Il piccolo Domenico, il bambino di due anni al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato durante il trasporto, non è operabile secondo quanto stabilito dal comitato di esperti convocato al Monaldi di Napoli. Il padre e l'avvocato della famiglia parlano per la prima volta a Dentro la notizia.
L'avvocato Petruzzi conferma il verdetto degli esperti: "Non è più operabile. Vengono da tutta Italia i maggiori esperti, non abbiamo motivo di contraddire questo team, in ogni caso però dobbiamo vedere un attimo la documentazione, la relazione".
La mamma, che fino al giorno prima non aveva perso le speranze, sarebbe rimasta costantemente vicino al figlio: "Oggi la mamma è stata nel reparto, è stata dentro prima, dopo, durante, poi è uscita, è rientrata".
L'avvocato rivela che oggi erano presenti anche gli ispettori all'ospedale e che la mamma avrebbe incontrato il presidente Fico: "Gli ha chiesto scusa, anche se non è colpa sua, gli ha chiesto scusa e che faranno giustizia". Sarebbe arrivato anche l'Arcivescovo Metropolita Battaglia per pregare con la mamma.
L'avvocato Petruzzi annuncia: "Devo prendere le carte, studiarle, perché se è finito il momento della speranza inizia quello delle responsabilità". Secondo l'avvocato, la madre avrebbe commentato: "Mio figlio è ancora in vita, non ha chiuso ancora gli occhi, ma se gli specialisti di tutta Italia dicono che non è operabile...".
L'avvocato precisa che "una nota di cinque righe dopo 57 giorni non è sufficiente. Dobbiamo leggere la documentazione" e ribadisce che bisognerà analizzare tutto il percorso clinico: "Dobbiamo guardare le cartelle cliniche. Solo una volta esaminati quegli esami strumentali si potrà capire se nel periodo temporale che è andato dal 23 dicembre ai primi di febbraio la situazione era completamente diversa o è stata così grave sin da subito dopo l'intervento".
La vicenda ha avuto inizio il 23 dicembre 2025, quando è stato individuato un cuore compatibile a Bolzano. L'equipe medica sarebbe partita senza il box omologato e a Bolzano sarebbe stato usato ghiaccio secco invece del ghiaccio naturale, finendo per "bruciare" l'organo. I medici del Monaldi avrebbero iniziato l'espianto del cuore malato di Domenico prima di verificare l'integrità del nuovo organo e, accortisi del danno, sono stati costretti a impiantare comunque il cuore compromesso. Il nuovo cuore disponibile è stato destinato a un altro bambino in lista d'attesa.
A Dentro la notizia, il padre di Domenico ricorda commosso il figlio: "Domenico è più forte di me. Ogni mattina quando mi alzavo per andare a lavorare, lui si svegliava vicino a me e mi diceva: Ciao papà. Amava giocare, mi manca il sorriso, mi mancano tutte le cose del mio bambino". L'uomo aggiunge: "L'ho visto l'ultima volta quando l'ho portato all'ospedale. Stavo giocando con lui nel corridoio, poi quando se lo sono presi, piangeva, e da lì io non l'ho visto più".