Un trapianto di cuore fallito su un bambino di Napoli ha catalizzato l’attenzione mediatica per una serie di presunti errori logistici e procedurali che avrebbero messo a rischio la vita del piccolo.
Domenico, due anni, affetto da cardiomiopatia dilatativa, aveva urgente bisogno di un trapianto di cuore. Nel dicembre 2025, la famiglia di Domenico riceve una notizia che sembra riaccendere le loro speranze: è stato trovato un cuore compatibile.
Purtroppo, quella che avrebbe dovuto essere la più grande gioia per Domenico si è trasformata in un dramma per lui e per la sua famiglia. Il trapianto, effettuato all'ospedale Monaldi di Napoli, si sarebbe concluso con l'impianto di un cuore in parte danneggiato.
Il 22 dicembre 2025, la famiglia di Domenico riceve la notizia di un cuore compatibile per Domenico. L'organo arriva da Bolzano, ma a Napoli giunge danneggiato per motivi ancora da delineare.
Il 23 dicembre alle 10, il cuore viene espiantato a Bolzano dal donatore. Secondo quanto ricostruito, l'equipe medica di Napoli sarebbe partita senza il box omologato per il trasporto dell’organo, necessario per mantenere una temperatura controllata. Inoltre, secondo le prime ricostruzioni, i sanitari di Bolzano avrebbero riempito il contenitore per il trasporto con del ghiaccio secco invece di utilizzare il ghiaccio naturale.
Il cuore, che si presume trasportato senza le dovute precauzioni, sarebbe arrivato a Napoli danneggiato: l'organo non sarebbe stato mantenuto a 4 gradi, come previsto dalle normative, ma sarebbe stato esposto a temperature molto più basse, circa -78 gradi.
Alle 14:30 del 23 dicembre inizia l’espianto del cuore malato. I medici avrebbero iniziato l’operazione di espianto prima di verificare se il nuovo cuore da impiantare fosse sano. Quando i medici si rendono conto che l’organo era danneggiato, sarebbe stato ormai tardi per tornare indietro.
In un’intervista a È sempre Cartabianca, Patrizia Mercolino, madre di Domenico, racconta il dolore provato ma anche la sua determinazione nel non voler perdere la speranza: “Mio figlio sta continuando a lottare. Spero sempre si trovi una soluzione. Prima faceva la vita di tutti i bambini. Lui aveva una terapia, ma io cercavo di fargli fare una vita normale. La voglia di vivere viene tutta da lui”.
“Mi manca molto la sua voce. Mi poggio lì e gli tengo la manina. Doveva essere una cosa felice, era una possibilità di una vita nuova, ma non riuscivo a stare tranquilla. Avevo un brutto presentimento”, dichiara Patrizia Mercolino che, nonostante l’accaduto, continua ad avere fiducia nei medici, “Con i medici c’è lo stesso rapporto che c’è sempre stato. Non ho mai messo in dubbio la professionalità del primario che ha operato mio figlio, ma è la fiducia che manca. Vedremo al momento”.
In attesa del vertice degli specialisti in trapianti pediatrici che dovrà decidere se Domenico possa essere idoneo a un secondo trapianto, la mamma di Domenico parla ai microfoni di Dentro la Notizia: "Non so cosa diranno, io mi aspetto solo buone notizie, però lo ripeto, qualsiasi cosa dicano io la speranza non la perdo. Continuo, vado avanti".
Il 17 febbraio è stata confermata la disponibilità di un cuore che potrebbe essere compatibile per Domenico. Attualmente, Domenico è ricoverato in condizioni “critiche ma stabili” nel reparto di Terapia Intensiva dell'ospedale Monaldi di Napoli.
La valutazione del 18 febbraio sulla trapiantabilità del piccolo ha dato esito negativo. Il pool di esperti provenienti dai principali centri d'eccellenza italiani, riunito al Monaldi, ha stabilito che le condizioni cliniche di Domenico non sono più compatibili con un nuovo trapianto. Nonostante le speranze iniziali, il team multidisciplinare ha condiviso all'unanimità che il bambino non è attualmente operabile. Di conseguenza, il cuore che si era reso disponibile è stato assegnato a un altro dei piccoli pazienti in lista d'attesa.
Secondo quanto emerso dal vertice, la decisione di non procedere sarebbe legata a un generale affaticamento degli altri organi, in particolare reni e fegato, che compromette la riuscita di un eventuale nuovo intervento. Inoltre, il sospetto di infezioni nosocomiali renderebbe, secondo i consulenti legali, il bambino non idoneo a prescindere dalla disponibilità di un organo. Durante la giornata del vertice, Domenico sarebbe stato anche svegliato dalla sedazione per permettere agli specialisti di valutarne le condizioni neurologiche prima di emettere il verdetto definitivo.
Con la conferma dell'inoperabilità, l'avvocato della famiglia ha dichiarato in diretta a Dentro la notizia che "è finito il tempo della speranza e inizia quello della responsabilità". La difesa avrebbe richiesto l'acquisizione di tutta la documentazione medica, incluse le TAC effettuate a febbraio, per verificare se la situazione fosse già compromessa da tempo e se si potessero tentare strade alternative, come il cuore artificiale, già 50 giorni fa.
Parallelamente, l'indagine della Procura proseguirebbe concentrandosi sulle modalità di trasporto del primo cuore da Bolzano: si ipotizza che il personale non fosse adeguatamente formato all'uso del contenitore di ultima generazione e che l'uso di ghiaccio secco abbia causato il congelamento dell'organo a -78 gradi. Nel frattempo, la famiglia avrebbe ricevuto la visita e il sostegno dell'Arcivescovo Battaglia e del Presidente Fico, mentre la madre Patrizia resta vicina al piccolo Domenico in terapia intensiva.