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entertainment25 gennaio 2026

Agatha Christie, 50 anni dopo: la vera storia della scrittrice oltre il mito

A mezzo secolo dalla morte, un ritratto completo della regina del giallo: dai due miliardi di copie vendute alle celebrazioni internazionali del 2026
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Di Marta Perego

La scrittrice di romanzi gialli Agatha Christie (1890-1976) mentre firma le edizioni francesi dei suoi libri, 1950 ca. - Credits Getty ImagesLa scrittrice di romanzi gialli Agatha Christie (1890-1976) mentre firma le edizioni francesi dei suoi libri, 1950 ca. - Credits Getty Images

Letta, amata, celebrata. Dietro l’immagine rassicurante dell’anziana signora che costruisce enigmi sorseggiando tè, Agatha Christie è stata molto di più: una donna economicamente indipendente, una viaggiatrice instancabile, una professionista che ha attraversato il Novecento senza mai smettere di lavorare e ha ispirato generazioni di donne. A cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta il 12 gennaio 1976, la sua figura merita di essere riletta oltre il mito.

Agatha Christie è l’autrice di 66 romanzi polizieschi, 6 romanzi sentimentali pubblicati sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott, oltre 150 racconti, più di 24 opere teatrali e due autobiografie. I suoi libri hanno venduto più di due miliardi di copie nel mondo, rendendola una delle scrittrici più lette di sempre, seconda solo alla Bibbia e a Shakespeare secondo le stime editoriali.

Eppure, nonostante questi numeri, la sua immagine pubblica è stata a lungo semplificata. In Inghilterra è parte del canone: studiata a scuola, celebrata con festival, mostre, ristampe continue. Ma questa consacrazione ha spesso prodotto un effetto collaterale: la trasformazione di Christie in un’icona rassicurante, lontana dalla complessità della donna che è stata.

Una scrittrice instancabile

Agatha Mary Clarissa Miller nasce nel 1890 a Torquay, nel Devon, in un’Inghilterra ancora vittoriana. Cresce in un ambiente protetto ma non convenzionale, educata in gran parte in casa, incoraggiata dalla madre a coltivare l’immaginazione. Questo sguardo laterale, mai completamente integrato, diventerà una delle sue grandi risorse narrative.

Christie osserva senza farsi notare. Ed è forse per questo che i suoi investigatori più celebri sono figure marginali: Hercule Poirot, straniero meticoloso e sottovalutato, e Miss Marple, anziana signora apparentemente innocua. Entrambi vedono ciò che gli altri ignorano, proprio perché nessuno li considera davvero pericolosi.

Kenneth Branagh interpreta Hercule Poirot nel film “Assassinio sull’Orient Express” (2017) tratto dal romanzo di Agatha Christie - Credits AgfKenneth Branagh interpreta Hercule Poirot nel film “Assassinio sull’Orient Express” (2017) tratto dal romanzo di Agatha Christie - Credits Agf

Lavorare, anche in guerra

Durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, Agatha Christie lavora come infermiera e poi come assistente in farmacia. È qui che acquisisce una conoscenza approfondita di veleni, antidoti e dosaggi, che utilizzerà con precisione quasi scientifica nei suoi romanzi. Non è un dettaglio marginale: oltre un terzo dei suoi delitti letterari avviene per avvelenamento.

Il suo primo romanzo con Poirot, Poirot a Styles Court (1920), riceve persino una recensione su The Pharmaceutical Journal, che ne elogia la correttezza tecnica. Un riconoscimento raro, che conferma quanto il suo lavoro fosse fondato su competenza e metodo, oltre che su intuizione narrativa.

Sparizioni, crisi, reinvenzioni

Nel 1926 Agatha Christie scompare per undici giorni. La sua auto viene ritrovata abbandonata, lei riappare in un hotel sotto falso nome, quello dell’amante del marito. Non fornirà mai una spiegazione definitiva. È l’episodio che più di ogni altro contribuisce a costruire il mito, ma è anche il segnale di una crisi profonda: il tradimento del marito Archibald Christie e la recente morte della madre.

Dopo quella frattura, Agatha si reinventa. Viaggia da sola, attraversa il Medio Oriente sull’Orient Express, si avvicina all’archeologia e incontra Max Mallowan, che diventerà il suo secondo marito, di quattordici anni più giovane. Con lui partecipa agli scavi in Siria e in Iraq, fotografa reperti, pulisce manufatti, scrive ovunque. Il viaggio diventa uno spazio di libertà e di autonomia.

L’articolo di un giornale britannico del 1926 che riporta della misteriosa scomparsa di Agatha Christie, ritratta in foto. Accanto, una foto della figlia - Credits Getty ImagesL’articolo di un giornale britannico del 1926 che riporta della misteriosa scomparsa di Agatha Christie, ritratta in foto. Accanto, una foto della figlia - Credits Getty Images

Una professionista indipendente

Christie è stata una donna economicamente autonoma in un’epoca in cui non era affatto scontato. Scrive senza sosta, firma contratti, difende i propri diritti d’autrice, costruisce un impero editoriale e teatrale. Se le chiedevano che lavoro facesse, rispondeva “casalinga”.

I suoi romanzi parlano di omicidi, ma raccontano soprattutto l’ordine e il caos della società. Mostrano un male quotidiano, domestico, vicino. Rassicurano perché promettono una soluzione, ma inquietano perché suggeriscono che la violenza non è mai lontana, né eccezionale. E di solito alberga nelle case.

Christie oggi: mostre e celebrazioni

Il 2026, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, segna un nuovo momento di rilettura, non solo al cinema dove i suoi romanzi hanno trovato molteplici trasposizioni. In Italia, la mostra 50 Pintér x 50 Christie, ospitata al Laboratorio Fondazione Mondadori di Milano (fino al 17 gennaio, verrà replicata alla Bologna Children’s Book Fair dal 13 al 16 aprile), espone le celebri copertine di Ferenc Pintér che hanno definito l’immaginario visivo italiano di Poirot e Miss Marple. A Londra, la British Library dedicherà alla scrittrice un'attesissima grande esposizione dal 30 ottobre 2026 al 20 giugno 2027, con materiali d’archivio, appunti personali e fotografie.

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