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05 aprile 2025

“Tracey Emin. Sex and Solitude” a Firenze

Per la prima volta in Italia, l’artista britannica espone a Palazzo Strozzi 60 delle sue opere in una mostra aperta fino al 20 luglio 2025

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Sesso e solitudine. Queste due parole apparentemente antitetiche costituiscono il binomio che dà il nome alla mostra di Tracey Emin allestita a Palazzo Strozzi di Firenze. L'ex bad girl dell’arte - da poco insignita del titolo di Dame da re Carlo III - ha costruito un intenso viaggio dal significato universale sui temi del corpo e del desiderio, dell’amore e del sacrificio attingendo alla sua personale esperienza autobiografica, con un approccio diretto e crudo.

35 anni di lavoro artistico in mostra

È sulle antitesi e il dialogo tra concetti apparentemente opposti che Tracey Emin sviluppa il suo percorso artistico, rendendo l’arte uno spazio intimo ma condiviso. Disegno, pittura, arazzi, ricami, sculture in bronzo e installazioni al neon: il suo lavoro di 35 anni nelle sale di Palazzo Strozzi è organizzato per nuclei tematici. Tra le opere più importanti esposte, la monumentale scultura in bronzo I Followed You To The End, posta nel cortile centrale, ma anche l’installazione Exorcism of the last painting I ever made. Quest’ultima ricostruisce una performance realizzata dalla Emin nel 1996 che per tre settimane e mezzo ha disegnato e dipinto nuda sotto agli occhi del pubblico. È un’opera fondamentale nella biografia dell’artista che sancisce la sua riconciliazione con la pittura, dopo una lunga crisi dovuta a un aborto che l’ha allontanata dal dipingere per ben sei anni.

Dolore, rabbia, strazio e desiderio si compenetrano nella sua arte

Una mostra che tra figurazione e astrazione attinge costantemente al dato biografico della Emin, la cui vita non è stata sicuramente facile. Nata nel 1963 in un sobborgo di Londra, figlia di padre turco-cipriota e madre inglese di discendenza rom, Tracey scappa di casa intorno ai 15 anni, dopo aver subito una violenza che la segnerà a lungo. Diventare artista è il suo obiettivo. Studia moda, incisione e disegno fino a specializzarsi in pittura al Royal College of Arts di Londra alla fine degli Anni 80, con una tesi su Munch, il suo artista feticcio. Il suo grande talento esplode negli Anni 90, ma la complessità del suo essere la porta a trascorrere anni di solitudine seguiti da periodi di vita agitata e viceversa, daccapo. Eppure non manca di rappresentare anche la bellezza dell’esistenza, la passione e la forza con cui lei stessa ha affrontato il quotidiano.

“Il desiderio di contatto e l’inevitabile isolamento dell’esistenza sono due concetti connessi tra loro. Ci sono momenti della vita in cui sei con altre persone e non importa quanto tu sia fisicamente vicino a loro, ti senti comunque completamente solo. A molti è successo di fare sesso con persone sentendosi così”: queste le parole di Tracey Emin sul senso della personale a Palazzo Strozzi, dove la scritta al neon “Sex and solitude” sulla facciata rinascimentale fa capire che in quelle sale c’è qualcosa di speciale da vedere. “Spero anche che le persone non interessate all’arte, passando per la mostra, possano leggerne il titolo e rifletterci”.

Credits

Tracey Emin, Sex and Solitude, Palazzo Strozzi, Firenze, 2025.

Video The Factory Prd. © Tracey Emin. All rights reserved, DACS 2025.

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