi film: intellettuale disilluso più ragazza spontanea. Il film segna il ritorno del regista nella sua Manhattan dopo gli anni londinesi e spagnoli.
Film insieme: Midnight in Paris (2011)
Due muse complementari: McAdams è la fidanzata concreta del presente; Cotillard la donna ideale di un passato mitizzato. Midnight in Paris è uno dei maggiori successi di Allen al botteghino e vale l’Oscar per la sceneggiatura.
Film insieme: Blue Jasmine (2013)
Uno dei personaggi più intensi scritti da Allen. Blanchett vince l’Oscar portando in scena una donna in caduta libera, fragile e disturbata. Con Blue Jasmine il regista torna a un realismo duro e contemporaneo.
Film insieme: Vicky Cristina Barcelona (2008), To Rome with Love (2012)
Maria Elena è uno dei personaggi più esplosivi mai creati da Allen, e Cruz ci vince l’Oscar. In To Rome with Love l'autore cambia completamente tono e si muove in una commedia di equivoci in una Roma luminosa e volutamente idealizzata.
Film insieme: Magic in the Moonlight (2014), Irrational Man (2015)
Stone si muove con naturalezza nei due registri alleniani: la commedia romantica Anni 20 che ragiona sul confine tra magia e logica, e il noir morale che riprende i dilemmi etici di Crimini e misfatti. È la musa della sua fase più recente.
Film insieme: Un giorno di pioggia a New York (2019)
Due energie opposte per un film che riprende lo stile più classico del regista. Fanning è entusiasta, impulsiva, trascinata dal vortice della città. Gomez è lo sguardo più concreto e disincantato. Insieme danno ritmo a una Manhattan piovosa e romantica che aggiorna l’immaginario alleniano a una nuova generazione.
Da Louise Lasser, prima moglie e prima musa, a Dianne Wiest (due Oscar); da Julia Roberts in Tutti dicono I Love You a Charlize Theron in Celebrity e La maledizione dello scorpione di giada; fino a Kate Winslet in La ruota delle meraviglie: la lista delle attrici che hanno segnato il cinema di Woodt Allen è lunga.
In un’intervista recente, Allen ha raccontato come vive l’arrivo dei novant’anni. Non vuole feste e non pensa all’eredità artistica. Scrive ogni giorno, come ha sempre fatto. Ha nuovi progetti ma sa che trovare finanziamenti oggi è complicato. L’unico regalo che desidera davvero è uno solo: restare abbastanza in salute da continuare a lavorare finché avrà storie da raccontare.
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