Di Federica Caiazzo
C'è una velata nostalgia tra i codici della moda Autunno/Inverno 2026-2027. Non una semplice operazione revival, né il desiderio di replicare fedelmente un guardaroba d'archivio: è piuttosto la voglia di recuperare un'estetica riconoscibile, fatta di volumi importanti.
Gli Anni 80 tornano così a ispirare i capispalla, tra spalle scolpite, imbottiture strategiche e proporzioni che rivendicano il proprio spazio nel guardaroba femminile. A queste suggestioni si affianca il cappotto a vestaglia che continua a calcare la scena con la sua linea avvolgente e il suo animo da autentica diva. Tre interpretazioni diverse che delineano le 3 grandi tendenze cappotti per la moda Autunno/Inverno 2026-2027.
Spalle importanti: basta un'imbottitura ben visibile per modificare le proporzioni del corpo e donare al cappotto un'attitudine ancor più decisa. È uno dei codici più riconoscibili del power dressing Anni 80, quando il perimetro della spalla fu un vero e proprio espediente sartoriale per affermare presenza e personalità. Per l'Autunno/Inverno 2026-2027, questo dettaglio torna protagonista senza imporre (necessariamente) una silhouette squadrata: accompagna i tagli dritti, segue le linee sartoriali.
Nelle sfilate di Prada e Givenchy, il cappotto grigio si distingue appunto per la spallina evidente, che definisce la parte superiore della silhouette e restituisce al capospalla una presenza più incisiva. Mugler spinge invece il concetto verso un territorio più audace, con un cappotto in pelle nera dalle spalle imbottite e dal mood dominatrice. Il risultato dimostra quanto questo elemento possa essere versatile (oltre che riconducibile – anche – alla tendenza boxy): non soltanto un’operazione di nostalgia Anni 80, ma anche un modo per giocare col concetto di seduzione.
Anche nel quotidiano, la spalla imbottita si prepara a diventare il dettaglio distintivo dei cappotti più semplici e minimali. Gucci sceglie il doppiopetto nero con bottoni tono su tono, una proposta dal carattere deciso che punta sulla costruzione e sul rigore cromatico.
Phoebe Philo esplora invece una dimensione più materica con un cappotto drappeggiato, caratterizzato da sfumature marroni dall'effetto leggermente délavé e tasche frontali: un modello in cui la costruzione incontra un'estetica volutamente vissuta. Victoria Beckham torna infine al rigore del doppiopetto grigio, con bottoni che sottolineano la linea sartoriale e una silhouette pensata per essere indossata da mattina a sera.
Spalle appuntite, linee squadrate e volumi che ridisegnano la figura: il ritorno degli Anni 80 passa anche da una nuova idea di struttura. I cappotti con spalle boxy si distinguono per la costruzione geometrica della parte superiore, che può essere accentuata da tagli netti, imbottiture o dettagli ispirati al guardaroba militare. Il risultato è una silhouette assertiva: non chiede decorazioni eccessive né dettagli extra. Vedere per credere la cappa azzurra di Pierre Cardin, che interpreta il diktat con collo alto e spalle appuntite.
Andreas Kronthaler per Vivienne Westwood porta invece in scena un cappotto color borgogna, dalla presenza scenica, da abbinare a lingerie di pizzo e collant sensuali: il contrasto tra la struttura del capospalla e la delicatezza dei tessuti a vista crea un gioco di opposti dal sapore dichiaratamente provocatorio. Più discreto, ma altrettanto interessante, il trench cammello di McQueen, dove le spalline dal languore squisitamente military introducono un richiamo alle uniformi.
Per indossare le spalle boxy nella vita quotidiana, la scelta del taglio e del colore può fare la differenza. Fabiana Filippi propone un cappotto rosso dalla linea pulita e minimalista: la tonalità intensa aggiunge carattere, mentre l'essenzialità della costruzione ne mantiene l'equilibrio. Fendi punta invece su una nuance cremosa, arricchita da inserti effetto pelliccia che introducono un contrasto tattile e rendono il modello più ricercato.
Da Polo Ralph Lauren, il cappotto nero con revers tono su tono dalla finitura luminosa richiama l'eleganza dello smoking, con un risultato sofisticato e urban. Per valorizzare questi volumi, l'abbinamento ideale è con pantaloni dal taglio lineare, gonne a matita o abiti aderenti: lasciare radicalmente asciutta la parte inferiore aiuta a mettere in risalto la costruzione delle spalle.
Attraversa decadi, stagioni e tendenze. Eppure, il cappotto a vestaglia non perde mai il proprio potere seduttivo. La cintura annodata in vita, la costruzione morbida e i volumi generosi ne fanno un alleato versatile, che nella stagione fredda si presta a interpretazioni sempre nuove. Per l'Autunno/Inverno 2026-2027, il modello si allontana dall'idea di un capospalla rigorosamente classico e si concede materiali, lunghezze e proporzioni che ne amplificano la personalità.
Nella collezione di Vivetta, il cappotto oversize in pelliccia sintetica gioca con un interessante effetto patchwork: il pelo rasato crea un disegno a scacchi, trasformando la texture in un elemento grafico. Luisa Spagnoli sceglie invece un volume maxi, con spalle scese e un pellicciotto dall'effetto lucido che evoca il glamour delle dive Anni 70. Da Max Mara, infine, la nuance cammello delinea una versione più essenziale, dallo spirito intramontabile: il cappotto viene portato aperto, senza cintura, in continuità cromatica con i capi sottostanti.
Dal teddy coat alla pelliccia sintetica, questa stagione il cappotto a vestaglia si presta a interpretazioni differenti, senza rinunciare al suo tratto distintivo più riconoscibile: il volume morbido, da stringere in vita oppure lasciare libero. Il modello di Fusalp punta sulla consistenza avvolgente del pellicciotto e sulla cintura, che definisce la figura senza irrigidirla.
Per chi predilige un'eleganza più classica, il cappotto color cammello di Max Mara è un investimento trasversale: perfetto sopra un completo sartoriale, ma anche con jeans scuri e capi più casual. The Frankie Shop sceglie invece la pelliccia sintetica, con una versione dotata di cintura che porta il capospalla verso un'estetica più urban e contemporanea.
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