Dai romanzi storici alle serie in costume, dai classici rivisitati ai kolossal mitologici: il passato non è mai stato così presente. E conquista il pubblico.
Non è solo nostalgia, ma desiderio di cercare, nel passato, risposte sul presente. E appassionarsi a belle storie…
Valeria Golino dirige L’arte della gioia e accende un faro su una protagonista disturbante e meravigliosamente fuori dagli schemi. Modesta – interpretata da Tecla Insolia – è libera, spietata, amorale. Ma dietro la Sicilia della prima metà del secolo scorso, c’è una riflessione lucidissima sull’autodeterminazione femminile. E una scrittrice da riscoprire: Goliarda Sapienza.
M- Il figlio del secolo, tratto da Antonio Scurati, ha portato il fascismo in tv. Luca Marinelli è un Benito Mussolini magnetico e inquietante. La serie alterna ricostruzione storica e teatralità, per raccontare non solo come nasce il potere, ma come continua a parlarci. Anche oggi.
Nel film Le assaggiatrici, diretto da Silvio Soldini, ora nelle sale, la guerra passa per lo stomaco. Giovani donne costrette ad assaggiare i pasti di Hitler per evitare un possibile avvelenamento. Una storia vera, diventata romanzo (di Rosella Postorino) e ora film. Il risultato? Un racconto asciutto, disturbante, dove la sopravvivenza è anche un atto politico. E la colpa non è sempre una scelta.
Sessant’anni dopo Visconti, la serie tv riparte da una frase più attuale che mai: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Sullo sfondo, la Sicilia. In primo piano, la trasformazione. Nella nuova versione, i personaggi femminili si riscrivono: da comprimarie a protagoniste, si ribellano a un destino già scritto.
La tendenza è chiara. La portalettere, bestseller ambientato nel dopoguerra salentino, diventerà una serie. E intanto le librerie si riempiono di storie che rileggono il passato da angolazioni intime e inedite.
Come La grande sete di Erica Cassano, ambientato nella Napoli affamata e in macerie del '45. O Clementina di Giuliana Salvi, che ripercorre la storia di una bisnonna rivoluzionaria nell’educazione dei bambini nel Salento del primo Novecento. Entrambi ai vertici delle classifiche.
Il conte di Montecristo è già arrivato in tv con Sam Claflin. E nel 2026 tocca a Cime tempestose, diretta da Emerald Fennell, con Margot Robbie e Jacob Elordi. Il classico diventa hype. Dalle serie tv ai social network.
Bridgerton, Downton Abbey, l’universo austeniano riscritto in chiave queer, inclusiva, irriverente. I period drama non sono più (solo) drammi in costume. Sono strumenti brillanti per parlare di razza, genere, classismo, femminismo. Dietro corsetti e balli, c’è molto più di quello che sembra. Il terzo attesissimo film della saga di Downton Abbey è previsto per settembre 2025.
Altro appuntamento imperdibile è luglio 2026: Christopher Nolan porta Ulisse in giro per il mondo. L’Odissea, girata in queste settimane in IMAX tra Mediterraneo e Asia, con Matt Damon, Tom Holland e Zendaya rilancia il peplum con ambizioni altissime. Dopo Gladiatore II, l’antichità torna a essere cinema spettacolare..
Il passato rassicura, offre ordine, struttura. Ma non è solo una comfort zone narrativa, è materiale vivo per rileggere il presente. Con storie avvincenti, ieri come oggi.