A Dentro la notizia interviene Lucia, la madre di Francesco Dolci, l'unico indagato per la profanazione della tomba di Pamela Genini, la 29enne uccisa a Strozza nell'ottobre del 2025 dall'ex compagno Gianluca Soncin con oltre trenta coltellate. La donna difende il figlio, escludendo ogni sua responsabilità nel furto della testa della vittima scoperto a marzo 2026.
"Sì, credo nella innocenza totale di mio figlio, perché non farebbe una cosa così", afferma la madre dell'indagato, che ribadisce: "Sono certa al 100%". Poi precisa: "Indagato non vuol dire essere colpevole. Non ha commesso niente di quello per cui è indagato".
Lucia ricorda anche il suo personale rapporto con Pamela Genini: "L'ho conosciuta. Era una persona fine, gentile e molto dolce. Sì, molto dolce. E mi dispiace tantissimo per quello che le è successo". Sul legame tra il figlio e la vittima, dichiara: "Ha fatto molto per Pamela, poi era innamorato".
Uno dei punti più controversi del caso riguarda le ripetute visite di Francesco Dolci al cimitero di Strozza, riprese dalle telecamere di sorveglianza in orari ritenuti sospetti dagli inquirenti. Lucia offre la sua versione dei fatti: "Più di una volta siamo andati insieme perché tornavamo da Bergamo e gli ho chiesto io: andiamo a trovare Pamela al cimitero, e poi sono andata anche altre volte da sola".
La donna racconta: "Lui ha fatto una strada diversa perché ha iniziato a piangere, sconvolto. Andava lì per pregare". E precisa: "Quando passava, andava al cimitero a trovare Pamela, a pregare per lei, non di certo a controllare chissà cosa".
Lucia respinge anche l'accusa di ossessione che la famiglia di Pamela e diversi esperti avrebbero mosso nei confronti di Francesco Dolci: "Non era ossessionato da Pamela, Francesco. Assolutamente no". La madre ricorda poi come il figlio abbia appreso la notizia della profanazione: "Mio figlio è sceso dalle scale piangendo. Mamma, mamma, hanno tagliato la testa di Pamela. E gli ho detto: Ma cosa stai dicendo?. Eh, purtroppo era successo veramente". Secondo la donna, Dolci avrebbe saputo dell'accaduto dalla mamma di un suo amico: "Stava vedendo televisione e ha chiamato mio figlio".
Il ricordo della notte del femminicidio rimane vivo anche nella memoria di Lucia: "Mi ricordo benissimo quella notte, mi ha chiamato piangendo per dirmi che stava scendendo a Milano perché avevano ammazzato Pamela".
La donna si rivolge infine alla famiglia di Pamela Genini, che pubblicamente avrebbe indicato Dolci come responsabile della profanazione: "Hanno quell'idea fissa che è stato lui. E cosa posso farci? Addirittura han detto: confessa e dicci dov'è la testa. Ma cosa deve confessare se non è stato lui?".
Il processo per il femminicidio a carico di Gianluca Soncin è iniziato a Milano nel maggio 2026 presso la Corte d'Assise, con Francesco Dolci che avrebbe dichiarato di volersi costituire parte civile. Parallelamente, le indagini sulla profanazione della tomba proseguono: gli inquirenti starebbero attendendo i risultati delle analisi del DNA sul capello biondo rinvenuto durante la perquisizione nella casa di Dolci, che potrebbero risultare determinanti per la posizione dell'unico indagato.
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