Rachel, la zia dei tre bambini della famiglia nel bosco, respinge a Dentro la notizia le accuse secondo cui la presenza dei familiari australiani condizioni negativamente i minori e contesta la narrazione dell'isolamento della casa di Palmoli.
La casa, infatti, si troverebbe a due passi dalla strada provinciale che collega Palmoli con il resto della regione. La casa dove la zia e la mamma vivono ora, quella che il comune aveva assegnato a Nathan, sarebbe paradossalmente molto più isolata e difficile da raggiungere anche per un’ambulanza. Rachel dichiara: "La cosa più sorprendente è che questo posto è sempre stato descritto come un posto in mezzo alla foresta, nel mezzo del nulla, isolato. Ma non è isolato. Se ti guardi intorno: vicini, tante persone e solo dieci passi per arrivare alla strada".
La zia risponde così all'assistente sociale, che ha dichiarato che i familiari non sarebbero d'aiuto in questo momento: "Non so perché lo dicono. So che questi bambini stanno soffrendo, sono traumatizzati. Ora hanno solo bisogno della famiglia per aiutarli a guarire e noi stiamo solo dando loro una piccola dose di coccole e amore perché stanno soffrendo".
La vicenda della famiglia nel bosco riguarda Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che vivevano con i tre figli in un casolare rurale a Palmoli. Il 20 novembre 2024, il tribunale ha disposto l'allontanamento dei minori e il loro trasferimento in una casa famiglia a Vasto insieme alla madre, a seguito di una segnalazione dei servizi sociali per condizioni di disagio abitativo e assenza di istruzione scolastica convenzionale.
Il giorno del suo compleanno, Nathan aveva rilasciato un’intervista esclusiva a Dentro la notizia: "Ho avuto il permesso per andare alla casa-famiglia per un’ora e mezza. Loro sono sempre contenti quando mi vedono, ma è molto difficile quando vado via".