L'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico, il bimbo trapiantato con un cuore danneggiato, annuncia in diretta a Dritto e Rovescio insieme alla madre Patrizia Mercolino che inizieranno le terapie per alleviare le sofferenze del bambino dopo che il comitato di esperti ha stabilito che non è più operabile.
L'avvocato spiega: "Purtroppo oggi abbiamo preso le cartelle cliniche, i pareri del gruppo interdisciplinare, le abbiamo sottoposte al nostro team medico legale. Una volta tolta la sedazione a Domenico, non si è svegliato, quindi avendo valutato che è sicuramente una prognosi certamente senza ombra di dubbio infausta, un paio d'ore fa ho mandato una PEC al Monaldi, dove per volontà della famiglia abbiamo fatto una richiesta di PCC che è la pianificazione condivisa delle cure".
L'avvocato spiega: "È un istituto introdotto nel 2017 e, ci tengo a precisare, non si parla di eutanasia, ma per evitare l'accanimento terapeutico, è volto a spostare tutta la terapia clinica dalla guarigione soltanto all'alleviamento delle sofferenze". Petruzzi aggiunge: "Il Monaldi dopo un'ora ha accettato e domani ci sarà il primo accesso, dove parteciperanno i genitori e il medico, il medico legale di parte e inizieranno a pianificare tutto il percorso terapeutico solo per alleviare il dolore".
Sul tema delle responsabilità, l'avvocato dichiara: "La chiedo al Monaldi". Petruzzi solleva un primo dato emerso dall'analisi della documentazione: "Vorrei sollevare un primo dato che in queste ore, proprio in questi momenti, mi ha messo all'occhio il medico legale che sta in questo momento proprio studiando le cartelle cliniche, i pareri. Il primo parere dell'Heart Team è datato 6 febbraio, cioè solo il 6 febbraio, quindi 45 giorni dopo, è stato istituito un gruppo interdisciplinare per valutare la situazione di Domenico. Per 45 giorni è stato attaccato all'ECMO senza una valutazione di qualsiasi altra tipologia alternativa in attesa del nuovo cuore".
Il dramma del piccolo Domenico ha avuto inizio il 23 dicembre 2025, quando è stato individuato un cuore compatibile a Bolzano. L'equipe medica sarebbe partita senza il box omologato e a Bolzano sarebbe stato usato ghiaccio secco invece del ghiaccio naturale, finendo per "bruciare" l'organo. I medici del Monaldi avrebbero iniziato l'espianto del cuore malato di Domenico prima di verificare l'integrità del nuovo organo e, accortisi del danno, sono stati costretti a impiantare comunque il cuore compromesso.
Il 18 febbraio un pool di luminari e ispettori ministeriali ha stabilito che il bambino non è più operabile a causa di un generale affaticamento degli organi, sospette infezioni e condizioni cliniche ormai incompatibili con un nuovo intervento. Il nuovo cuore disponibile è stato destinato a un altro bambino in lista d'attesa.