Max Mara ha scelto la Reggia di Caserta, patrimonio UNESCO, capolavoro barocco-neoclassico con 1.200 stanze e giardini che ricordano Versailles, come palcoscenico per la Resort 2026.
La collezione rende omaggio al 1951, anno di fondazione del marchio, traendo linfa dal momento di rinascita post-bellica e dalla vivace energia delle donne napoletane, dal mito mediterraneo dalla sensualità anni ’50.
Ian Griffiths, direttore creativo, descrive la linea come un “amore per le donne di Napoli, tutte fuoco e spirito”.
Sui gradini marmorei della Reggia le modelle hanno sfilato con cappotti sofisticati ma quotidiani, pantaloni corti abbinati a giacche fluide o stivali alti, foulard Marinella e linee pulite che fondono maschile e femminile.
Capi strutturati ma dal tocco morbido, cappotti cocoon in cashmere, blazer destrutturati e abiti pensati per una donna lontana dai dettami del red carpet.
I capi alternano una sensualità grafica, reggiseni a fascia, sottovesti, shorts arrotolati, tasche evidenti, cappotti-scultura con frange, colletti a ciambella e cinture larghe.
La collaborazione con Marinella introduce il riferimento al “dandy napoletano”, le cravatte del 1951 rilette come pattern sui pigiami di seta e maglie in cashmere.
Tra le fonti ispiratrici troviamo il cinema neorealista italiano (Sophia Loren, Silvana Mangano), l’iconografia della “Venere Vesuviana”.
Alla sfilata erano presenti numerose star internazionali tra cui Sharon Stone, Gwyneth Paltrow,Hayley Atwell , Joey King e Laetitia Casta.
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