Di Serena Savardi
C’è chi le cerca per nostalgia, chi per investimento, chi semplicemente perché “quella nuova non se la può permettere”… Le borse vintage e d’archivio sono diventate oggi l’oggetto del desiderio di molte e grazie alle tante piattaforme di second hand di lusso sono le vere protagoniste dello street style.
Così per raccontarci questa tendenza, Vestiaire Collective, una delle piattaforme di riferimento per comprare e rivendere moda pre-loved, in occasione delle ultime Fashion Week, ha lanciato una caccia al tesoro (o meglio alla borsa) che ha reso felici 12 giovani tra Milano e Parigi.
La prima spiegazione ci arriva dalle scelte intraprese recentemente delle grandi maison che, sempre più sovente, guardano nei propri archivi alla ricerca di nuove fonti di ispirazione, arrivando a portare in passerella non solo abbigliamento ma anche accessori già “vissuti”. Basti pensare all’ultimo defilé Chanel che per la prossima Primavera/Estate 2027 ha fatto sfilare l'originale 2.55 nera in pelle creata nel 1955 e appartenuta a Gabrielle "Coco" Chanel in persona .
Al contempo, sempre più celebrity scelgono di presenziare alle grandi occasioni sfoggiando capi vintage o addirittura “riciclando” dei look già indossati per porre l’attenzione sulla necessità di ridurre l’impatto ambientale che l’industry della moda genera.
Il risultato è che ciò che era “vecchio” diventa improvvisamente iconico e, spesso, quasi più ambito del nuovo, generando una domanda che si sposta verso pezzi che raccontano una storia precisa, quella di un designer, di un’epoca, di un momento culturale e trasformano questa tendenza in un orientamento che unisce desiderio, valore e coscienza.
Tra le “most wanted” identificate dalle principali piattaforme di resell di abiti e accessori vintage di lusso, c’è la Timeless di Chanel, l’erede ideale dello stile di Coco e simbolo per eccellenza dell’eleganza francese.
Seguita dalla Jackie di Gucci, l’iconico modello che porta il nome della diva per la quale è stata creata, ovvero Jacqueline Kennedy Onassis, e che incarna, ancora oggi, un’estetica anni Sessanta che non smette di affascinare.
A contendersi il terzo posto ci sono invece le it-bag per eccellenza. Da un lato la Baguette di Fendi, la borsa-simbolo dei primi anni Duemila e non a caso tornata alla ribalta delle cronache di stile proprio quest’anno con la complicità di Sarah Jessica Parker o, per meglio dire, Carrie Bradshaw di Sex and The City; e la la Speedy di Louis Vuitton, da sempre capace di unire praticità e riconoscibilità in un solo gesto.
Accanto ai grandi nomi c’è poi la caccia al pezzo raro come la Saddle bag di Dior, rilanciata con grande successo globale sotto la direzione creativa di Maria Grazia Chiuri, i modelli renylon di Prada e la Hobo di Miu Miu. E per chi punta a fare un investimento redditizio nel futuro, il consiglio che arriva dagli esperti del settore è quello di cercare tra i brand di nicchia che garantiscono un buon valore di rivendita (ovviamente dopo averle usate il giusto) ma soprattutto scegliere con cautela e controllare l’autenticità, perché la vera caccia al tesoro - quando si parla di borse - non si vince con la bussola… ma con la competenza!
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